'Paranoica' definisce Napoli Don Fabrizio, costretto a un viaggio estremo per motivi di salute. Forse l’umore del Gattopardo sarebbe stato meno esasperato se durante il viaggio di ritorno (via terra, durata: 36 ore) lo avesse accompagnato la visione delle foto che Daniele Signoriello dedica alla creatura di Partenope. Il titolo, La città inesistente, la dice lunga. A sentire l’autore si tratta di ’una ricerca emozionale di un’immagine nascosta nelle cose’, del tentativo di non fermarsi a come esse appaiono, superandole verso la definizione di una forma nuova e, dunque, di una nuova immagine. Sappiamo che l’occhio dell’artista vede oltre e, certi di questo postulato, ci facciamo guidare. Cogliamo così anche noi le ’nature morte d’acciaio, di vetro e di pietra’ là dove ci distraeva l’incessante inanellarsi di traffico e gente, vediamo finalmente le deformazioni e le diversità che mostrano gli edifici quando si specchiano nelle pareti di vetro che li fronteggiano (effetto straniante che pensavamo di poter cogliere solo varcando l’oceano), veniamo a conoscenza di elementi strutturali (un palo, una griglia, una ciminiera) che non avevamo visto e che ci appaiono, sorprendentemente, diversi. Siamo abituati a pensare il tessuto connettivo della città collocato concettualmente in basso (le strade, la terra, talvolta anche ciò che sta ancora più sotto): qui subiamo un ribaltamento e la grande tela d’insieme che fa da sfondo è rappresentata dal cielo, vera unità naturale, silenziosa, mutevole eppure certa che lega il nostro tutto. Sopravvivono passanti divenuti ombre di se stessi, sembrano eredi delle figure metropolitane solitarie di Paul Strand, però non più così solidi e compatti. E firmano l’insieme alcune scritte, ancora una volta còlte nel loro deserto, ’Attenti alle eliche’, ’Vaglia e...’, trasformate in ammonimenti, echi estremi di comunicazione umana che sentiamo a stento, resi sordi, quasi irraggiungibili, nel nostro volontario isolamento. Le foto sono state realizzate con Reflex Yashica 109. Obiettivi 50 mm, 35-70 mm, 80-200 mm.

Daniele Signoriello è nato a Napoli nell’aprile del 1983. Ha frequentato il Liceo artistico, ha partecipato, fin da giovanissimo, a mostre e nel 2006 si è laureato con 110 e lode in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli con Antonio Capuano, fra i massimi rappresentanti del cinema contemporaneo italiano, con il quale ha avuto modo di sperimentarsi sia in spettacoli teatrali (Vincent, 2003; Harold Pinter Prove d’Autore, 2007) che, come comparsa, su set cinematografici (La guerra di Mario, 2005). E’ attualmente iscritto al biennio specialistico di Scenografia. E’ appassionato di fumetti e collabora dal 1999 in veste di vignettista con ’Il Corriere d’Italia’, ’Ortika’ e ’Salben News’. Ovviamente dipinge e conosce bene il territorio del web design.

Contatti: +39.338.1082936 denny2@alice.it

(le frasi virgolettate del testo, a parte la ’paranoia’ di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, sono tratte da una presentazione proposta dal nostro artista)

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