Quella di Maria Di Pietro in Accademia a Napoli è una presenza importante, intelligente, pragmatica ed elegante. Vi proponiamo qui un primo approccio al suo lavoro con un progetto (Noi non abbiamo paura), che seguirete nella sua realizzazione, legato al complesso tema dell'identità. Nella recensione al film A casa nostra (F. Comencini, 2006, 'Cahiers du Cinéma', aprile 2007) il sempre bravo Eugenio Renzi scomoda Pasolini e le sue lucciole (che, è vero, non ci sono più) per costruire una teoria sui nomi della tradizione che, scomparsi, avrebbero lasciato il posto a tradimenti che suonano come 'Samantha, Kevin, Gerry', negazione di sé e della propria storia. Maria Di Pietro ci dice che non è vero. Giovane, appassionata fotografa legata profondamente alla sua terra (che si porta dietro avvertendone il peso, così come fa con l'attrezzatura che si carica nello zaino e che si rifiuta di deporre anche se sotto controllo), dimostra che in Campania abbondano ragazzi che portano nomi geograficamente identificabili e ce li presenta in una contemporaneità assoluta e propositiva, densa di suggestioni e di promesse.

Le foto sono state realizzate con reflex digitale, Canon Eos 5d b/n obiettivo 17/40 e 70/200.
Maria Di Pietro è nata a Mugnano (Napoli) nel 1979, ha conseguito la Maturità artistica nel 1997 e ha esitato fra la Facoltà di Lettere e quella di Conservazione dei Beni culturali. Si è poi finalmente iscritta all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove si è laureata presso la Scuola di Scenografia

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