102 Abbassa la tua radio (per favore)

Rimetto un po' in squadra la casa, cucio ben 3 bottoni (c'è un limite a tutto, anche al grunge) e comincio il complesso lavaggio dello 'chou' da fare 'aux pommes' per le 'boulettes' in stile norvegese, cadendo quasi in deliquio davanti ai verdi che sfumano verso il bianco mano a mano che mi avvicino al cuore dell'ortaggio.

Entrano da tutti gli interstizi, dalle finestre aperte, ma anche dalla porta blindata che amo tenere inchiavardata fissa dall'interno (nutro nei confronti della mia casa sentimenti simili a quelli espressi da Paperone verso il suo deposito, fate conto che sul mio pianerottolo ci sia il medesimo cartello che conficca lui nel terreno con la scritta Sciò!), odori di cucina dagli appartamenti vicini.
Il cielo è basso e compatto, un silenzio strano, non quello domenicale (non è domenica) ma quello che segue la grande bouffe, regna sovrano.
La radio è accesa sulla consueta stazione, quella che è stata per anni la migliore al mondo e che ormai sopporto a malapena, sgangherata, atrofizzata, spesso inutile, spenta.
Non la cambio perché sono un'abitudinaria, e poi le altre sono peggio.

A questo proposito lo scorso 18 agosto mandai a Radio 3 un sms molto infastidito perché avevano trasmesso una messa di Natale. Il 19 mi era arrivata la risposta, invero piuttosto piccata, del conduttore in carica, non il mio preferito, bensì un altro, preparato, certamente, ma oh quanto meno avventuroso!, che suonava esattamente così (l'ho tenuta in memoria e posso essere precisa): 'Auguri! Purtroppo le messe di ferragosto non le ha mai scritte nessuno...Cordialmente' e seguivano le iniziali del malcapitato.

Stamattina, 25 dicembre, puntuale come una vendetta, Radio 3 ha mandato Porgy and Bess di Gershwin, evidentemente immemore del dettaglio decisivo: al suo interno c'è Summertime.

George Gershwin al pianoforte (accanto a lui, a sinistra, Fred Astaire e Ginger Rogers) sul set di Shall We Dance, 1936

Zio Paperone pulisce il suo deposito