115 Love is Crazy Love is Blind

 

(Il titolo di questa puntata è un verso della canzone di Marianne Faithfull e Nick Cave Crazy Love. Potete sentirla nel video. 'Sentirla nel video' lo so che suona strano, ma è esattamente quello che potete fare).

''Gli aneddoti sulla sporcizia di Sartre dicono la sua capacità di dimenticare la carne, di disprezzarla, di inserirla nel registro del superfluo. In Germania aveva lasciato il sudiciume e il fetore installarsi al punto che la sua biografa ha potuto parlare della sua 'camera pestilenziale' e delle settimane intere passate 'senza lavarsi laddove gli sarebbe stato sufficiente attraversare la strada e pagare dieci soldi per disporre ad libitum di una stanza da bagno nello stabilimento termale'. Il suo soprannome all'epoca era 'l'uomo dai guanti neri'. Esso era dovuto alle 'sue estremità che erano, fino a metà braccio, nere di sporcizia'.''.
(Michel Onfray, Le ventre des philosophes, Critica della ragione dietetica, Paris, 1989)
(la biografia citata da Michel Onfray è quella di Annie Cohen-Solal, Sartre 1905-1980 edita da Gallimard)

 

''E' in quel momento che Sartre mi ha proposto: 'Firmiamo un contratto di due anni'. Io potevo arrangiarmi per restare a Parigi durante quei due anni e noi li avremmo passati in un'intimità la più stretta possibile. Dopo, lui mi consigliava di sollecitare anch'io un posto all'estero. Saremmo restati separati due o tre anni e ci saremmo ritrovati da qualche parte sulla terra, ad Atene, per esempio, per riprendere, durante un tempo più o meno lungo, una vita più o meno comune. Mai saremmo diventati estranei l'uno all'altra, mai l'uno avrebbe invano chiamato l'altra, e niente sarebbe prevalso contro questa alleanza; ma bisognava che essa non degenerasse in costrizione o abitudine: dovevamo preservarla ad ogni costo da questa putrefazione. Acconsentii. La separazione che Sartre considerava non è che non mi spaventasse; ma sfumava nella lontananza e mi ero data la regola di non ingombrarmi con preoccupazioni premature...Con lui un progetto non era un chiacchierare incerto ma un momento di realtà... Se mi avesse detto un giorno: 'Appuntamento esattamente fra ventidue mesi alle 17:00 sull'Acropoli', io sarei stata sicura di ritrovarlo sull'Acropoli, esattamente alle 17:00, ventidue mesi più tardi.''.
(Simone de Beauvoir, La force de l'âge, Paris, 1960)

Non so voi, ma io faccio fatica a mettere insieme questi due ritratti della medesima persona. 

Forse che l'amore (e che razza di amore, sopravvissuto a tutto, è il caso di dirlo, fino alla sepoltura nella medesima tomba nel Cimitero di Montparnasse) fra filosofi, oltre che pazzo e cieco, è anche privo di olfatto?

 

Jean-Paul Sartre

Simone de Beauvoir

Michel Onfray (1959), fra i miei filosofi preferiti, si occupa di cibo e mi ha aperto molti orizzonti