121 Anche i grandi si sporcano (quando mangiano), 1

Abbiate pazienza.

Come ho più volte ammesso, sto in fissa stabile con la Francia. 
Compro, dunque, 'Le Magazine Littéraire' del gennaio 2009, perché ci sono inediti di Roland Barthes, uno degli intellettuali che più amo al mondo, lucido, aristocratico nei modi e nel pensiero, mai banale, chiaro nella scrittura al punto che riesco a leggerlo pure sul treno di ritorno, quello per il quale anche un manga con una trama un po' complicata sarebbe troppo.

Fra i materiali pubblicati ci sono i Carnets du voyage en Chine, 2 dei quali (in tutto sono 3) anche fisicamente rappresentati nelle pagine, uno blu e uno rosso, a spirale, marca Crown, con i numeri applicati sulle copertine da Barthes stesso, immagino.
Il viaggio avvenne nel 1974, in piena Cina maoista. Le note sono 'ellittiche' e 'evocatrici', tutto un insieme di appunti mirabili, ciascuna riga dei quali vale quanto un saggio o un romanzo.

Molte riflessioni sui colori, sui cibi, sui paesaggi, sulla retorica e sugli stereotipi, una noia, una insofferenza che si potrebbero riassumere nell'infusione sempre più annacquata, mortalmente stancante, che sono i tè che gli vengono  offerti.
(Sono stata anch'io in Cina, più di 30 anni dopo Barthes e, se dovessi definire l'effetto che mi ha fatto, parlerei anch'io del tedio che mi ha perseguitata, come uno stato di anestesia permanente).

In attesa che Bourgois pubblichi il prezioso materiale, vi traduco un piccolo estratto dei pensieri che hanno accompagnato la partenza:
'11 aprile 1974...lavato da capo a piedi, dimenticato di lavarmi le orecchie.
Aereo: questo significa: aspettare a lungo, essere immobile, non viaggiare...
Orly. Ritardo. Ph. S. (Philippe Sollers, suo compagno di viaggio nel gruppo di intellettuali francesi invitati dalle autorità) compra una salsiccia e del pane fuori della dogana e mangiamo nella sala d'attesa (i verbi impiegati sono sempre definiti dal mio vocabolario 'popolari').
Pranzo di aereo. L'empiria vorrebbe che stando molto stretti, insaccati in mille protesi, vi servissero delle cose molto semplici; ma naturalmente l'empiria è combattuta dal vizio francese...:cozze in insalata, vitello in salsa, riso grigiastro e grasso - due grani del quale cadono immancabilmente sul mio pantalone nuovo...'.

(Prometto, al prossimo insudiciamento aereo dovuto al delirio dei vassoietti, quando ancora ci sono, preparati da folli, di ricordarmi, parola per parola, di Barthes e del suo sovrano distacco. Come annota lui, e come molto bene si riassume: 'Mi piace molto, talvolta, non interessarmi').

Roland Barthes (1915-1950)

La Cina