122 Welcome Home

David Beckham è stato comprato (comprato!) dal Milan e ieri ha segnato il suo primo goal contro il Bologna.

Capisco poco di calcio, ma mi sono sembrati (lui e il suo goal) elegantissimi.

Ho anche cercato il video su Youtube e, trovatolo, completo di intervista sul campo, ho avuto la conferma di quello che so da tempo.
Beckham è l'unico uomo esistente sulla faccia della terra che, sporco dopo una partita, rude come un giocatore, sudato come uno scaricatore di porto, probabilmente fetido come una scimmia (non so se abbiate mai provato l'ebbrezza di annusare un paio di calzini che hanno giocato, in un paio di scarpe semiprofessionali, una mezza serata di calcetto. Io sì, e ne consiglio l'esperienza per comprendere veramente che cosa è un maschio), pulendosi e soffiandosi ripetutamente il naso nella manica della maglia, stanco, sfinito, sudicio fin sulla punta dei capelli, inzaccherato, inavvicinabile, maleolente, conservi - non so come, credetemi, se fossi in grado di carpirgli il segreto avrei in mano il mondo - una specie di aura di finezza suprema, di gentile e sorridente disponibilità, di raffinato garbo.

E, allora, aggiungo il Welcome Home (più o meno, siamo tutti in Europa e cementati dalla crisi finaziaria) di Opera Soap a quello dei tifosi che se lo sono comprato.

Bello come nessuno (ma con i ciuccetti tenuti dagli elastici e i diamanti alle orecchie lo preferisco), glamorous, totalmente inventato da se stesso, non so se grande atleta e poco me ne importa, comunque pulito, nonostante lo sporco, mostra la via possibile a tutti gli altri.

Quelli che, dopo una mezza giornata di lavoro sedentario o una corsa da 75 minuti con un biglietto da € 1 in autobus di linea, si sentono autorizzati a presentarsi a un incontro, non dico amoroso, ma di frequentazione o conoscenza, stramiciati, strapazzati, ipotetici, fetidi, incerti.

Manco fossero guerrieri che hanno combattuto 90 minuti contro avversari assetati di sangue e non, tutto sommato, spettatori della vita, della partita, dei sentimenti e della loro stessa storia. 
Ciò che, a guardarli bene, sono veramente.

David Beckham esultante (esultante!) dopo il primo goal segnato con il Milan, gennaio 2009

Mia versione, confermo, preferita, di David Beckham con ciuccetti tenuti dall'elastico. Spero nel vintage e nel revival. Spero pure nel ritorno dei diamanti alle orecchie

Memo per orecchini, nel caso li avesse persi