123 Anche i grandi si sporcano (quando mangiano), 2

Considero Umberto Eco e Stefano Bartezzaghi gli uomini più intelligenti d'Italia.
Non capisco (anzi, lo capisco fin troppo bene) perché non si mettano in politica, perchè non diventino ministri della cultura, dell'università e della ricerca tutta, sono anche divertenti e sanno, ambedue, giocare benissimo con la lingua italiana, cosa che di questi tempi, con il patrimonio di uso individuale fisso, nella maggior parte dei casi e come dice il mio dermatologo a proposito dell'estetista con la quinta elementare che inietta il Botox in periferia, a 600 parole, sarebbe un notevole stimolo per tutti.

La puntata dedicata all'insudiciamento dei pantaloni nuovi durante un pasto aereo da parte di Roland Barthes (la n° 122) mi ha fatto tornare in mente che Eco era già passato sotto questo giogo e allora mi sono (mediamente, lettera E, ripiano 3 dall'alto) arrampicata su una delle mie librerie nella sezione letteratura e cose varie e ho tirato giù Il secondo diario minimo, uscito nel 1992.

Nel capitolo Istruzioni per l'uso ci sono paragrafi di intelligenza e utilità pubblica, che vanno da Come comperare gadgets a Come impiegare il tempo, con soste su Come riconoscere un film porno e Come non dire 'esatto'.

E sta lì anche Come mangiare in aereo. Leggiamo insieme:

'Nel corso di un viaggio aereo di alcuni anni fa (Amsterdam andata e ritorno), ci ho rimesso due cravatte Brooks Brothers, due camicie Burberry, due paia di pantaloni Bardelli, una giacca di tweed comperata in Bond Street e un gilè Krizia.
Infatti sui voli internazionali vige la buona abitudine di servire il pasto. Però si sa che il sedile è stretto, la tavoletta altrettanto e l'aereo talora balla. Inoltre i tovaglioli degli aerei sono piccolissimi e lasciano scoperto il ventre se si infilano nel colletto, e il petto se si posano sul grembo. Il buon senso vorrebbe che si offrissero cibi non sporchevoli e compatti. Non è necessario dare tavolette di Enervit. Cibi compatti sono la cotoletta alla milanese, le carni alla griglia, il formaggio, le patate fritte e il pollo arrosto. Cibi sporchevoli sono gli spaghetti con la pummarola 'n coppa, le melanzane alla parmigiana, le pizze appena uscite dal forno, il consommé in tazza bollente senza manici.
Ora il menu tipico di un aereo si compone di carne molto cotta affogata in salsa marrone, generose porzioni di pomodoro, verdure tritate fini e macerate nel vino, riso e piselli al sugo...'.

Riassumo il resto di questa impagabile ricerca sulla follia di chi prepara i pasti: si va dalla digressione su come mangiare i piselli, destinati a infilarsi 'nel collo o nella braghetta' e mai in bocca, alla riflessione sul design dei bicchieri, 'bassi, svasati, praticamente simili a un catino', con liquidi che, conseguentemente e anche senza turbolenza, ne debordano; si affronta il nodo del pane, mai 'la baguette francese, che occorre tirare con i denti anche quando è fresca' ma un semolato che 'appena afferrato esplode in un nugolo di polvere sottilissima...(che si accumula) tutta sotto il sedere, riuscendo a impastare i pantaloni anche da tergo'. Il caffè viene servito 'in una tazza di materiale termoconduttore colma fino all'orlo' e la salvietta rinfrescante è 'indistinguibile dalle bustine del sale, del pepe e dello zucchero'.

Tutto vero, come uscito dalla testa di uno che è abituato a pensare sulle cose.

Ora, mentre aspetto che anche Bartezzaghi dica la sua sull'argomento, suggerisco da questa pagina di Opera Soap ai dirigenti di Alitalia (o di CAI, non ho capito ancora, anche perché con le sigle mi confondo e pensavo che quest'ultima avesse a che fare con un Club che riunisce praticanti di alpinismo) di approfittare della contingenza e di dare il buon esempio: se riorganizzazione deve essere, che parta dal minimo e attacchi la riforma dai pasti, trasformandoli secondo le istruzioni dell'uso di un cervello che non è andato in fuga e che funziona bene e rapidamente.

Il menu è a disposizione poche righe sopra, comprensivo, fra l'altro, di sfumature regionali (la cotoletta alla milanese), di cose buonissime che incontrano il favore del grande pubblico (le patate fritte), di uno dei miei piatti preferiti (il pollo arrosto) e pure completato, in gloria nazionalistica di cui in questi tempi di facile smarrimento di identità sarebbe bene tener conto, dal formaggio.


Umberto Eco

Airmeals (pasti in aereo) trovati in internet: tutti pieni di cibi sporchevoli e non compatti

Baby Plane Spoon, posata delirante (pensate a quando la mettete in lavastoviglie) per bambini inappetenti che potrebbe essere riconvertita a un uso evocativo e impiegata nel pasto in aereo