127 Belle nuit & Nuit d'amour

Mi accorgo, con disappunto, che sto vivendo di 'se'.

Se i treni fossero più puliti. Se fossero più puntuali. Se andare a lavorare non fosse un'impresa titanica che esprime il suo titanismo, però, nelle sciocchezze: il sapone e la carta igienica, che sono sempre mancanti; la protezione dal freddo, precaria; la possibilità di sedersi in un posto pulito se non accogliente, remota.
Non ci vorrebbe molto, non stiamo parlando di rivoluzioni epocali; ma di fronte ai problemi strutturali, all'incapacità di far partire un convoglio in orario, alle attese eterne, stanche (oggi il treno che volevo prendere aveva 70 minuti di ritardo), al tempo buttato, all'inutilità di tanta fatica, ecco, mi prende lo sconforto.

E ancora.
Se la mia radio fosse ciò che è stata per anni. Quando mi dava, e in abbondanza, quello che chiedo a una radio: cultura, intrattenimento, educazione a tutto campo. Musica giusta al momento giusto.

Sentite questa.
Giovedì mi metto la sveglia alle 6. Non vi ho detto che è stato inaugurato un treno intermedio che, pur non dandomi la possibilità di prendermela con comodo, mi riporta in un alveo meno disumano di quello nel quale mi aveva infilata la sveglia alle 5.

Mi alzo, dunque, e vado in cucina a iniziare la giornata. Saluto i pesci rossi, accendo lo stereo.
Ritorno in camera da letto, do aria all'ambiente, guardo un cielo ancora nerissimo nel quale non vola nemmeno un uccello (ho scoperto voli mattutini di gabbiani e pappagalli selvatici, ma cominciano con la luce, cioè più tardi).
Dalla cucina sento arrivare una musica che adoro, ma non credo alle mie orecchie.
Aspetto un altro secondo, no, non mi sbaglio. E' la Barcarola.
Conoscete Les Contes d'Hoffmann di Jacques Offenbach? Secondo me ne sapete qualcosa.
Al terzo atto arriva, ve lo ricordo, una cosa dondolante, appunto come una barca, una ninnananna, due voci femminili, quella di Nicklausse e di Giulietta, che si uniscono e si sovrappongono in un testo che più morbido non si può: 'Belle nuit, ô nuit d'amour, Souris à nos ivresses! Nuit plus douce que le jour, ô belle nuit d'amour! Le temps fuit et sans retour Emporte nos tendresses, Loin de cet hereux séjour Le temps fuit sans retour. Zéphyrs embrasés, Versez-nous vos caresses, Zéphyrs embrasés Donnez-nous vos baisers! Versez-nous vos baisers! Ah!'

(Trovate la Barcarola nel video nell'interpretazione di queste deliziose ragazze, Irina e Cristina Iordachescu).

Vi faccio una traduzione, come dicono a Napoli, sciuè sciuè, cioè rapida e senza impegno: 'Notte bella, o notte d'amore, sorridi alle nostre ebbrezze! Notte più dolce del giorno, o bella notte d'amore! Il tempo fugge e senza ritorno Porta le nostre tenerezze, Lontano da questo soggiorno felice Il tempo fugge senza ritorno. Zefiri incendiati, versateci le vostre carezze, Zefiri incendiati Dateci i vostri baci! Versateci i vostri baci! Ah!'.

Ora, ditemi voi: vi sembra, questa, una musica da mandare alle 6 del mattino, con la lavastoviglie da vuotare, il bollitore da fare andare per l'acqua del tè, lo specchio nel quale guardarsi, cercando di vedere se la notte ha portato consiglio o se ha stropicciato la pelle, il biglietto della metro già pronto, la cartella davanti alla porta, il post-it con gli appunti mescolati 'Frutta, limoni, segreteria per conferma date esami'?
Qualcosa di strano, nella mia radio, che è stata la più bella del mondo, deve essere accaduto.  
Chi, che cosa ha provocato la lesione, chi, che cosa ha prodotto il danno che mette al mattino, sembra anche con qualche approvazione da parte degli ascoltatori, che mandano messaggini con su scritto 'Bello!', un dondolio sensualissimo e abbandonato, intriso di umori alterati, umido di baci, tutto notturno per vocazione, testo e effetto, buio come un incontro di cui non si conosce il destino, bisognoso, come lo sono queste cose, di avere una notte davanti per orientarsi, o per capire, almeno, la direzione del disorientamento?

Rileggetevi, vi prego, la puntata n° 103, Abbassa la tua radio (per favore), quella in cui mi lamentavo per la Messa di Natale poco dopo Ferragosto e per Summertime mandato, come una vendetta, il giorno di Natale.
Aggiungeteci, ora, la Barcarola notturna all'inizio di giornata.

Ma forse è colpa mia, che sto troppo dentro gli orari.

Mi viene da pensare che la Marilou di Angie David della puntata n° 85 Avvisi ai naviganti sia la destinataria di questa programmazione.
Tossicomane, 'intégralement décalée', vittima consenziente di un amore senza via di uscita, sensibile al lusso, ammalata di cinema e di letteratura, 'sexy, intelligente et gentille', chiusa in una solitudine e in una malinconia che la divorano e ne cesellano il ritratto, passa le notti al Mathis o al Baron, le boîtes più alla moda di Parigi, preparando per sé e per la gente che frequenta strisce di cocaina.
Rientra a casa, nel suo appartamento anni '30 che descrive in modo maniacale nei dettagli di arredamento e di atmosfera, alle 6 del mattino, si imbottisce di Lexomil e cerca di dormire.
Probabile che le piacerebbe, in quella sua incapacità di scendere a patti con la vita e nella paranoia lucida in cui è immersa, ascoltare la programmazione della mia radio.