130 Una vita da Supereroi

Roberta Ranisi, Decorazione, vive a Mercato San Severino. Giovanna Leo, Decorazione, a Battipaglia. Jacopo Naddeo, Scenografia, a San Mango Piemonte che sta in provincia di Salerno. I nomi suonano meno avventurosi di Portland o Seattle, anche se, dovete riconoscerlo, San Mango Piemonte ha in sé l'esotico e il decontestualizzato, perciò non è male. Da queste località i ragazzi si muovono con i mezzi che hanno a disposizione (pullman, treni regionali, talvolta una macchina) e vengono a Napoli in Accademia, dove ci incontriamo. Viaggiano parecchie ore al giorno, spesso in situazioni impossibili, i ritardi sono costanti, la sporcizia dei mezzi di trasporto è un argomento frequente di conversazione.

Eppure arrivano in eleganza.

Abbiamo fatto gli esami di conclusione del primo semestre e visionato i manga. Molti di essi erano bellissimi. 
Per prima cosa devo spiegare perché ho dato ai miei studenti un manga da fare insieme ai manuali e al corso monografico. Per dare l'occasione di costruire, soggetto, sceneggiatura, dialoghi, inquadrature e il resto, praticamente un film con mezzi alla portata di tutti. Mi aveva colpito leggere che tutti gli studenti delle scuole d'arte giapponesi facevano manga e mi chiedevo, al di là della tradizione nipponica (Hokusai è considerato il primo mangaka, cioè il primo autore di manga), perché da noi questa possibilità non fosse mai offerta.
Inoltre mi sembrava uno dei modi migliori per rendere la propria vita in immagini (su questo sono stata categorica: voglio dei soggetti riconoscibili e quotidiani nei quali, se possibile, entri l'Accademia di Belle Arti) narrativa, cioè avventurosa, pensata, offerta nella sua leggendarietà, raccontata a chi non la conosce nelle sue sfumature di bellezza e di forza.

I risultati sono stati superiori alle mie aspettative. Tavole pensate, lavorate a fondo, in cui già erano risolti alcuni problemi tecnici e di lavorazione. Tutto un mondo, il nostro, ridotto a due dimensioni in grazia diffusa, ironia, identificazione dei ruoli e dei caratteri: compariva spesso l'edificio dell'Accademia, c'erano i docenti, ciascuno di loro (di noi) descritto nelle sue fissazioni, c'erano i compagni, raccontati in testimonianze di stima e di amicizia, c'erano le vicende quotidiane, le lezioni, gli orari, la noia, i progetti, la speranza.
E c'era, questa è la cosa più importante, l'autoritratto di una generazione che con i cartoni animati manga è cresciuta e aveva interiorizzato delle cose che io nemmeno conoscevo: il segno che indica l'emozione, cioè la goccia, la tempia con la croce della preoccupazione; la resa grafica delle gambe che corrono; le bocche a triangolo; il segno vincente delle due dita, aperte o chiuse, del Supereroe. C'era, voglio dire, lo scambio del quale vado sempre in cerca: io chiedo una cosa e loro me ne danno una simile a quella richiesta ma diversa, nella quale la loro esperienza si fonde con la mia.

Eccoli, i Supereroi. Presenti in aula all'ora del pranzo, sempre carichi di zaini, cartelle e materiali, figli di un ordinamento scolastico indigente, aperti e disponibili, vessati dalle ore infinite degli spostamenti, accampati sulle scale per mancanza di altri spazi, caldi di un calore che si sente a pelle, protagonisti, si è visto benissimo, di un'esistenza mitica nella quale cercano risposte e offrono domande, spesso mi chiedo che cosa sarebbero questi ragazzi se fossero stati seguiti fin dall'inizio da una scuola in grado di crescerli più adeguatamente.

Loro, i Supereroi, con tutto un intreccio infinito di storie che vale la narrazione dei film nuovi che vengono dall'oriente (i miei prediletti).

I problemi di Roberta e di Giovanna, che hanno lavorato, e benissimo, insieme, alle prese con il Laboratorio di Plastica Ornamentale e le sue trappole, con il caffè dell'amatissimo Maestro di Decorazione, con il cartello 'La lezione è in corso, preghiamo di NON entrare. Grazie' che ho esposto io fuori dall'aula per evitare la continua migrazione e che ha scatenato in loro, che erano rimaste fuori, una serie di immagini di sconcerto, di esclusione, di incredulità e fantasia incontenibile che hanno dato vita al primo episodio del loro manga. Loro due rese perfettamente, le faccette a triangolo, tutti i dettagli dell'abbigliamento, la finezza degli atteggiamenti, il cellulare che diventa protagonista con il display che indica 'A: Giovanna. Direzione Aula Dioscuri', quella nella quale facciamo lezione.

La vita di Jacopo, risolta in un My Life che è il titolo dato alla sua opera, un manga completo, adulto, vendìbile da subito perché corredato anche di prezzo (€ 6,00), tavole pulite, nette, ironiche e astratte in cui il ragazzo di San Mango Piemonte espone concettualmente la sua esistenza: la macchina con su scritto MY CAR, la fermata dell'autobus indicata dal cartello BUS STOP, la polizia locale che, come in un film, dà la caccia ai writers da una macchina che espone la dicitura POLICE, la pioggia continua di quest'inverno ('Ovviamente piove', balloon che compare con frequenza costante tanto da divenire un mantra), la sua mostra fotografica a Salerno con tutte le grane amministrative locali, i carri di Carnevale, le lezioni di Storia dell'arte nell'aula una delle cui porte viene segnalata come NARNIA perché da lì entrano magicamente le compagne che arrivano da Decorazione come nel film citato entrano le favole dalle ante di un armadio; i leoni dell'Accademia ritratti con un'espressione comica che non avevo mai visto e che è ormai incollata alle due statue, grosse e retoriche, dell'ingresso.

Gli esami sono stati un momento (una giornata) di progetto.
Andiamo avanti, vediamo che altro esce fuori. Raffiniamo la tecnica, rivediamo i dettagli, insistiamo nella pulizia di un resa grafica che è già diventata un tratto stilistico e una cifra d'autore, cominciamo a pensare a una diffusione, montiamo un blog, raccontiamo al mondo quanto può essere meravigliosa, pur fra i ritardi dei treni, l'incombenza della provincia meridionale, i disastri dell'Università d'Italia, il peso degli zaini, l'ingombro delle cartelle e degli ombrelli (Ovviamente piove), la sporcizia che ci perseguita dappertutto, la vita del Supereroe.  

I Supereroi Manga del Corso di Storia dell'Arte Moderna 08-09 Accademia di Belle Arti di Napoli Foto Jacopo Naddeo

Jacopo Naddeo, My Life, vol. 1, 2009

Jacopo Naddeo, My Life, vol. 1, 2009