136 Quando è troppo...

Ho fatto tutte le scuole pubbliche: asilo, elementari, medie, ginnasio e liceo classico. Gli edifici nei quali stavo mi sono sempre sembrati abbastanza dignitosi ma non signorili, in aula faceva freddo d'inverno, la professoressa con il cappotto sulle spalle era una consuetudine.
I bagni mi pare che avessero il sapone, ma non ci scommetterei.
In quelli del liceo andavamo a fumare di nascosto durante l'intervallo. Amicizie e tresche amorose nascevano nei corridoi poco eccitanti.

Ho fatto Lettere all'Università La Sapienza, l'edificio era disadorno, nell'aula di Storia dell'Arte c'erano solo 3 file di banchi con le lucette per prendere appunti; se arrivavi tardi, ti prendevi la sedia e il lumino cimiteriale te lo dovevi portare da casa. Non sapevi dove sederti a fare due chiacchiere. Passò alla nostra storia minimale la proposta di una compagna che, in buona fede, disse un giorno di andarci a sdraiare un po' al Verano dopo che eravamo andati a mensa. Per i non romani, ricordo che il Verano è il camposanto che sorge vicino alla Città Universitaria.

Ho fatto la Scuola di Perfezionamento di Storia dell'Arte in un'Università più piccola, dove in Segreteria mi chiamavano per nome costringendomi a voltarmi per vedere se c'era qualcun altro dietro di me perché non ero abituata a un contatto così intimo e personale. Anche lì le aule erano miserelle.

Non mi sono mai lamentata, io che mi lamento di tutto, dell'ambiente.
La mia maestra delle elementari, la professoressa di storia e geografia delle medie, quella del ginnasio, i professori di italiano e latino e di greco del liceo, il grandissimo docente di Storia dell'Arte dell'Università (cui devo la mia vocazione. Entrai in aula per seguire, come si faceva regolarmente, un corso che sembrava opportuno inserire nel piano di studi e ne uscii che avevo trovato, come Saulo sulla via di Damasco, la mia strada. Sarei stata storico dell'arte o non sarei stata. E' andata come doveva andare perché alle vocazioni, come al cuore, non si comanda) erano capaci di trasformare in luce la relativa mestizia dei luoghi, di trasportarmi lontano, di trasfigurare solo con la forza della parola le quattro mura fra le quali stavamo chiusi.

Il pulito era relativo, pure in Accademia sono nota perché mi pulisco la cattedra con l'alcool prima di appoggiarci le mie cose, come mi ha detto una collega fare lezione dopo di me è un piacere perché si trova un metro quadro di spazio nettato.
Quando sono andata a fare un corso breve estivo alla Central Saint Martins School di Londra, una delle più importanti scuole d'arte del mondo, ho provato un brivido beffardo nel constatare che il mio posto, il giorno dopo, era tale e quale a come lo avevo lasciato il giorno prima, con residui di gomma da cancellare che non ero riuscita a togliere perché non giro normalmente con lo straccio da spolvero in tasca. E avevo capito subito che se non mi portavo il sapone dall'albergo, le mani non me le potevo lavare a fondo.

Ho sempre frequentato tutti i luoghi citati volentieri, andare a scuola, studiare mi è sempre piaciuto, nessuno ha mai dovuto allettarmi con promesse lusinghiere, al di là di quello che accadeva fra me e il docente in un rapporto personalissimo e esclusivo alla faccia della presenza di altri, c'era ben poco da blandire.

Mi ha intristita oltre ogni limite leggere sulla Guida all'Università 2009-2010 quello che trascrivo per voi senza omettere nulla e senza modificare nemmeno una virgola:
Lettere e Filosofia www.lettere.uniroma2.it Certificata uni en iso 9001-2000 reg. 4960. In un edificio moderno e funzionale, immerso nel verde, la Facoltà di Lettere e Filosofia offre un'ampia scelta di percorsi formativi che, senza rinunciare alle tradizioni umanistiche, abbraccia anche nuove tendenze culturali e professionali.

Tutto qui? E' questo l'appeal della Facoltà dove si studiano le cose più belle del mondo? Il medesimo di un complesso residenziale di quelli dove si vendono appartamenti che hanno già montati il portoncino blindato e la vasca con l'idromassaggio, qualche alberello sdutto intorno a simulare il verde, situazioni che più periferizzate non si potrebbe. Nella modernità e nella funzionalità dell'edificio vengono offerti percorsi formativi come sentieri escursionistici in Alto Adige, vicini al cuore della tradizione ma comunque trendy.
Peccato che non siano stati vantati anche la qualità dei servizi igienici e i turni di pulizia che, come nel residence al mare, insieme al letto in più con sovrapprezzo giornaliero, l'aria condizionata anch'essa a pagamento, l'elettricità, il gas e l'acqua, aggiungendo anche il cambio della biancheria settimanale, danno senso all'esclusiva esperienza.

 

Scuola

Università di Roma La Sapienza su francobollo da € 0,41, scarsamente utilizzabile

Caravaggio, Conversione di San Paolo, 1600-1601