145 Sex and the Net (Puntata per Soli Adulti)

Il sesso è pulito o sporco? E io che ne so.

Domandatelo a voi stessi, la mattina davanti allo specchio, quando vi truccate o vi fate la barba, oppure la sera in camera da letto. Anzi, meglio, non domandatevelo per niente, lasciate perdere, il sesso è una cosa misteriosa, inafferrabile che, fra l'altro, a sentire il Dr. Ruth K. Westheimer, autore di un trattato di sessuologia dal titolo incoraggiante di Sex for Dummies, sta più nella testa che in altri posti.

Recentemente, istigata da un uomo che mi piace (che ho pensato volesse in questo modo dirmi qualcosa), mi sono messa a visitare siti pornografici.

Giuro, mai mi era venuto in mente di utilizzare internet a questo scopo. Sto di continuo connessa e faccio un sacco di cose: mail; controllo andirivieni finanze; ricerche di lavoro (approfitto della puntata odierna per mandare un pensiero riconoscente a www.centrepompidou.fr, dove c'è una quantità di materiale per professionisti da sperare di avere qualche vita in più per poterlo studiare tutto, oppure vi cito un altro sito, il primo che mi passa per la mente, il londinese www.serpentinegallery.com, dove potete trovare un Teacher's Pack che vi dirà parecchio su quanto siano stimati i professori dalle loro parti; potrei continuare con tutti i siti degli altri musei inglesi o americani oppure anche ringraziare www.ecoledulouvre.fr per tutta l'ispirazione che ne traggo. Taglio corto perché oggi un'altra è l'idea che mi passa per la testa); il blog di Marilou; i siti di moda, cosmesi, art de vivre in senso generale; consigli di cucina, che mi guardo bene dal mettere in pratica; viaggi; pronuncia delle lingue straniere; Accademia della Crusca; et alia.

Siti pornografici, mai.
No, un momento, scrivendo a cuore aperto, mi viene in mente che una volta andai a dare un'occhiata da www.roccosiffredi.com traendone un'irritazione duratura perché a ogni sezione si accedeva solo attraverso carta di credito, una delusione, lui che era stato anche protagonista di Romance (1998) di Catherine Breillat, un film in bilico fra ridicolo e visionario in cui una regista radicale agganciava a modo suo il mondo di cui Rocco è divo incontrastato.
Più o meno.

A me il porno mi scoccia. Lo considero grottesco, meccanico, poco probabile; anche se a Napoli, se sono in anticipo sul treno, mi accade di perdere un po' di tempo sulle bancarelle di dvd intorno alla stazione. Lì mi è capitato di trovare una cosa esilarante, tutta la serie delle avventure di Maruzzella, che veste alla marinara (in verità dell'uniforme indossa solo il colletto e il cappello) e che con i marinai si sollazza, produzione locale che ho abbinato al fenomeno dei neomelodici, i cui cd stanno in mostra dall'altra parte. Non vi sto a raccontare l'imbarazzo del rivenditore, il quale cerca sempre di distrarmi e di spostare la mia attenzione in direzione più consona allo sguardo di una signora, da sinistra a destra sulla bancarella. Invano.

Aspettate, cerco di essere più sfumata di quanto non sia stata sopra: a me il porno mi scoccia ma non ho niente contro, non mi scandalizza, non mi pare una cosa da pervertiti, a meno che l'interesse non diventi troppo insistente. Diciamo che, sempre secondo me, andrebbe maneggiato con cautela, consumato come il foie gras accompagnato da un mistico bicchiere di Sauternes, una volta ogni tanto. Ne ho sempre una piccola scorta in casa.
Di foie gras e di Sauternes, che cosa avete capito.

Fra l'altro, non pochi artisti contemporanei con il porno ci flirtano.
Primo fra tutti, Jeff Koons che, prima e dopo Cicciolina, non ci è mai andato giù leggero: digitate sulla barra di ricerca 'koons made in heaven' e ne avrete la prova.
Poi il mio amatissimo Wim Delvoye www.wimdelvoye.be che con Pipe (2001), una radiografia (che appartiene a una serie) 100 x 125 con due teschi impegnati in un rapporto orale, sembra aver ispirato il delizioso La sposa cadavere di Tim Burton.
Ai miei studenti Delvoye e tutta la sua produzione piacciono moltissimo e a lezione ne abbiamo discusso parecchio.
Poi aggiungo Orlan e la sua Origine de la guerre (1989), un 'cibachrome collé sur aluminium' che riprende il tema de L'origine du monde di Courbet, solo cambiandogli genere.   
Oppure Jeff Burton, fotografo con due lavori, uno dei quali è a luci rosse. L'altro è più artistico, ma è strettamente connesso al primo, sia 'in base a un circuito di logica necessità' (sto citando una scheda perfetta di Marcella Beccaria, curatore al Castello di Rivoli, pubblicata su quel gioiello che è il numero 911 del febbraio 08 di 'Domus' dedicato a Gio Ponti), che per un dato fondamentale per l'arte: la sua veridicità che, a questo forse non avete mai pensato, è una qualità anche dell'industria del porno: gli attori hanno certamente sottoposto i loro corpi a pratiche di mutazione chirurgica e sono lubrificati a colpi di Viagra però, qui sta il punto, fanno sul serio. Come gli artisti.

L'arte, ricordatevelo sempre, è l'ultimo luogo della verità rimasto al mondo. 

Ma torniamo al tema della nostra puntata, anche se non ce ne eravamo troppo allontanati.
Insomma, istigata, mi metto a cercare. Non avendo osato chiedere orientamenti, faccio da sola.

Il primo pensiero di commento che mi viene è che internet ha sbrogliato un sacco di situazioni, ha dato voce a chi non osava chiedere, ha offerto risposte; non vi dico quante volte, digitando alcuni termini sulla barra di ricerca, sono precipitata in blog nei quali soprattutto giovanissimi (ma non solo) chiedevano aiuto perché non sapevano come fare, avevano dubbi, piagnucolavano alla ricerca di una mano amica che li guidasse.
La cosa tremenda, ma non nuova, è l'analfabetismo, di andata e di ritorno, degli internauti, dico degli internauti perché di internet sto parlando. Ma, in andata e in ritorno, sospetto che il mondo tutto non conosca più l'ortografia.
Tempi moderni.
Sui blog è abbastanza frequente trovare anche il parere di professioniste che da professioniste raccontano situazioni con i clienti e illuminano le menti oscurate dall'inesperienza.

Subito dopo i blog c'è Wikipedia, come al solito sempre disponibile e, sembrerebbe, accurata.

Una cosa mi ha colpito su Wikipedia che, se fossi un filologo, mi avrebbe suggerito una ricerca. Sapete tutti (siete adulti, come richiesto dal titolo di questa puntata) che spesso le pratiche sessuali hanno una denominazione geografica.
La butto lì: forse il fenomeno è dovuto ai marinaretti di Maruzzella che, avendo donne in ogni porto, fanno confronti. Vai a sapere.
Voi prendete la branlette espagnole.
(Se avete dei dubbi e vi aspettate che vi dica io di che si tratta, state perdendo il vostro tempo. Guardate anche voi sulla versione francese). 

Se nella prima lettura è di provenienza spagnola, in Spagna è cubana, in Francia italiana, in GB olandese e in area fiamminga è addirittura russa.
Un autentico caso di globalizzazione, oppure di erba del vicino che è sempre più verde.
La branlette espagnole è citatissima sui blog. Non ho fatto una statistica precisa, però sembra dominante. Mi ha quasi fatta piangere di commozione la ragazzina che chiedeva se poteva farcela, indossando lei solo una 85a. E qui giù una valanga di risposte, dall'altra ragazza che la incoraggiava dicendole di metterci il cuore, se proprio non poteva metterci altro, al ragazzo che si offriva per fare prove in privata sede, prima della performance con il legittimo fidanzato, quello che aveva avanzato la richiesta.
Insomma, diciamocelo: tutto un mondo. Che sta lì, a parte, annaspa, chiede lumi, cerca una rete di protezione. E che la trova facendo clic nel posto giusto.


Wikipedia è accurata anche troppo. Certe voci sono così articolate che mi chiedo dove il curatore sia andato a pescare le notizie: per esempio, che ne sa che pratiquer une tyrolienne (ci risiamo con i regionalismi. Confesso, fra l'altro, che è la prima volta che leggo, e che scrivo, questa frase) in haitiano si dice Ti-Boeuf? E come si fa a controllare la veridicità dell'affermazione? E se l'haitiano che glielo ha detto voleva giocargli un tiro mancino? Prendere in giro lui e la rete tutta?

Ma arriviamo ora al nocciolo duro della questione, ai siti per adulti.
Sì, perché la prima cosa che devi fare per avere l'accesso, è dichiararti over 18.
Voi pensate: eserciti di adolescenti in età puberale che incrociano le dita per non finire dritti all'inferno e lo spergiurano. Subito dopo si apre per loro un giardino di delizie, tutto fatto, come ormai è fatto il mondo intero, di specializzazioni: divisioni tematiche, per dimensioni, orientate secondo i gusti e le posizioni, signorine e signori di tutte le taglie, le età e le tendenze, perversioni piccole e grandi, un caos primigenio nel quale, se non avessi abitudine alla ricerca, mi sarei persa.
Non oso pensare alle reazioni dell'adolescente menzognero, abituato a quei libri di testo impossibili che imperversano, quelli con i prerequisiti, gli obiettivi, gli schemini masticati e le schede ridotte all'osso, i percorsi, collettivi e individuali, le linee e le attivazioni didattiche.
Lui fa clic su 'lo giuro' e poi si perde, salta di palo in frasca, si attiva didatticamente per conseguire i suoi obiettivi, si riduce all'osso.

Molti siti, ma, come abbiamo visto, non quello di Rocco, sono gratuiti, e perciò frequentabili all'infinito.
Trovate foto, video, ammiccamenti, stimoli, argomenti di riflessione, orrori senza via di scampo.
Però, come dice il Dr. Ruth (che è poi una signora piccoletta, con la permanente e gli occhiali da vecchia zia. Ma molto esperta e parecchio saggia, come le vecchie zie di questi tempi non vogliono più essere): Why not? 
Fatevi un giro e ne riparliamo.

Da professore definirei didattico uno dei miei siti preferiti (dal quale scelgo una pagina dal nome evocativo, quella che mostra la 'prima posizione del giardino profumato'): www.amourkamasutra.com/gratuit_premiere-position-du-jardin-parfume, le posizioni del kamasutra illustrate in video con chiarezza di princìpi e di finalità di intenti.
Lui e lei in abbigliamento da spiaggia, ma che dico, sulla spiaggia si vede ben altro, lei in castigatissimo costume intero, lui con braghetta al di là di ogni tentazione che, avvinghiati in allacciamenti atletici, ritmicamente impegnati, dediti alla loro missione per tempi biblici (se non cliccate sulla x stanno lì e continuano tutta la notte), mimano ogni possibile posizione del coito, fingono, in altre parole, di copulare per chiarirci come si fa a fare l'amore o, meglio, per darci suggerimenti che non mancano di stile, alternativi al troppo esplicito, al falso, al noioso e al ripetitivo che la vita tutta, non soltanto il porno, vorrebbero far passare per inevitabile e normale.

Wim Delvoye

Jeff Koons, Made in Heaven, part.

Jeff Burton, Empty Frame, 2001