146 Speriamo che sia femmina

Luglio. Appena comincio a assaporare la felicità di iniziare le attività indoor (scrittura; manga arretrati; guardaroba; pausa pomeridiana; film, arretrati pure loro; home sweet home in senso lato) la colf comincia a minacciare di andare in ferie.
Così non va, così non vale.
Proprio quando la casa mi serve pulita e rigovernata a dovere, lei pensa alle vacanze.

Quest'anno, però, c'è una novità. La colf ha stabilito di prendersi la pausa sindacale a segmenti, come io auspico da anni. 10 giorni a volta. Meglio di 25 giorni filati, meglio per lo stato di conservazione del mio appartamento, intendo.

Il motivo è che la colf è incinta.
Cioè, questa affermazione non è del tutto esatta, perché in realtà a essere incinta è la figlia della colf, però l'impressione è che tutti siano incinti: la madre, il padre, la nonna, la consuocera, il consuocero, perfino i cognati, tutti in felice attesa.
Tutti aspettano l'infanta che, a pensarci bene, è straordinariamente precoce, se è vero che ha firmato un sms del Natale 2008 che ha ricevuto il mio cellulare.

Comunque. Auguriamo ogni cosa buona a Angelica che è in arrivo, che sia bella come la mamma, intelligente come il papà, che abbia labbra carnose (come ha, peraltro, già rivelato un esame di quelli modernissimi che fanno, a chi non è ancora nato, la fotografia) e anche femore lungo, cosa che non guasta.
(Al momento non ci sono notizie su eventuali predisposizioni allo studio del pianoforte, della meccanica quantistica o dell'archeologia del vicino oriente antico e nemmeno uno straccio di anticipazione su un possibile dono della scrittura, fosse pure in versi).

E le rendiamo grazie, visto che, per una volta, venendo alla luce intorno al 28 di agosto, ha convinto la nonna a non starsene al mare dalle sue parti per tutto il mese estivo, bensì a essere previdente, scendere in Calabria già a luglio, starci un po' più di una settimana e poi, trepidante, tornare alla base, attendere e, nell'attesa, dare, se possibile, anche un'occhiata competente alla mia casa.

Nonostante le nuove tecnologie i bambini li porta ancora la cicogna