147 B & B

Stamattina, con un ritardo che ha infiltrato di preoccupazione gli ultimi giorni, è finalmente arrivato il numero luglio-agosto di Philosophie Magazine. Sporgeva dalla mia cassetta della posta per la sciatteria della postina, che fatica a dargli un'aggiustata in più e a collocarlo al suo interno, dove entra a misura, con il rischio che qualcuno del palazzo me lo prenda (per distrazione).
Dovrò farmelo bastare per due mesi. (Comincia l'indigenza culturale estiva).
La rivista sembra, anche stavolta, molto interessante, probabile che ci torni sopra, già ho visto due saggi, uno su Nan Goldin, l'altro su Calder, che pregusto.

Ho però cominciato la lettura da un'intervista, inclassificabile, a Brigitte Bardot. Essa è organizzata come segue: sta sotto la dicitura DOCUMENT EXCLUSIF, tutto maiuscolo.
(Minimo, come direbbero i miei studenti).
E' condotta sulla base delle domande del giornalista svizzero Jean-François Duval. Le risposte sono date per iscritto, 'con una scrittura rotonda che porta come la traccia dell'infanzia e della sua freschezza'. Le risposte sono commentate dal filosofo Marcel Conche. Alcune delle domande non hanno ricevuto risposta.
Sembra un po' un dialogo fra sordi, ma di quelli belli, dovuti al fatto che il secondo interlocutore va più rapidamente del primo e salta dei passaggi.
Per capire meglio il senso, vi do alcune coordinate di tipo, diciamo così, temporale: Brigitte Bardot compie 75 anni il prossimo 28 settembre. Da tempo si è ritirata a vita privata e di lei si sente parlare solo per la lotta che conduce per la protezione degli animali.
Marcel Conche ha 87 anni e sono (siamo) tutti in attesa del suo ultimo lavoro, Émilie, nel quale racconta come abbia lasciato la sua bella residenza nella Bresse (Francia orientale) per stabilirsi in Corsica e vivere vicino a una ragazza che lo ispira (lo dico una volta per tutte alle donne: prendete ispirazione dagli uomini quando si fanno guidare dall'erotismo o da come lo chiamano loro).
Non ho notizie sull'età del giornalista svizzero, ma mi sembra ininfluente.

Fra le tante risposte, molte delle quali argute ('Ai vostri occhi, Godard è un genio?' 'Un genio di paccottiglia, ma che ha saputo annoiare con abilità'), scelgo la più adatta alla nostra operina: 'Avete il sentimento di essere stata femminista? Di esserlo sempre?'.

A questa domanda, quella che è stata la donna più bella del mondo risponde: 'Je ne suis pas féministe pour un rond. Les femmes qui le méritent doivent avoir la place qu'elles méritent - les autres, à la cuisine...on boufferait moins mal'.

Siccome non tutti vi siete ancora decisi a studiare il francese (e fate male. Leggereste senza bisogno di intermediari Philosophie Magazine e un sacco di altre cose), vi do una traduzione, che, però, mi riuscirà meno feroce dell'originale.
Manco per niente, dice B.B., quelle che lo meritano devono avere il posto che meritano, le altre, in cucina... non si mangerebbe così male.

Sono d'accordo. Aggiungo che rimanderei parecchie donne anche in altri ambienti della casa, a pulirli con l'aspirapolvere, gli stracci e il detersivo.
Nell'incompetenza che può mostrarsi inserisco tutte le categorie: attricette senza senso, commesse di profumeria, avvocati, medici, impiegate di banca e delle ASL, colleghe di storia dell'arte che mortificano con la loro insipienza la disciplina, vigilesse, architette che non conoscono la matematica, scrittrici, giornaliste, studentesse che hanno sbagliato strada, conduttrici televisive che davanti alle telecamere hanno la disinvoltura di un manico di scopa.

E soprattutto la postina. Che mi lascia le riviste in posizione precaria e che, come tutte le altre senza meriti, se solo se ne stesse a casa sua a lustrare, farebbe meno danni fuori e potrebbe, dentro, contribuire a colpi di ramazza alla grande, ineludibile missione della pulizia del mondo. Che sarebbe meno sporco, quindi meglio vivibile e più bello.    

(Commento, sordo, del filosofo: 'Un'altra risposta da parte vostra mi avrebbe deluso. Bien sûr, una donna che sa qualcosa della natura della donna, della sua bellezza e della sua non volgarità intrinseca, non potrebbe essere femminista').
  

 

B. B.