148 Men Without Women

Fu per colpa di una 'bagascia' che cominciai a leggere Hemingway in versione originale.

Secondo me sarebbe stato meglio tradurre 'whore' in un altro modo. Ero alle prese con Fiesta, mi irritai, mi alzai dal divano sul quale ero allungata, uscii e andai all'Anglo American Bookshop di via della Vite a comprarmi The Sun Also Rises, titolo inglese del romanzo. Fu così che Hemingway mi apparve nella sua vera, maschia, asciutta veste di grande narratore. E fu così che 'the flamboyant Lady Brett Ashley' divenne, definitivamente, uno dei miei miti femminili.

E' vero che va a letto con quasi tutti i personaggi maschili della vicenda (anche con Pedro Romero, torero diciannovenne. Lei, di anni, al momento, ne ha 34) e che è un po' matta e del tutto alcolizzata, però fa continuamente il bagno, non bussa quando entra in una stanza ('She went straight down the hall and into Romero's room. She did not knock. She simply opened the door, went in, and closed it behind her'), e, del resto, non si capisce perché una così dovrebbe bussare, lascia tutto in un disordine che solo coloro che hanno sempre avuto personale di servizio producono e si comporta come una regina: 'I looked and saw her coming through the crowd in the square, walking, her head up, as though the fiesta were being staged in her honor, and she found it pleasant and amusing.'

Hemingway è, dunque, uno dei miei amori letterari più limpidi. 
E' sua la raccolta di racconti brevi pubblicata nel 1927 che dà il titolo alla nostra puntata di Opera Soap e, soprattutto, al mural realizzato per 'the men's lounge of Radio City Music Hall' di New York da Stuart Davis nel 1932.
Stuart Davis (1894-1964) è stato uno dei massimi artisti del XX secolo, uno moderno e americano al medesimo tempo (la cosa non deve sembrarvi scontata), uno che ha saputo tradurre l'ambiente dell'American Scene e della trionfante New York del primo dopoguerra in termini di avanguardia, usando forme bidimensionali, lettering, suggestioni di pubblicità, manifesti e jazz. Amico di Gorky e di de Kooning, è stato anche precursore della Pop Art. Introdotta la grandezza dell'artista, vi racconto il suo pannello gigantesco (327,2 x 518 cm) sul quale stiamo riflettendo, attualmente al MoMA di New York, dove lo tengono nei depositi, deduco, perché non l'ho mai visto esposto.

Se vi siete fatti l'idea di uomini senza donne come dei poveretti che hanno la casa sporca, un'unica pianta sdutta in soggiorno, non sanno cuocersi nemmeno un uovo e non puliscono mai le mattonelle del bagno, toglietevela dalla testa. E' vero che la maggior parte degli uomini che stanno da soli, per scelta o motivi contingenti, sono come dite voi, lo penso anch'io e nelle loro case ho visto cose da far ribrezzo, mai un sapone nuovo o una scorta di fazzoletti di carta, la scopa ammassata con i libri sul ripiano del tavolo, camicie che pendono a decine sullo stendibiancheria che da anni non vedono il ferro da stiro, mai una tenda scelta con qualche gusto. (A meno che non siano architetti o decoratori d'interni, ben inteso. Quelli, però, sono professionisti. E poi non è detto che sappiano cucinare).
No, gli uomini di Davis ispirati da Hemingway danno di sé, come dice il mio amatissimo Robert Hughes, che vi ho già citato, 'a yo-ho-ho masculine image', e qui vi suggerisco di prendere la parola 'yo-ho-ho' per quello che è, un'esclamazione, evitando di inserirla nel vostro vocabolario perché difficilmente sortireste il medesimo effetto di richiamare l'attenzione che al grande critico d'arte riesce, invece, perfettamente.

Quali elementi ci sono nel mural? Un'automobile; una pompa della benzina; un uccello in volo (già mi vengono pensieri maliziosi); un cavallo bianco; una barca a vela; un pacchetto di sigarette; una pipa; fiammiferi; un sigaro Havana della forma e delle dimensioni di uno Zeppelin, il più grande di tutta l'arte occidentale (altri accostamenti si affollano nel mio cervello); una carta da gioco (toh, un asso di cuori); la campana di una nave; l'insegna del barbiere.
Su tutto sembra aleggiare un profumo di colonia virile e l'odore del fumo, che agli uomini non sta male.

(Nemmeno una scarpa con i lacci).

Che invidia.

Di colpo torno indietro di anni, ai lunghi pomeriggi estivi trascorsi ad aspettare che i maschi finissero la partita di carte e avessero voglia di andare a ballare, alle motociclette che guidavano loro, alle serate che immediatamente si infiammavano con la loro presenza, il mangiadischi color arancio sull'erba umida (vedi puntata n° 40 Sound & Colour Track: è sempre quello), magliette di bucato con odore di sudore, abbracci come morsa ('morsa... s. f. 1. Attrezzo fissato al tavolo da lavoro, costituito da una ganascia fissa e da una mobile, le quali bloccano, mediante un dispositivo a vite, il pezzo da lavorare...' dal mio Zingarelli), ganasce dalle quali mai mi sarei sognata di scappare.

Nemmeno uno straccio da spolvero, un flacone di detersivo, una bomboletta di appretto per i colli delle camicie, uno scopettone per lavare il pavimento, un secchio, una molletta per stendere il bucato.

Uomini, quelli di Davis e quelli del mangiadischi color arancio, veri.  

Hemingway (a sin.) a Pamplona nel 1925. Accanto a lui Lady Duff Twysden che gli ispirò Brett

Stuart Davis, Men Without Women, 1932

Mario Bellini, Mangiadischi GA 45 Pop, 1969