153 Fidarsi è bene

Da un pezzo sono una no tanning e il fatto che quest'anno il pallore estivo cominci a essere considerato cool mi solleva dal dare spiegazioni a chi mi si presenta abbrustolito come un toast venuto male. La domenica di luglio, quindi, mi guardo bene dall'andare al mare. Mi guardo bene dall'andare al mare anche durante gli altri giorni della settimana, era giusto per dire.
Comunque ieri, domenica, ho pulito la mia casa. L'ho fatto perché la colf è in vacanza e perché avevo strategicamente scelto un giorno di mezzo fra la sua partenza e il suo rientro. Essendo quest'anno, come ho già detto, le ferie della colf divise in due, dovrei farcela a sopravvivere in sua assenza.
Premetto che sono dell'idea che farsi pulire la casa da qualcuno è una cosa ottima: si risparmiano fatica e tempo. Una fatica animale e un tempo prezioso per fare altro.
Non capisco fino in fondo quelli che, pur potendo, la casa se la puliscono da soli. Pulire una casa è un impegno a tempo pieno, c'è la routine, poi ci sono i lavori pesanti e quelli di fino. In un giorno intero ho fatto una cosa superficiale, per esempio mi sono ben guardata dal prendere la scala per arrivare ai piani alti delle librerie, ma utile, perché ho ripreso il controllo, ho individuato angoli negletti (in verità, pochi), ritrovato carte (molte).
Nel fare a fondo il mio sgabello del bagno (una cosa deliziosa anni '30 in metallo con la seduta che si apre: uno dei miei nascondigli preferiti) ho recuperato la fotocopia di una pagina di una rivista femminile che avevo messo da parte. Il titolo era 'The Best Advice I Ever Got'. La fonte era, ci vuole poco a capirlo, americana. Sì, perché il made in USA è spesso pragmatico, talvolta addirittura concettuale (mai dimenticherò le istruzioni sull'uso del cavatappi trovate su una bottiglia in una cena dell'ultimo dell'anno in un hotel di Boston. Io ero stranita per l'atterraggio imprevisto del volo causa neve a una distanza siderale dalla mia destinazione però pure loro non scherzavano: prendete l'utensile, inseritelo nel sughero, girate la manopola, estraete, girate dall'altra parte, depositate il tappo, Enjoy!), comunque cerca sempre di rendersi utile e lo fa in modo chiaro.
Adoro ricevere consigli. Certo, devono essere à ma sauce e pure saggi. Per esempio, sento parecchio la mancanza della vecchia zia di una volta, che la sapeva lunga e suggeriva come prendere il marito per il verso giusto e anche casomai come metterci una pezza. Ora è più probabile che l'anziana signora sia su una spiaggia a fare un corso di salsa buttando un occhio a parti anatomiche ondeggianti avanti e indietro dell'istruttore, ovvero con la testa da tutt'altra parte.
Fra i peanuts, al liceo, ricordo che trovavo irresistibile Lucy che, nella sua baracchetta con su scritto 'Psychiatric Help', diceva 'Su con la vita!' e chiedeva 5 cents. Un concentrato di affidabilità e idee chiare sul ruolo di consigliere.

Ma torniamo alla mia pagina di rivista, completa di elenco di consigli da NON seguire (Vai e chiamalo: non risponderà al telefono la sua nuova girlfriend; Dovresti indossare colori più chiari; Provalo, ti piacerà), sui quali non mi fermo più di tanto perché della faccenda mi interessa riferirvi il resto.
Partiamo dalla base: Non rifiutare mai una menta per l'alito; Vai sempre in bagno prima di uscire da casa; Sii sempre gentile con lo staff al ristorante; Non fidarti di un uomo che dice di essere femminista mi sembrano suggerimenti di buon senso ai quali dare, giustamente, spazio.

Ci sono poi i consigli di lavoro e esistenziali: Il mio capo mi disse che quando qualcosa che stai facendo non è più divertente, devi smettere di farlo; Ascolta sempre il 50% in più di quanto non parli; Fai sempre più di ciò per cui sei pagata; casomai il compenso arriverà; Se menti sulla tua età, comincia presto e non tornare mai indietro;  Non dare mai da mangiare a un gabbiano, si porterà dietro tutto lo stormo; Non mettere da parte i tuoi abiti migliori per il tuo funerale. Domandati di che cosa hai veramente paura, poi fallo. Ammettete che non sono male.

Ma gli orientamenti più belli sono quelli che chiamerei sentimentali. Oggi, tranne Natalia Aspesi della puntata 54 Thanks God It's Friday, alla quale rivolgo un ulteriore pensiero di gratitudine, e qualche altro caso raro (per esempio Marlene Dietrich: Lascialo andare, se non ti ama più. Oppure la mia amica Anna, capace di acume e di finezze), nessuno sa più dirti come comportarti con un uomo in certe situazioni: dappertutto piovono impiastri psicologici venati di luoghi comuni, dovunque alligna la banalità più triviale o, peggio, un'interpretazione delle faccende amorose come melassa che ha la sola funzione di allappare il mondo, agli ex sono dedicati film che ti fanno desiderare di non averli mai incontrati, gli armadi sono pieni di cadaveri che nessuno si decide a smaltire, tutti stanno alla finestra e aspettano l'Amore.
Ben venga, quindi, un florilegio di consigli spicci, all'interno del quale, con un po' di fantasia, se ne possono trovare altri, che serva a dipanare un po' la matassa.

Vi faccio degli esempi: Non chiamare mai, per nessuna ragione, il tuo ex-boyfriend nel mezzo della notte; Se trovi un ragazzo in internet, è meglio lasciarlo in internet; Non lasciare la tua biancheria intima da lui; Se sospetti che lui ti tradisca, hai probabilmente ragione; Se usi manette, metti sempre la chiave dove puoi trovarla più tardi; Non impegnarti mai con un uomo che gioca a Dungeons & Dragons (un gioco di ruolo del genere fantasy) passati i 18 anni; Se ti rendi conto che stai cercando troppe scuse con i tuoi amici sull'uomo che stai vedendo, stai vedendo probabilmente l'uomo sbagliato.

Ma il consiglio che è causa e effetto di questa puntata riguarda, ovviamente, il sapone: Non impegnarti mai con un uomo che sia più pulito di te.
Ditemi se non è geniale: in quattro parole, il succo della relazione maschio/femmina, chi è che porta i pantaloni, chi è che si occupa delle faccende domestiche, chi è che comanda.
Lo sanno bene le mie studentesse, quelle della puntata 101 Before and After che volevano uscire tutte con il cavernicolo e non con il ragazzo-manga, pronte a sopportare l'afrore sul quale metterei la mano sul fuoco di Sébastien Chabal a fine partita.

(Ho inserito un video per voi, guardatelo. Rendiamoci conto, 192 cm per 114 kg di sporcizia, io forse sono pavida ma personalmente mi inquieta il pensiero di lui nella mia vasca da bagno, per non parlare del modo che ha di buttarsi addosso all'avversario, mi viene da pensare che nell'intimità faccia lo stesso oppure che sia capace di tirare fuori una clava autentica, e non una soltanto in veste di metafora, sul più bello).

L'omo ha da puzza'
, lo diceva, se non sbaglio, Bice Valori e in tanti lo sostengono, almeno a giudicare dal numero di risultati che escono fuori inserendo la frase sulla barra di ricerca.

Che lo pensino anche gli americani, che pure hanno insegnato al mondo lo shampoo e la doccia, mi stupisce fino a un certo punto: sarà per la globalizzazione oppure perché, sotto sotto, a pensarci bene non hanno tutti i torti.

 

The Doctor is IN

Félix Vallotton, Le confiant, 1895