17 Come te non c'è nessuno

Nel 1974 andai a fare la jeune fille au pair in Francia.
Volevo imparare la lingua e avevo molti grilli per la testa.

La famiglia presso cui mi recai era parigina ma stava in vacanza in Haute Savoie, così mi trovai sepolta in campagna (una bella campagna non lontana dal lago di Annecy) con due bambini a carico di 9 mesi e 4 anni. Ho superato l'esperienza di isolamento totale grazie a due fattori di sopravvivenza: 1. il fromage blanc, un cibo per gli dei, onnipresente sulla tavola, comprato letteralmente a secchi e servito con lo zucchero o con il sale. Per me è rimasto il cibo francese preferito, cene memorabili si sarebbero svolte negli anni successivi in diversi hotel dell'Esagono con un calice di rosso locale e una vaschetta da mezzo chilo del suddetto companatico divorato a cucchiaiate e accompagnato da baguette inzuppata nella pasta densa e profumata. 2. il Cif Ammoniacal, scoperto lì fin da subito grazie alla prima disposizione del servizio d'ordine: 'Frottez': i sanitari del bagno mio e dei bambins dovevano essere quotidianamente ripassati. Niente da eccepire. Li ripassavo.
E quella crema compatta, che emanava il miglior odore di pulito che avessi incontrato in vita mia, capace di eliminare senza fatica ogni traccia di sporco e di lasciare tutto, come dicono loro, 'nickel' senza il minimo problema di risciacquo, divenne mia alleata contro la noia. Ne facevo un uso smodato, intensivo, virtuosistico, dosavo ed esageravo secondo l'umore, sfregavo superfici che ricambiavano il mio interessamento mettendosi a brillare come nella pubblicità in televisione, le notti infinite di agosto (dove erano amici e amori, a ballare in mia dolorosa assenza?) sprigionavano sentori di igiene invece che di lavanda e nella mia fantasia esacerbata fromage blanc e Cif Ammoniacal intrecciavano relazioni bianche e compatte ed erano, più del 14 luglio e della 'cocarde tricolore' (che La Fayette sostiene di avere inventato il 17 luglio 1789) la Francia intera, la sua essenza, il suo carattere, il suo destino.

Al rientro mi resi conto che avevo di nuovo amici e amori ma avevo perduto cibo e detergente. Passarono anni e poi, un giorno, avvenne il ritrovamento fatale: il Cif arrivò anche da noi (Il fromage blanc non ce l'ha ancora fatta. Strano, gli italiani esportano la mozzarella in Giappone e i francesi non sono capaci di esportare il fromage blanc oltralpe), stava lì esposto al supermercato nella sua rigorosa confezione bianca con il tappo verde, minimale, ascetico, denso di suggestioni e di promesse. La fiamma divampò senza esitazione, si placò la sindrome da astinenza e i miei giorni assunsero di nuovo anche su territorio nazionale l'allure del Cif, come Proust (del quale criticavo, però, la gourmandise che lo portava a preferire le madeleines ai detersivi) la memoria degli odori costituiva il filo del quale era tessuta la mia esistenza.
Filammo d'amore e d'accordo fino a che non accadde quello che allora sembrò l'irreparabile: il Cif aveva la scritta 'nuova formula' e pure il flacone era diverso, aveva acquisito fianchi simili a quelli di una femmina, il tappo non si apriva più con una distratta, elegante pressione ma opponeva resistenza (una volta mi provocò un piccolo taglio), la crema sembrava una maionese impazzita, era un po' liquida e un po' densa, colava senza progetto, si incrostava, aveva anche un altro odore. Probabile che l'ira di Ulisse contro gli invasori che gli stavano usurpando il trono e insidiando la casa e la moglie abbia avuto meno veemenza di quella che sentivo sorgermi dentro. C'era già internet e la mia mail di protesta fu chirurgica, devastante, indignata, definitiva. L'Unilever dovette tremare tutta, dal vertice della piramide alla base: e lì sotto c'erano i consumatori, cioè io in prima persona.

Iniziarono le interviste del servizio clienti, come e perché la novità veniva rigettata così decisamente, confessarono che il progetto era di trasformare la confezione in qualcosa di più erotico, che avesse fianchi femminili (il flacone scivolava, però, di mano, quelli erano fianchi sui quali non si poteva contare) e che fosse piacevole tenere a bordo vasca con il bagno schiuma e lo shampoo. Si aprì il cielo, e per quale motivo i consumatori si sarebbero dovuti vergognare ad avere un detergente di quella dignità in vista, fosse che non avevano pensato che sarebbero potuti sorgere errori di utilizzo, Cif per la doccia e balsamo per i capelli spiaccicato sul rubinetto, scrisse un'incaricata dall'Inghilterra confessando che era d'accordo con le critiche, che da loro il new deal non era ancora cominciato e che resistevano con tenacia isolana, arrivò un altro cospiratore con l'aria da cane bastonato a ritirare il flacone con il contenuto poco stabile, un impero dava segni di cedimento ed io minacciavo di passare alla concorrenza (comunque inesistente, lo dicevo solo per strategia). Per farla breve: la vecchia confezione fu ulteriormente rivisitata, cambiò ma con criteri ergonomici, il contenuto fu ridefinito e riacquistò la virtù e la fluidità, la tempesta si placò, probabile anche che Mister Unilever in persona (da qualche parte deve esistere) abbia tirato un sospiro di sollievo.

Io ripresi il mio idillio. Tre giorni fa ho acquistato al supermercato 7 flaconi di Cif con Candeggina nella confezione da 500 ml e ne ho rilevato i colori tiepoleschi, flacone verde e tappo rosa; li ho collocati in un catino della medesima tonalità del tappo creando un'installazione effimera che è stata apprezzata da ospiti e che ho anche fotografato a futura memoria con il telefonino. Come dice la presentazione sul sito www.unilever.com 'tutti sanno che la vita reale è sporca' e quindi bisogna provvedere a pulirla.
Lì trovate suggerimenti su come rimettere in sesto la vostra casa anche 'under pressure' con 15, 30 o 60 minuti di tempo a disposizione e trovate anche tutta la storia del Cif: arrivato nel 1969, lanciato dapprima in Francia e solo in seguito (come sappiamo) in altri 45 paesi, ha fatto fuori le polveri abrasive precedentemente utilizzate e si è affermato per il suo carattere 'strong yet gentle'. In GB sponsorizza un programma TV prime time che si intitola How Clean is your House che va a scovare le case inglesi più sporche (1,4 milioni di spettatori nel 2004, c'è attenzione al problema) per ripulirle a dovere.
Manca sul sito la parentesi della variazione di immagine di cui vi abbiamo dato conto qui in Opera Soap. Come tutte le cose che accadono dietro le quinte si tratta di informazioni confidenziali, riservate agli addetti ai lavori (domestici) e ai cultori del dettaglio, destinate per lo più a rimanere patrimonio di pochi, gettando però, nel caso siano rivelate, una nuova luce sullo spettacolo.

E The Show Must Go On, come canta l'indimenticato frontman dei Queen Freddy Mercury (che, fra l'altro, appare nel video che gira su Youtube vestito da donna e nell'atto di passare l'aspirapolvere), come deve andare avanti e mai deve arrestarsi la missione di tenere la casa pulita, anche se 'Inside my heart is breaking' e 'my make-up may be flaking': una buona passata di Cif, se pure non rimetterà in sesto il cuore spezzato o il make-up sfatto, certamente ne eliminerà cocci e residui e ci aprirà uno spiraglio, consolatorio e sicuro, su un mondo più pulito, quindi più accogliente, quindi, ça va sans dire, migliore.