162 L'abito fa il monaco, 1: Charlotte

Vi va di cominciare a parlare di guardaroba e di vestiti?
(Vi ho più volte confessato che una delle mie principali occupazioni nel tempo libero è portare a lavare, dall'altra parte di Roma, le mie cose. Le rare lavanderie artigianali chiudono una dopo l'altra, sono al terzo indirizzo e tremo al pensiero che la signora Maria Gabriella decida anche lei di attaccare a un chiodo il ferro da stiro).

Charlotte Perriand (1903-1999), fra i massimi creatori del XX secolo, si reca in Giappone una prima volta, dopo un viaggio di 2 mesi e 6 giorni che si conclude a Kobe il 21 agosto 1940, invitata in qualità di 'conseillère dessinatrice Art décoratif auprès de ministère du Commerce'. (Quando va a salutare Le Corbusier, il grande architetto sembra ignorare questa partenza e le dice: 'Bene, così avrai il tempo di pensare al male che mi hai fatto'. Lei risponde a tono: 'Sfortunatamente, ho paura di avere cose più serie cui pensare'. Corbu le porta rancore ma non sperate di capire perché, cerco da tempo di leggere fra le righe della loro complessa relazione e i risultati sono sempre approssimativi. Ma tant'è).

Meravigliosa esperienza professionale e umana di assoluta precocità storica rispetto a tutto ciò che è accaduto fra Europa e Sol Levante.

Il secondo viaggio di Charlotte in Giappone avviene nell'ottobre del 1953. Nella sua autobiografia (Une vie de création, 2006) lei annota:
Era arrivato il tempo di imballare il mio lavoro, i miei abiti estivi, d'inverno, dello sport, di mettermi en beauté. Una nuova maniera di vivere mi aspettava: lavoro, tempo libero, scoperta, rappresentazione. Avevo composto il mio guardaroba con dei 'moduli' intercambiabili, come per le mie ricerche di normalizzazione: per il basso, quattro gonne lunghe o corte, per l'alto, golf, chemisiers e bustiers, ciò che, coniugato, mi dava almeno sedici combinazioni. Aggiungendo scarpe, stole, gioielli insoliti, guanti, ottenevo dunque una grande varietà con molto imprevisto e fantasia, sempre simile, mai uguale...

Se, nonostante il suggerimento di starvene a casa della puntata 156 Vacanze romane, avete deciso di partire, avete a vostra disposizione una traccia preziosa per comporre il vostro bagaglio.

Mi permetto anche di girarvi, sempre a questo proposito, uno dei consigli migliori che abbia ascoltato in vita mia: La prossima volta che partite, portate la metà dei vestiti e il doppio dei soldi.

Charlotte Perriand nel 1935

Paper Doll Rose