173 Legittima difesa

La colf ha ripreso servizio ieri. La nipotina della puntata 146 Speriamo che sia femmina è nata il 15 agosto.
E' venuta, si è cambiata come sua abitudine e, mentre era arrampicata sulla scala a fare la polvere ai miei libri più inaccessibili (che, durante la sua assenza, mi sono ben guardata dal pulire), mi ha fatta andare da lei con una scusa perché voleva fare due chiacchiere.

Mi ha detto che non le piaceva per niente l'idea di essere diventata nonna (è più giovane di me di un paio di anni, cioè è una ragazza), certo la bambina era bella, ma piangeva continuamente ed era molto stancante.
Ho omesso di dirle quello che dico sempre quando ho attacchi di ferocia alle persone che mi raccontano dei loro pargoli, che adesso non fanno dormire perché hanno mal di orecchi o di pancia e che fra una decina di anni terranno svegli padre e madre perché saranno in discoteca a carburare a pasticche.
Non mi è sembrato necessario.
(Considero la passione sviscerata che i genitori ostentano nei confronti dei figli, anche quando sono somari e antipatici, impudica e fuori luogo, un po' come con l'innamorato, lui ti può pure chiamare Gnocchetta o Miciolina in tête-à-tête, però quando poi si è in pubblico deve tornare al nome ufficiale, Anna, Maria, Cosima o Gerarda, pena l'intrusione nell'intimo che non deve esserci).

Ho suggerito alla colf di vedere la nipotina solo per trastullarla, di iscriversi a un corso di ballo, di farsi un viaggetto a Venezia, che, secondo lei che non l'ha mai vista, è proprio bella, oppure in Egitto, dove ci sono le piramidi che l'attraggono. Oppure, in alternativa, di farsi un giro in autobus fino a via Arenula e largo Argentina, dove non è mai stata in vita sua. O di procurarsi un fidanzato che la porti a mangiare una pizza, tanto per cambiare minestra rispetto ai gruppi di preghiera che frequenta in parrocchia.

L'ho vista pensosa. Secondo me, mentre infilava il piumino fra Aalto e Buren nello scaffale lassù in cima, meditava una vendetta nei confronti della vita e faceva progetti.

 

Neonato

'Ho fatto cacchina'. 'Figuriamoci cosa farai fra vent'anni.'