179 E adesso spogliati (come sai fare tu)

Mercoledì 30 settembre ore 18:15. Palestra. Spogliatoio.

Mentre mi allaccio la scarpa destra, sento una una voce che dice: 'Devo assolutamente trovarmi un fidanzato'. Alzo la testa per vederne la provenienza. Una donna bruttina (di una bruttezza che, si capisce subito, è senza speranza perché viene dall'anima) ha buttato il sasso nello stagno. Lamentosa, con un accento del sud che non riesco a individuare, attacca una geremiade sulla necessità che ha di rimediare un uomo.
Me la guardo meglio e un dettaglio dice tutto: il reggiseno.

La mia bustaia, una tipa eccentrica che però ti cambia la vita, anni fa mi insegnò la regola cardine di tutta la fisica, nemmeno troppo difficile da capire perché è sufficiente andare ai giardinetti e guardare l'altalena dei bambini: più una parte sta su, più l'altra va giù. Da ciò scaturiva il postulato dell'elastico e delle bretelle: per tenere il seno alto, l'elastico deve stare basso e le bretelle lunghe. Lei, di questa osservazione, aveva fatto una scienza sociologica.
La sua teoria era che più una donna è ignorante, più porta l'elastico del reggiseno alto.
Cominciai a farci caso e dovetti da subito darle ragione.

A questo postulato io ne ho aggiunti altri due che riguardano, però, campi diversi: 1. Il padrone assomiglia sempre al suo cane (non viceversa. Il che significa che bisogna stare molto attenti alla scelta del proprio fedele compagno perché si rischia brutto, di ritrovarsi, per esempio, con l'allure di un molosso nel giro di un semestre). 2. I coniugi si somigliano sempre fra loro anche se non sono parenti (questa cosa qui è destinata a svanire in caso di separazione e divorzio perché lì termina l'unità dello stile, talvolta con risultati che è meglio tacere. Capita, infatti, di non riconoscere più un coniuge, che si era lasciato elegante e si ritrova impresentabile).

I 3 postulati di cui vi parlo sono scientifici, cioè dimostrabili. Fateci caso.
Il reggiseno della cercatrice, per esempio, stava, mezzo storto, a circa 5 cm dall'attacco del collo sulla schiena.
Ne tralascio le conseguenze.

Lei continua. Non sa dove andare a cercare il fidanzato, vuole mettersi a frequentare luoghi popolati da uomini e si chiede da che parte cominciare.
Solo per azzittarla intervengo, con sorriso e gentilezza, e le faccio notare che la palestra è piena di maschi.
Non ci aveva fatto caso.
Poi aggiungo che l'amore non bisogna cercarlo, visto che ti trova lui (altra mia teoria scientifica, da me già esposta per voi nella Puntata erotica n° 69).
Luoghi dove si incontra l'amore: dappertutto, al cinema, al supermercato, sull'autobus. Lei mi blocca e mi dice che sull'autobus è impossibile perché gli autobus di Roma fanno troppo schifo. In questo le do ragione.
Le racconto allora la storia della mia amica che, in cerca di un fidanzato, si iscrisse all'Accademia del Biliardo.
(Io la sconsigliavo caldamente e le dicevo che lì avrebbe incontrato solo giocatori con stecca e palle, forse uomini, proprio per questo, interessanti, però poco affidabili. Finì come io avevo previsto. Lei si innamorò dell'istruttore, uno che beveva, fumava e tirava tardi. La storia naufragò dolorosamente nel giro di poco).
La tipa dello spogliatoio mi dice che il biliardo non le piace.
Mi tengo in gola l'altra storiella che racconto spesso alle piattole in cerca di marito: quella di colei che accompagnò la vecchia zia in una crociera per la quarta età. Mirava a un coniuge d'esperienza? Manco per niente. Piuttosto al comandante o, alle brutte, a uno della ciurma. Anche lì il piano si realizzò, visto che lei era l'unica femmina under 80 presente sulla nave. 
E si ritrovò alle prese con un marinaio, altro tipo di uomo che, personalmente, lascerei perdere.

Subentra una che sembra conoscere la cercatrice, le dice che sta diventando bravissima e che, in breve, tutti gli uomini saranno ai suoi piedi. Allora è un refrain, mi dico.
Poi vengo a sapere che nella mia palestra si tiene un corso di danza del ventre.

La piattola ricomincia: ha 41 anni.
L'età perfetta, butto lì, quella delle scelte adulte.
Lei ribatte di essere molto esigente.
Ora, in vita mia, non ho mai incontrato una donna, bella, brutta o una via di mezzo, giovane o, come si dice, adulta, che non lo fosse.
Le donne cercano il Principe Azzurro.
Tutte, anche quelle che si sono sposate il mese scorso e che già si sono accorte di aver preso male le misure, anche quelle che non ne hanno l'aria, quelle che fanno finta di accontentarsi, quelle maritate, pure con prole vincolante.
Detto fra noi, se io fossi il Principe Azzurro e mi trovassi davanti a uno di questi cordogli, emigrerei.

Essendosi fatta l'ora della mia lezione, mi sono defilata con un augurio di buona caccia.

Poi. Il nodo della faccenda, secondo me, era la danza del ventre.
Ma come si fa, dico io, a credere a una cosa del genere a Roma, in una traversa dell'Appia.
Io capirei a Marsiglia, come accade nel film La graine et le mulet, da noi uscito con il titolo di Cous-Cous (Abdellatif Kechiche, 2007), di cui vi ho parlato nella puntata n° 27 Sweet & Sour Film: (almost) West, in cui la bellissima Hafsia Herzi, 21 anni, improvvisa un ballo per distrarre i commensali in attesa. Lì c'è l'atmosfera giusta, lei è dovuta ingrassare per le riprese di 15 kg ed è piena di buona volontà e sensualissima.
Ma qui da noi. Immaginate la scena del dopo invito a cena, a casa di lei o di lui, i primi approcci, una vodka nel bicchiere, le luci basse e questa che comincia a mandare avanti e indietro la pancia.

Vi trascrivo pari pari il parere di Wikipedia:
La danza del ventre è particolarmente adatta al corpo femminile, perché aumenta la flessibilità e la tonicità del seno, delle spalle, delle braccia, del bacino, ma soprattutto della pancia: gli addominali sono coinvolti profondamente nei movimenti, modellando la linea e giovando agli organi interni. Tonifica le cosce, migliora l'agilità delle articolazioni e sembra ritardare l'osteoporosi. Inoltre, la danzatrice orientale ha il diritto di essere in carne - le danzatrici formose sono le più apprezzate - e può mostrare le proprie forme, come una statua di Maillol. Quello che importa non è la rotondità ma la sensualità, la grazia e la sinuosità dei movimenti.

Mah. Mi permetto di dare prova di scetticismo. Già stiamo qui a sopportare l'insopportabile versione disco della salsa, poi ci si mette pure la danza del ventre sull'Appia.

Siccome, però, sono una donna propositiva, vi offro (e offro alla mia palestra) un'alternativa: imparare l'arte dell'effeuillage, cioè dello spogliarello.
Stimo da sempre Dita Von Teese, la regina del genere, e ne ho ammirato la tenacia dello stare sposata con Marilyn Manson, uno che, a giudicare dai risultati, doveva trascorrere in bagno almeno 3 ore ogni mattina per truccarsi. Insomma, la sua toletta era più lunga di quella di Barry Lyndon, attestato sulle 2 ore e mezza.
Ma forse Dita e Marilyn avevano una casa grossa con più servizi.
Terminato il matrimonio, lei ha proseguito indisturbata nella sua esistenza. Che è glam, glam, glam, ma talmente glam che di più non si può: lei è, letteralmente, ossessionata dal glamour, è la sua idea fissa, in permanenza.
Lo dichiara nel risvolto di copertina del libro che mi sono fatta recapitare, nemmeno troppo avventurosamente (uno fa clic nel sito della FNAC e digita il numero della sua carta di credito. Dopo 2 giorni, miracolo del corriere francese, suona un ragazzo, di solito prestante, che recapita il pacco).
Ma non esattamente di libro si tratta, bensì di un cofanetto. All'interno del quale c'è un dvd con 15 minuti di spettacoli e il materiale cartaceo medesimo è doppio, cioè si sfoglia da tutte e due le parti (recto verso o, come dicono loro, côté pile e côté face).
Contenuti: L'art du glamour e L'art du fétichisme.

Lasciamo perdere il fetish, tutto un trionfo di tacchi a spillo, cuoio, guanti di latex e corsetti.
Concentriamoci sul glamour, di cui tutti abbiamo bisogno. Il testo è pieno di consigli.

Usez et abusez de vos charmes à la ville comme à la scene. Non credo di dover tradurre.
1. Mettetevi il rossetto davanti alla vostra vittima. E' particolarmente efficace se il tubo è grazioso e se lo fate scivolare lentamente sulle vostre labbra.
2. Aggiustate le vostre calze o il vostro reggicalze come se non voleste farvi notare.
3. Lasciate negligentemente pendere la vostra scarpa sulla punta del vostro piede.
4. Accarezzatevi con la punta delle dita là dove amereste che lo facesse lui (no, non là dove pensate!): sfioratevi dolcemente il collo, il décolleté, i capelli e il viso mentre lui vi parla, e soprattutto non dimenticate di avere l'aria affascinata da ciò che lui racconta.
5. Dirigetevi verso le toilette ondeggiando fra i tavoli, ben issate sui vostri tacchi: attirerete gli sguardi di tutti gli uomini del servizio.
6. Indossate un abito che sembri dolce al tocco: del velluto, della seta o del cachemire, per esempio.
7. Non mettete che poche gocce di profumo. Che lui si avvicini a voi per sentirlo.
8. Mangiate sexy: delle fragole o delle ciliegie. Fuori questione di 'contorsionner' (non trovo la traduzione ma si capisce il senso) la vostra lingua per fare un nodo al gambo della ciliegia: i vostri gesti devono essere, al contrario, distesi e naturali. E' la chiave del vostro successo.

Altro che danza del ventre.

Dita prende il nome dall'attrice tedesca degli anni '20 Dita Parlo, è americana e ha dichiarato quanto segue: "Voglio dimostrare che lo spogliarello non è una cosa sporca. Alcune persone dicono che quello che faccio non è sinonimo di liberazione sessuale. Io sostengo invece che è davvero liberatorio guadagnare 20 mila dollari per dieci minuti di lavoro".
Perfetta nelle sue citazioni degli anni '40, ha un guardaroba vintage che potrebbe essere oggetto di una tesi di laurea (devo dirlo ai miei studenti. Finora, a riguardo, ho assegnato, su richiesta, solo una tesi su Marilyn Manson. Lo dico come prova dell'ampiezza delle mie vedute accademiche), ha cominciato a pensare allo streap-tease a 19 anni quando, in un club nel quale stava a bere champagne e a guardare le ragazze che si contorcevano, sentì un uomo seduto vicino a lei che si lamentava per la mancanza di originalità dello spettacolo.
Il suo primo show su uno choc per il pubblico: lei portava un abito con crinolina molto perbene con sotto un corsetto con le stringhe e calze di sartoria, giarrettiere e lunghi guanti neri. Considerate che si era in California e che il pubblico era abituato solo a bionde abbronzatissime con grandi seni, in bikini.
Lei si spogliò, lentamente ma senza tremare.
E smise di fare la maquilleuse, cominciando a dedicarsi a altri trucchi.

Dita ha fatto della sua vita un'opera d'arte.
E' una che ci crede, che non porta la maschera. Ciò anche se dichiara di essere un po' falsa (ma non sembra) e se è probabile che su qualcosa menta. Mi chiedo infatti come possa (il suo cofanetto è molto dettagliato) essere alta m 1,68, pesare 48 kg e sembrare così, deliziosamente, cicciotta.
Ma tant'è. Lei è la diva più glam del mio olimpo.
Il suo dvd è squisito, si vede anche lei che cammina, issata, come da suggerimento, su tacchi altissimi nel Père-Lachaise e poi si sistema, con grazia, sulla tomba di Victor Noir.
Per coloro che non sono mai stati da quelle parti, preferendo destinazioni secondo loro esotiche che mi lasciano perplessa (secondo me, la città più esotica del mondo è Londra: pensate solo alla stranezza delle prese elettriche), dico che Victor Noir, giornalista sepolto nel cimitero parigino, è rappresentato da una statua giacente con un particolare anatomico che salta all'occhio. Insomma, vi metto la foto così la faccio breve. Si capisce di che cosa sto parlando dalla variazione cromatica del bronzo in quel punto, strusciato, absit iniuria verbis, tale e quale al piede del San Pietro in Vaticano.
Dita nel dvd fa quello che è passato per la mente di tutte le donne che si sono ritrovate da quelle parti. Ma lo fa con una classe e uno stile che è raro trovare nel quotidiano.

Apposta serve un corso.
Nei 1.400 mq di palestra, fra i pesetti, i tappetini, i sacchi del kick-boxing, le biciclette truccate dello spinning, davanti a quei medesimi specchi, si dia inizio allo spettacolo.
Starring: Evangeline the Oyster Girl; Nini la Belle en Cuisse; Bettie Blushes de Pékin (che significa, più o meno, i rossori asiatici); Mademoiselle Sprouts de Bruxelles (la signorina Cavolini di Bruxelles), Gypsy Lee Rose (quest'ultimo nome, se non vi dispiace, me lo prendo io perché, tutto sommato e per questioni botaniche, mi spetta): tutte in pista. Dita vi suggerisce i nomi e le movenze. Poi sta a voi tradurre tutto questo bendidio in pane per i vostri denti.
Sono sicura che la cercatrice, alla fine edotta nell'arte nuova e antica dell'effeuillage, detto anche streap-tease o burlesque, cui Dita ha restituito ossigeno e divertimento, diventerebbe finalmente seducente.
E forse si collocherebbe di cm 10 più in basso l'elastico del reggiseno.

A quel punto: 'Le rideau se lève, les culottes tombent et les hommes hurlent!'.
Insomma, il gioco è fatto. 

(Nel video Dita & Girls in azione) 

Dita Von Teese

Tomba di Victor Noir al Père-Lachaise

Sally Rand, che secondo Dita ha arricchito negli anni '20 la scena dello strip della nozione di 'beauté désincarnée'