199 Le figurine di Opera Soap, 3 (Donna che fa la sua toletta di Jan Steen)

Ma dove avevo la testa? E gli occhi? Insomma, testa + occhi, dove avevo il cervello?
Conosco da un pezzo l'opera di Jan Steen della quale parliamo oggi, l'ho anche vista parecchie volte dal vivo, mi è sempre piaciuta, anche perché è irresistibile, con lei seduta sul letto e il cagnolino (sempre il medesimo, deve essere stato il cane del pittore) acciambellato sul cuscino al caldo.
(Promiscuità con il proprio animale che mi sembra logica e che suscita in me tenerezza).

Ciò che non avevo mai notato era il segno delle calze che lei ha sulle gambe, un dettaglio che ora mi sembra quasi inciso nella carne. E che è quello che dà il senso all'opera.
Ma procediamo con ordine.
Vi ho appena parlato dell'ultimo numero di 'Philosophie Magazine' e delle riflessioni sulla proposta di dare denaro agli studenti per incentivarli a frequentare le lezioni. Vedi puntata precedente.
Nella ricchezza del numero, sono andata subito dopo a leggere Plaisirs minuscules, dove il filosofo Tzvetan Todorov ci dice che Spinoza e Vermeer sono nati nel medesimo 1632. Il primo diventa artigiano lucidando vetri ottici; il secondo 'rappresenta interni calmi e misteriosi'. Complimenti per la sintesi, Vermeer lì dentro ci sta tutto, si rivela senza perdere nemmeno un'ombra del suo mistero.
Todorov è andato alla Pinacothèque de Paris di Place de la Madeleine e ha guardato i dipinti olandesi esposti in una mostra definita 'avvenimento'. A 4 di essi ha dedicato delle schede classificate sotto i paragrafi Prendere cura; Confidarsi; Applicarsi; Svestirsi. Gli artisti di cui si occupa sono Peter de Hooch, Johannes Vermeer, Quiringh van Brekelenkam e Jan Steen, l'autore della nostra figurina di oggi.  

Abbiamo detto: procediamo con ordine. Allora, e lo chiedo alle signore, voi in che ordine vi svestite? Vogliamo disturbare Dita Von Teese oppure arriviamo da sole a dire che è ben strano sfilarsi le calze avendo ancora addosso la giacca e in testa la cuffia, per non dire dell'abito, appena sollevato?
Proprio l'incongruenza della successione deve avermi occultato il segno sulle gambe della modella, anche se l'idea che lei si stesse vestendo sembra ugualmente stramba.
A meno che non si proceda come devo aver fatto io, considerando cioè il cane come un indizio. Sto seguendo le tracce del mio più recente idolo, l'investigatrice punkette destroy Lisbeth Salander dei romanzi di Stieg Larsen passata dritta dritta al cinema e meravigliosamente incarnata da Noomi Rapace (quando si dice la calzata di un nome d'arte).
Lisbeth avrebbe fatto 2 + 2 e pensato che se il cane stava nel letto, era perché la donna lo aveva abbandonato da poco, lasciandolo caldo.

Vai a capire.

Todorov taglia corto e decide che lei le calze se le sta togliendo.
Nel grande movimento di secolarizzazione e di democratizzazione del XVII secolo, la pittura olandese gioca la sua parte: exit santi ed eroi, via libera a madri, bambini e servette, con le donne che dominano su tutto perché 'abitano e organizzano il quotidiano', laddove gli uomini non hanno mutato il loro sogno di successo e rimangono impegnati nei pubblici affari.  
Il reale è preferito all'ideale, con Hegel che trova in questa pittura 'la sete del presente' che fa scoprire 'una fonte di piacere in ciò che è, nella finitezza dell'uomo, ...finito e particolare'. L'arte nobilita le cose volgari e basse e trionfa sul lato caduco della vita e della natura. Scoperta da parte dei pittori della bellezza che c'è dappertutto.

Steen, noto per il significato morale sempre presente nei suoi lavori (mostra ciò che non si deve fare e spesso illustra proverbi), qui non viene meno alle sue abitudini: lei è una donna di 'petite vertu'. Si sfila le calze (ci siamo), un accessorio che all'epoca si riferiva per continguità al sesso femminile e, per estensione, alle professioniste del sesso.
Il vaso da notte mezzo pieno risveglia associazioni erotiche e perfino l'innocuo cagnetto cambia di segno, essendo queste bestie considerate insaziabili.

Chi l'avrebbe detto. Dietro la bellezza fugace di un gesto privato, tutto un mondo.

 

Jan Steen, , 1659-60

L'âge d'or hollandais, De Rembrandt à Vermeer, Pinacotèque de Paris, fino al 7 febbraio 2010

Lisbeth Salander (Noomi Rapace) in Uomini che odiano le donne, Niels Arden Oplev, 2009