206 Giallo è il sole e la forza mi dà

Qualche giorno fa, in un mood che più stranito non si poteva, non ero in grado, per motivi miei, di fare quasi niente.

Non leggere, non studiare, ripassare con lo straccio il pavimento della cucina o dell'ingresso, azione che mi dà sempre una sensazione di pace e di nettezza, come se tenessi fra le mani una ciotola tutta liscia.
E' vero che potevo ascoltare la radio, che trovavo, però, mediocrissima; conversare al telefono, cosa che non faccio spesso e guardare lo schermo del mio computer. Fortunatamente.
 
Mi sono messa, allora, a forzare, come faccio spesso, la barra di ricerca.

Inserisco, dunque, parole che movimentano un po' l'ambiente e passo intanto una mezz'ora buona a vedere che cosa fanno i luoghi e le persone che mi interessano.
Poi mi viene in mente di controllare se anche qui da noi esiste un sito di incontri che viene citato continuamente sulle mie riviste francesi. Sì, perché voi dovete sapere che nell'Esagono, sempre avanti a noi e più moderno, la gente, ormai, fa l'amore solo in internet. 
La versione italiana esiste. 
Dunque: mi iscrivo e mi scelgo un alias, come lo chiamano loro. Cioè invento un'altra me stessa, cui do, secondo le mie abitudini, il nome di un fiore.

Compilo il mio profilo. Qui aggiungo, là tolgo, da una parte mitigo, dall'altra radicalizzo, conservo i dati sostanziali (peso, altezza, colori occhi e capelli) perché più neutri non ne esistono, mi sbizzarrisco un po' davanti alle domande che già mi cominciano a sembrare troppo intrusive, tipo 'Quello che preferisci di te'.
Qui si passa dagli occhi alle curve e si precipita fino al fondoschiena. Compare anche la nuca, c'è una frasetta infida che recita così: 'L'aspetto più interessante non è nell'elenco'. Ecco 'il sorriso' ma manca, imperdonabilmente, la 'voce' che, secondo me, è uno dei tratti più emotivamente coinvolgenti in una persona.
In vena di facezie, scrivo che quello che preferisco di me sono 'le orecchie'. Perché, chiederete voi, sono speciali? Manco per niente, oppure, se lo sono, non me ne sono mai accorta. Ho messo 'le orecchie' per dare un tono surreale alla cosa. (Capirà storto tale Quasimodo, che mi contatterà dicendo che adora le orecchie a sventola. Ci rimango male e gli rispondo che non sono a sventola per niente e, non riesco a trattenermi, gli domando se, allora, lui ha la gobba).

Nel livello di studi non trovo il mio, evidentemente superato dalla pletora di titoli farlocchi che usano adesso. 
Non mento sul segno zodiacale perché ci tengo. Sui gusti musicali oscillo fra classica/operistica e rock duro, incurante dell'audacia dell'accostamento. Dico di essere 'poco romantica', di mangiare 'di tutto', che per me il matrimonio è 'non indispensabile', alla riga 'figli' piazzo un bel NO secco, nei miei 'animali da compagnia' non tradisco i miei pesci rossi (per la cronaca: è mancato Manga ed è stato sostituito, se possibile, da FishTail Magic), non rivelo il mio reddito, il mio stile è, ça va sans dire, chic, sulla 'religione' taglio corto. Rifletto un po' di più sulle possibilità che ho di descrivere il mio aspetto fisico nel suo complesso, c'è anche l'opportunità di scegliere 'una vera bomba' e mi rifugio in un 'non spetta a me dirlo'.

Ed ora arriva il bello. Sono chiamata a descrivere l'uomo che cerco. Perché se io sto facendo l'iscrizione, è perché ne cerco uno. Il ragionamento non fa una piega.
Evito di illustrare per filo e per segno il mio maschio preferito al mondo, cioè il Beckham del Real Madrid, con gli orecchini con i brillanti e i ciuccetti, perché in questo contesto risulta poco probabile.
Glisso su quasi tutto, mi sta bene il fumo, lo voglio, però, 'molto romantico' per compensare la mia asciuttezza in tal senso, di sé preferisce 'le mani', il poveretto mangia quello che trova, non ha ancora deciso se vuole dei figli, ha un titolo di studio, almeno questo me lo concedo, compatibile, e poi i suoi hobby poco mi riguardano, soprattutto perché fra gli 'Hobby' compaiono anche il cinema e la lettura che, a considerarli attività hobbistiche, mi viene sempre una specie di prurito dappertutto.
Del reddito poco mi curo, almeno fino a un certo punto, la corporatura è 'normale', la personalità 'espansiva'. Che ci faccio, ditemi voi, con un musone chiuso in se stesso?

Mi rifiuto di mettere una mia foto, tento con Madame X di Sargent, che però viene bocciata dopo poco dal 'moderatore', figura emblematica di cui andiamo a parlare fra breve, e finisce nel mio 'Album'. In esso aggiungo anche le mie scarpe, un fiocco rosa, un orsacchiotto di pezza, Puccini, un dipinto di Corcos. Mi eliminano pure un'opera di Gérôme e lì penso che va meglio così perché mi è venuto il dubbio di averla fatta troppo lunga. Chiudo con un paio di soggetti floreali e sono pronta.

La prima cosa da dire è che l'iscrizione per le donne è gratuita e per gli uomini, invece, è a pagamento. Insomma, proprio come succedeva al ballo a palchetto dove andavo da bambina al paese di mia madre, in Piemonte, nel corso dell'estate, oppure all'autoscontro, dove facevo incidenti frontali da ragazzetta. Da anni non mi capitava una simile concessione. Comunque, ben venga.

(Immagino che siano tutti avvertiti con qualche sistema dell'arrivo nel serraglio di una nuova pollastra. I contatti, infatti, da subito fioccano).

(Vi metto fin da ora al corrente delle mie prime impressioni. Questi uomini sono gravati da due difetti, A. e B.
A. Sono impazienti. Hanno cioè fretta, vanno in fregola, si scapicollano. Chiedono subito il numero di telefono, la foto, l'incontro, sono del tutto incapaci di tessere una relazione, di proporre un discorso, di inventarsi una sceneggiatura, di collocarsi in uno scenario. Sono, cioè, completamente inabili ad accedere a una delle situazioni più importanti, sfiziose, romantiche, fondanti e, finalmente, erotiche della relazione fra maschio e femmina: il corteggiamento. B. Sono ignoranti, se non addirittura analfabeti, di un analfabetismo di andata e di ritorno e pure di stallo, qualcuno era perfino assente in prima elementare quando la maestra ha spiegato in classe la coniugazione del verbo avere, guardate che parlo del presente indicativo. Qui mi comincio a chiedere perché non intervenga il moderatore, casomai con un qualche strumento informatico che equivale alla matita rossoblu dell'insegnante. Perché, penso, censurare il Pigmalione di Gérôme e non il qual è con l'apostrofo oppure l'un po' con l'accento? Perché le h che mancano, la sintassi che salta, lo stile che zoppica sono considerati meno indecenti della schiena di Galatea, peraltro bellissima?).

Mi accorgo subito di piacere (che il mio alias piace) ai lupi di mare. Mi contattano in un mezzo pomeriggio un marinaretto di nome Carlo, alla fonda su una nave con un computer in prestito perché il suo è rotto, proponendomi notti sotto le stelle con lui che mi vezzeggia e poi anche un ufficiale di cui guardo il profilo. Lui la foto, ahinoi, ce l'ha messa e mi trovo davanti una specie di tritone di Böcklin srotolato su uno scoglio con un fisico che il proprietario in prima persona definisce 'una vera bomba'. Fra le varie cose è anche istruttore di spinning, una delle pratiche di fitness che più mi fanno orrore. E balla la salsa ed è di un ottimismo incontenibile.
Chissà che ci fa (che ci vuole fare) con una come me (e con il mio alias). 

Uno dell'entroterra laziale mi invita a vedere la corsa nelle botti e mi dice che gli piacciono le sagre paesane; un abruzzese che butta un occhio dalle mie parti mi scrive che sono stata fortunata perché lui è una brava persona e invece se ne trovano tante maleducate; vive con i genitori, ha un reddito di 10.000 euro l'anno, che fanno, diviso 12, poco più di 800 euro al mese. Avendo il tipo 50 anni, non è quello che si chiama un buon partito. Uno tristissimo mi si affeziona immediatamente: vive con una figlia adolescente e il gatto di una ex compagna morta (è morta perché ex? Oppure perché, se è ex, gli ha mollato il gatto?). Uno tonto mi chiede se sono io quella del ritratto che compare nell'album. 

Dopo un po', mi scoccio. E si scoccia pure il mio alias.

Passo all'attacco. E mi passo in rassegna un po' di uomini con il gusto della serial shoppeuse davanti ai saldi.  
Qui devo subito dire che, secondo me, alcuni profili sono messì lì per le allodole a fare da specchietto. Per esempio un tale Darker Day, che sembra il fratello bello e con la barba di George Clooney (che a me, però, apprezzando Beckham, si capisce che non piace per niente), brizzolato e con lo sguardo pieno di enigmi.
Mi accorgo che ogni contatto viene segnalato e che è anche possibile prendere una sbandata.
Voi, signore, vedete Darky, cominciate a sognare e fate clic su un pulsante verde che reca la dicitura 'sbanda'. Lui, a sua volta, riceve nella sua casella privata la segnalazione che voi, davanti a lui, avete perso il controllo della vostra guida.
Sbando e sbando pure, tanto per sbandare, su un Cane Sciolto di cui non apprezzo praticamente niente: è una specie di scettico che dice di sé cose ciniche e malinconiche, insomma una gran lagna.

Ma ecco che cado dritta dritta proprio fra le braccia, insomma sul profilo, stracolmo di foto, di uno irresistibile a tutti gli effetti e per qualunque femmina nata e cresciuta a ogni latitudine sulla faccia della terra. E ci casca pure il mio alias.

Sandokan.

Corpulento, fisico, pieno di denti (mi metto a contarli come già feci una volta con Julia Roberts che sorrideva da una copertina e, vi assicuro, in tutti e due i casi c'era qualcosa di troppo), non lascia dubbi sul motivo della scelta del suo alias. Una Tigre della Malesia nostrana, la sciarpa bianca annodata come i modelli di Armani (di qualche collezione fa), gli occhiali da sole con l'asta larga tenuti in mano e la mano tesa verso chi guarda (nella fattispecie: io) con un gesto interlocutorio degno della migliore pittura, che ne so, di uno come Hals o del grande Rembrandt.
Supera di un pezzo il metro e ottanta, pesa chili 85, non sta a lui dire che cosa pensa di se stesso ma dichiara che quello che preferisce di sé non compare nell'elenco.
(E qui mi comincio a scervellare: il calcagno sinistro? La clavicola? La caviglia? Il poplite, quel meraviglioso incavo dietro al ginocchio in cui Pitigrilli beveva lo champagne nella donna assopita dopo l'orgia? Decido per la voce che, come vi dicevo, non compare. Colpevolmente.). 
L'album di Sandokan è folto di fotografie. Lui con il cappelletto in trattoria, lui turista massiccio in una piazza di un paese dell'est, lui con la mano sul cuore (e il braccialetto), lui generoso, appassionato di serate fra amici e di giardinaggio, lui che al matrimonio non ci pensa per niente (come se ci fosse stato bisogno di chiarirlo), lui che ignora la dichiarazione degli sport praticati, intendendo così dire che li pratica tutti, lui con una professione interessante che tace signorilmente il suo reddito.

La Tigre, saputo che io avevo visitato il suo profilo, visita, evidentemente, il mio. E risponde al mio test, che è una delle cose più astute che ci siano sul sito. C'è la possibilità di scegliersi delle domande fra una quantità abbondante, un paio le puoi anche aggiungere di tuo (sempre che piacciano al moderatore), tu indichi le risposte, lo fa anche l'altro e viene spedita al tuo indirizzo una mail con evidenziate in rosso quelle non corrispondenti. Fra me e Sandokan solo 4 divergenze, e poi su cose giocherellone che avevo messo lì tanto per fare. 
Per esempio, all'interrogativo 'Mi aspetteresti per oltre 30 minuti al primo appuntamento?' lui si è affrettato, premurosamente, a rispondere 'sì' mentre io avevo suggerito un bel 'no' chiaro e tondo. (Ma ti pare che uno, in una qualunque relazione, parte con il piede sbagliato fino a questo punto?).  
Lui NON è geloso per natura. Io sono una gelosissima e ci tengo che si sappia.
Lui sarebbe pronto a accettare tutto per amore e con me, invece, può scordarselo. 
Può vivere senza controllare tutto. Io sono un'ipercontrollante.

Come vedete, poca roba, o, diciamo, di poca importanza, almeno di fronte al suo apprezzamento del vino buono (domanda che avevo formulato per mio conto) o alla possibilità di passare l'estate in città. Evidentemente, in buona, ovvero, mia e del mio alias, compagnia.

Al momento, questa è la situazione. Ho avuto in 72 ore 62 visite e un numero eccitante di sbandate.
Niente, però, in confronto ai 67.813 utenti che sono on line nel momento in cui scrivo. E taccio di quelli che on line ci staranno più tardi.
C'è stata una pioggia di mail.
La prima sera ho chattato per 20 minuti e 30 secondi con uno al quale ho detto subito dopo che dovevo andare a dormire perché la giornata (verissimo) era stata pesante. Poi mi sono guardata bene dal ripetere l'esperienza perché a me chattare mi irrita e mi snerva. 
E con il Pirata di Mompracem, coraggioso, leale con i nemici e fedele fino alla morte agli amici, sovrano spodestato che riconquista il suo regno attraverso inenarrabili peripezie, c'è stato un contatto scritto relativamente articolato nel quale lui ha già rivelato alcune cose di sé.

Come è noto, gli opposti sono destinati a toccarsi.

Se resisterò, allora, alla pressione di tutti questi corteggiatori che si affannano per conoscere una che, a forza di moderare e togliere e mettere e cambiare le carte e confondere le acque, secondo me di interessante ha poco o niente, se avrò tempo e voglia, cioè, di proseguire nella ricerca del mio uomo, vi prometto che vi racconterò che cosa accadrà fra me e il mio interlocutore, al momento, prediletto, cioè fra me e il Principe formidabile, o meglio (ahimè) fra lui e il mio alias.

Nel video la sigla finale dello sceneggiato Sandokan (1976) di Sergio Sollima con Kabir Bedi

John Singer Sargent, Madame X, 1884, part.

Arnold Böcklin, Tritone e Nereide, 1873-74

Frans Hals, L'allegro bevitore, 1628-30