208 L'amore è una cosa meravigliosa

Siccome la lingua batte sempre dove duole il dente, mi arriva una newsletter da una rivista francese settimanale, di cui sono fedele lettrice, che reca come oggetto: 'Une sexualité sans tabou, trouvez votre site de rencontres'.
Lasciamo perdere la sessualità senza tabù, al momento prematura e occupiamoci dei siti di incontri. Che vi avevo detto nella puntata 206? I Francesi, ormai, fanno l'amore solo via internet. E lo fanno specialistico.
In una rapida occhiata scorro il dossier scientificamente redatto in cui sono analizzati uno per uno gli ultimi luoghi capaci di trasformarsi in alcova. Essi sono concepiti per le seguenti categorie (di donne):

Per le coltivate radicali
Per le infedeli
Per quelle che vogliono avere il potere
Per quelle che sono di sinitra
Per quelle che sono di destra
Per quelle che fanno la raccolta differenziata
Per quelle che si sentono VIP
Per quelle che puntano tutto sul fisico
Per le avventuriere
Per quelle che non hanno osato fare il primo passo
Per le paranoiche
Per quelle che vogliono essere guidate
Per le deluse

Vi faccio notare che le categorie identificate dal mio sito di incontri, quello della puntata 206, risultano, alla luce dei fatti, obsolete e pure sceme:  niente più (o meno) donne romantiche, appassionate (o no) di giardinaggio, alte o basse, di questo o quel segno zodiacale, pronte a farsi aspettare 30 minuti al primo appuntamento oppure in anticipo ansioso sui tempi. Giro un po' senza riconoscermi da nessuna parte.
Detto fra noi, non saprei dove collocarmi. Forse fra 'les paranos'. E mi danno un indirizzo che mi garantisce che non sarò sbudellata dal potenziale amante, talmente circostanziato che la paranoia mi viene veramente.

Immaginate un mondo di tutti uguali in cui l'uguale si incontra solo con se stesso oppure con il suo esatto e matematico opposto: tutti intellettuali radicali che si ammorbano le serate l'uno con l'altro. Il sub con la sub, il bello con la bellissima, il pirata con l'avventuriera. E poi le pecorelle, destinate ai lupi come senso obbligato, o le timide, buttate fra le braccia dell'audace senza possibilità di scampo.
Hanno pensato a tutto.

A parte la deprecabile mancanza di un sito per la maniaca dell'igiene che aspira ad odorare un deodorato o della tendenzialmente trascurata che accarezza la fantasia di un incontro con lo stalliere, voi pensate alla noia di un mondo senza amori interclassisti o ancillari, niente più re che ha un intrigo con la servetta e mai più una dama con il suo scudiero, niente contatti fra Scandinavia e Valle dei Templi, fra Maestro e allieva, fra idraulico e cliente, fra ecologicamente corretto e sirenetta che ama i bagni in vasca, mai più una passeggiata a lume di luna fra il bastardo di cortile e la micetta di razza in fuga di scoperta.
Niente sguardi al supermercato, batticuore controllando la cassetta della posta, niente più spazio al caso, alla discussione, alle fiamme che ardono per uno che non ci corrisponde, niente più sorprese fossero pure brutte, niente più amori sbagliati, irreversibili, disgraziati e maledetti.

Se posso esprimere un parere educato e rispettoso nei confronti dei Cugini d'Oltralpe: Mon Dieu de la France, che lagna.   

Nel video Michael Bolton in Love is a Wonderful Thing

Donne: l'Avventuriera (Audry Hepburn in Colazione da Tiffany, Truman Capote, 1961)

Donne: la Timida (Cindy Sherman, Untitled Film Still 14, 1978)

Donne: la Paranoica (Tippi Hedren in Gli Uccelli, Alfred Hitchcock, 1963)