214 Crash

Crash. Lo sguardo con cui seguivo, quasi al rallentatore, la caduta del termometro dal mio tavolo da notte doveva avere in sé i medesimi accenti di disperazione che mi descrisse una volta un giovane collega, che se la passava male, vedendo una porzione di spaghetti della dispensa imboccare decisa durante la scolatura il tubo di scarico del lavandino per un errore di mira.
Sapevo che prima o poi sarebbe accaduto: il mio termometro al mercurio, di quelli che si abbassavano con una serie reiterata di colpi, a dare i quali gli uomini sono bravi, e si alzavano in 3/4 minuti mettendoli al caldo sotto l'ascella, l'ultimo della sua specie, era andato in frantumi.

Mi sono sporta dal letto a fatica, non stavo bene per niente (apposta avevo usato il termometro) ed ero maldestra e poco orientata. Con uno sforzo estremo mi sono alzata, preoccupata che i frammenti di vetro potessero ferire qualcuno che avrebbe potuto camminarci sopra a piedi nudi oppure la colf che lì avrebbe passato lo straccio il giorno dopo. Sul pavimento giaceva, decapitato, il termometro e dalla sua spina dorsale era uscito il metallo più strambo che ci sia sulla faccia della terra, esistente allo stato liquido, chiamato anche argentovivo, capace di ispirare il Dio protettore dei commerci e pure dei ladri, noto al mondo da sempre. In un attimo di tempo sospeso, mi sono accoccolata a terra e con il polpastrello ho diviso, spinto l'una verso l'altra e ricomposto le palline che scorrevano, più ipnotiche di qualunque giochino elettronico, sotto ai miei occhi.

Adieu.

Se avete visitato la Fundacio Joan Mirò a Barcellona, non vi sarà sfuggita la bella Mercury Fountain di Calder, progettata dall'artista più simpatico del XX secolo su commissione della Spagna come omaggio ai lavoratori delle miniere di Almadén e presente nel padiglione spagnolo all'Esposizione mondiale di Parigi del 1937. Vi metto la foto di Calder davanti alla sua opera; dietro vedete Guernica di Picasso. Niente da aggiungere sulla qualità dell'accoppiata.
La fontana di Calder continua a pompare mercurio ma ormai sta sotto vetro per proteggere i visitatori dalla tossicità del metallo, conosciuta da sempre ma ultimamente venuta alla ribalta con prepotenza.

(Leggo su Wikipedia che il mercurio era utilizzato per la lavorazione del feltro con cui si confezionavano i cappelli in Inghilterra, che i cappellai diventavano tutti tossici e che Lewis Carrol si è ispirato al fatto per il suo Hatter, il più matto di tutti. Ma dove le vanno a pescare, le notizie, questi di Wikipedia?).

La faccio breve. Il giorno dopo vado in farmacia, un po' bastonata, a comprare un altro termometro. Le mie dottoresse sono giovani e carine e mi fanno decine di gentilezze, mi trovano le creme più strambe e mi stanno dietro in tutte le mie ricerche di prodotti che compaiono e scompaiono, non si sa mai per quale motivo, sul e dal mercato. La dottoressa Fedra, si chiama così ma è una piccolina, mite, secondo me con un tasso di passionalità minimale (una volta ho sentito che il suo piatto preferito era lo stracchino sciolto nella minestra, vi figurate voi una cena galante con un menu simile?), un po' incerta, mi dice che non ci sono più termometri ad alcool e che l'unico che può darmi è un termometro elettronico. Il dubbio stampa un'espressione di scuse sulla sua faccetta. 
Ho qualche presentimento ma lo compro.
Lo porto a casa. Durante la cena lo scarto. Stupita, mi trovo di fronte a un aggeggio accompagnato da un foglio istruzioni che pesa 23 gr ed è ampio, una volta aperto, 40 x 70. Sospendo all'insalata, vado a prendere gli occhiali, mi concentro. Forse ho la febbre e deliro. O forse delirano loro. Conto 13 traduzioni. Le illustrazioni (Fig. 1; Fig. 2; Fig. 3, avanti fino a Fig. 15) recano una legenda che va a A a X, fate voi il conto, per poco l'alfabeto non bastava.  

Introduzione. Note importanti relative alla sicurezza. Attenzione. Avvertenza. Passaggio da gradi Fahrenheit a gradi centigradi (Celsius) e viceversa. Misurazione corretta della temperatura. Le circostanze elencate di seguito possono determinare misurazioni errate. Procedura di misurazione della temperatura. Sostituzione della batteria. Indicazioni del display e risoluzione dei problemi. Cura e manutenzione. Pulizia e disinfezione. Caratteristiche tecniche. Garanzia.
Una pletora di paragrafi infesta il tavolo della mia cucina, peggio delle istruzioni di una segreteria telefonica, che è meglio leggere in inglese perché i traduttori, mal pagati, saltano i passaggi e se tu segui la versione italiana, finisce che il tuo apparecchio rimane un soprammobile ed non riesci nemmeno a accenderlo, figurati a farlo funzionare.
Un incubo. Cerco di andare a intuito, come si fa in questi casi, premo il pulsante, mi esce 37,6, questa è febbre. Ma il termometro sta sul marmo, mica al caldo sotto la mia ascella.
Il termometro dà di matto, pure senza mercurio.

Mi concentro, riprovo.
Ci passo la serata.
Mi faccio un paio di risate sulla presenza già citata della batteria (tale e quale a quella dell'orologio) e pure del bip bip (tale e quale a quello della sveglia, d'accordo, con un bemolle) quando è pronto, per non parlare della serie di 8 che compaiono quando il display entra in funzione (tale e quale a quelli della bilancia della cucina). Non ci crederete, ma con tutta questa tecnologia non riesco a misurarmi la temperatura, mi escono fuori sempre cifre che sbarellano, non solo mi sento male ma pure quando mi sento bene non scendo mai sotto i 36,9/37°, come la Traviata sto in alterazione costante, io perché sono fatta così, lei per motivi più gravi, un termometro, con me, non ha mai segnato 36° gradi secchi, vado a guardarmi nello specchio del bagno, sono cadavere o sono serpente?
Inoltre mi rendo conto che la mia Farmacia ha customizzato il termometro, ci ha messo sopra, cioè, il suo nome, e allora perché, se è un veicolo pubblicitario, me lo hanno fatto pagare € 7,23?

Vi faccio una comunicazione ufficiale: non so se avrete più mie notizie.
Mi sono di nuovo provata la temperatura: il display elettronico, dopo il bip bip, segna 35,5°. Un amico, con cui mi sono confidata, mi ha detto che i termometri elettronici non sono del tutto precisi. Forse voleva rincuorarmi.
Dal gelo che mi cinge, sommersa dal foglio istruzioni, secondo me a tratti febbricitante ma senza il conforto di uno straccio di prova, mando un pensiero affettuoso a voi tutti e uno molto meno caldo ai produttori. www.omronhealthcare.com

 

Alexander Calder, Mercury Fountain, 1937 (sullo sfondo Guernica)

Johnny Depp, il Cappellaio Matto in Alice in Wonderland, Tim Burton, 2009

Giovan Battista Tiepolo, Mercurio, 1764, Madrid, Affreschi Palazzo Reale, part.