216 Chiedi alla polvere

Passo il Lunedì dell'Angelo del 2010 per fatti miei e con gli angeli che piacciono a me. Accade spesso di trovare una cosa quando se ne cerca un'altra e mi sembra sempre un segno del destino, per cui se, andando appresso a Dürer, inciampo in Gerrit Dou, mi sta bene e faccio una sosta.

L'artista olandese (1613-1675) è un incanto: considerato uno dei più noti rappresentanti della petite manière, che era tale solo per le dimensioni, fu contemporaneo di Vermeer e di Rembrandt, fu allievo di quest'ultimo a Leida, città natale di entrambi, prima che il giovane maestro partisse per Amsterdam, e guadagnò sempre più di lui, ammesso che questa nota sia interessante e abbia un senso.

Dou dipingeva soprattutto interni con superfici lisce e smaltate e usava una lente di ingrandimento per realizzare i suoi minuziosi dettagli. Era un maniaco della sua attrezzatura da lavoro e detestava la polvere. Non si sposò mai, forse considerando le donne poco nette. Vi trascrivo che cosa dice di lui Joachim von Sandrart, pittore, storico dell'arte e traduttore tedesco che gli rese visita durante un viaggio dalle sue parti:

'...Vendeva i suoi quadretti, il più grande dei quali misurava circa una spanna, per 600, 800 e anche 1.000 gulden olandesi. Il prezzo delle pitture lo calcolava secondo le ore che gli erano costate, di cui prendeva nota ogni giorno: ogni ora costava una libbra in moneta fiamminga, ossia 3 talleri e mezzo. Non lavorava mai se il tempo non era buono, e per ogni cosa aveva bisogno di modelli naturali. Negli anni avanzati macinava sempre i suoi colori sul vetro e si faceva i pennelli da sé. La polvere lo disturbava a tal punto che riponeva con la massima cura la tavolozza, i pennelli e i colori. Quando si metteva al lavoro aspettava lungamente che la polvere fosse posata, poi toglieva cautamente la tavolozza da una cassetta che era presso di lui, e preparava con cura meticolosa colori e pennelli, richiudendo ogni cosa appena aveva finito il lavoro della giornata.'

Se anche voi, come me, avete rituali connessi al lavoro che hanno sfumature ossessive e non riuscite a cominciare una cosa senza aver fatto prima questo e quello e pure quell'altro, se poi vi capita pure che vi giri male per cause meteo, eccovi (eccoci) serviti e in buona compagnia.
Ringraziate (ringraziamo) per questa deliziosa narrazione il solito Rudolf Wittkower e il suo Nati sotto Saturno, ghiotta fonte di ogni croce e ogni delizia per matti, paranoici, malinconici, fissati, nobili, geni, amorosi, creature singolari, vittime di ubbìe, fisime e paturnie, insomma per ogni artista, anche per quello che dorme in voi, in un angolo della vostra anima, per quanto resa cieca e sorda, e probabilmente pure zoppa, dai banchetti pasquali e dalle gite fuori porta.

(Grazie a Marco Albiero per la sua bella Colomba http://www.burningblood.it/marcoalbiero/index.html)

Gerrit Dou, Donna alla toletta, 1657

Il Lunedì dell'Angelo visto da Duccio nella sua Maestà, 1308-1311

Colomba (in verità poco pasquale) di Marco Albiero