217 Se permettete, parliamo di uomini, 1: Estate

Paul Anka, Deve essere la nostra estate, 1966

Così come i giornali femminili danno indicazioni e suggeriscono tattiche, strategie, mezzi e mezzucci per farsi una bella storia d'amore ora che l'estate è scoppiata e i sensi sono tutti svegli, anch'io vi propongo il mio punto di vista. Ecco, dunque, di seguito, riflessioni sparse su alcune categorie di uomini che vi aiuteranno, potendo, a scegliere con più oculatezza il vostro amante. Mi scuso in anticipo per le omissioni, ce la sto mettendo tutta per ovviare alle mancanze.

Artisti & Creativi. Dio ci scampi. Narcisisti, autoreferenziali, sbiellati, abituati ad occuparsi solo del proprio lavoro, che dura 24 ore al giorno per 365 giorni l'anno, senza mai guardare al di là del proprio naso, capaci, se vi invitano a pranzo a casa loro e sono scultori, di mollarvi a tavola con la forchetta con il boccone infilzato per andare a spruzzare il bozzetto di creta al quale stanno lavorando, dare un'aggiustatina alla bocca (del bozzetto), riavvolgerlo nella plastica e ritornare da dove erano partiti senza nemmeno scusarsi, figuriamoci se essendosi lavati le mani, appaiono, già al primo colpo, esiziali. Sarà che la frequentazione quotidiana riempie rapidamente le tasche, ma l'immagine che, per prima, si forma se uno pensa a un artista-amante, è quella del ritratto di Camille fatto da Claude Monet sul letto di morte. Di lei. Che sbiancava, cambiava rapidamente colore, si raggricciava tutta proprio come fanno i cadaveri, mentre lui, febbrile, la ritraeva attento al minimo dettaglio, per niente preoccupato della vedovanza incipiente, anzi, visibilmente soddisfatto dell'opportunità di ritrarre, si fa per dire, dal vivo, un evento così irripetibile.

Giuristi. Nevermore. Paranoici, pignoli, noiosissimi, vi intrattengono a cena sulla bellezza del ritmo dell'endecasillabo in cui è scritta la Costituzione, trattandovi, però, come una pezza se non sapete a memoria il contenuto dell'articolo 52 che, occupandosi del servizio militare, potrebbe anche non essere strettamente di vostra competenza. Capaci di bizantinismi acrobatici al momento di decidere chi deve caricare la lavastoviglie, coltivano un tale distacco dal quotidiano da essere capaci di sostenere in pubblico con gli amici che l'elettrodomestico suddetto che staziona nella loro cucina (che, incidentalmente, è anche la vostra) è di marca talmente affidabile da non aver mai avuto bisogno negli ultimi due anni di addizione né di brillantante né di sale. O, almeno, non da parte loro, visto che eravate voi a provvedere, con metodo e regolarità, alla rabboccatura, pure con lui presente, per niente avveduto del gesto, perso com'era in cose sue mentali, fitte di commi, codici, ubbìe, panzane, sottiglienze.

Avvocati. Convinti, a torto, di far parte della Categoria precedente.

Fisici. Matti come cavalli.

Matematici. Noiosetti. Non auguratevi di trovarne uno come il John Nash di A Beautiful Mind perché lui, oltre che genio, era anche schizofrenico. Per quanto riguarda gli altri, più normali, facile trovare le loro medesime virtù in categorie più articolate. Vedi oltre.

Musicisti. Fanno l'amore esclusivamente con il proprio strumento.

Musicologi. Apparentemente interessanti, colti, articolati, sensibili, si struggono in situazioni romantiche e sono capaci di ricrearle con il solo tono della voce, irresistibili nelle dediche, spesso avvolgenti, capaci di erotismo e di un immaginario erotico non comune, dotati, nel loro guardaroba, di almeno un abito elegante, quello che indossano per lavoro, forieri, se apprezzate il genere, di serate mondane di livello eccelso, in possesso di biglietti per altri versi introvabili, fini dicitori, profondi conoscitori dell'anima. Ma. Perché anche qui c'è un ma. La moglie di un musicologo noto e serio, da me incrociata in quanto (lei) rappresentante Stanhome (come coppia la trovavo stranita), mi confessò l'angoscia di un viaggio di nozze, il suo, che a me era sembrato un sogno ma che, a pensarci a freddo, le stimmate dell'incubo ce le aveva tutte: Bayreuth, ovvero Wagner. Tutti i giorni, minimo 5 ore, tutto in tedesco senza un sospetto di sottotitolo, immersi loro due nell'atmosfera venefica degli aficionados, ovvero dei maniaci, la sera esausti, lei soprattutto, rimbambiti di opera d'arte totale, scusate, Gesamtkunstwerk, dopo una ventina di anni e un paio di figli, lei ancora ci si intristiva sopra: per lei, sposina, stritolata da Siegfried & Company, un'esperienza di solitudine e di isolamento; per lui, l'estasi professionale. 

Velisti. La categoria è trasversale, visto che la vela piace a molti. Riconoscete i velisti dall'orologio che portano a destra, pur non essendo mancini, per motivi che mi sono stati spiegati varie volte e che non sono capace di riferire, parlano un linguaggio in codice, cazzano la scotta, la ronda e il fiocco, hanno a che fare con alberi, boma e tangoni, vi propongono uscite squilibrate nelle quali condividere un posacenere che definiscono gabinetto con altri 8 esemplari ignorando che le vostre tolette sono degne di Barry Lyndon e durano 2 ore e mezza, per non parlare dell'ossessione compulsiva del fine settimana sempre e comunque in barca, dei discorsi che mirano tutti a sostenere che il sole che vi strapela le spalle è un'esperienza mistica, che solo nell'a tu per tu con il vento si ode la vera voce della natura, pubblicano sul loro profilo FB foto tutte uguali dove loro appaiono irriconoscibili, stravolti come sono dalla posizione e dagli elementi e potrebbero essere, come niente, uno dei loro compari, si credono tutti Corto Maltese e sognano di fare gli skipper, si macerano in un'idea di avventura con la descrizione della quale vi perseguitano quando vi portano a cena fuori la prima volta: al lago o al mare. Parlando di vela.
Se, come me, siete no tanning, lasciateli perdere.

Attori. Fanno l'amore esclusivamente con la propria immagine.

Imprenditori. Apprezzano le donne di Jack Vettriano e non si rendono conto che sono finte.

Veterinari. Simpatici, gioviali, utili nel caso possediate un animale da compagnia, raccontatori di storielle in stile, tipo quella della signora al cui cane era stato prescritto un cucchiaino da caffè al giorno di ricostituente che torna dopo una settimana con il dubbio che la bestia, con tutta quella caffeina, le diventasse intrattabile. Pragmatici, capaci di sentimenti, aggiornati se non altro perché altrimenti non campano e devono sapere oggi tutto sul Furetto e domani sul Criceto siberiano, particolarmente cagionevole di salute e quindi redditizio, giocherelloni, libertini di fondo, viste le frequentazioni rudi che sono loro imposte. Unico dubbio, non di poca importanza: come farsi accarezzare la sera da mani che si sono infilate nella bocca del mastino napoletano senza l'utilizzo di guanti, hanno preso la temperatura allo Shar pei, che è quell'essere vivente tutto pieghettato per pulire gli interstizi del pelo del quale non basterebbe il ficcanaso dell'aspirapolvere e anche lo spazzolino da denti si rivelerebbe insufficiente, per non parlare del contatto con i serpenti, dei camici che tornano a casa imbrattati di sangue come nemmeno quelli di un killer, degli odori e dei rumori di fondo: l'ustolare, il barrire, il crocchiare, lo zigare, il ciangottare, il ragliare, il bubolare, il grugnire, il pipiare. Chissà, meglio Wagner. Assimilabili a questa categoria i Proprietari di negozi di animali.

Chef. Sono sempre a cena fuori.

Architetti. Sbicchierati e inaffidabili. Uno pensa alla poeticità di Jean Nouvel, al rigore di Mies, alla follia iconoclasta e eccitata di Le Corbusier e si ritrova a cena con uno che si occupa di fotovoltaico. Se controllate, scoprite pure facile facile che ha impiegato 10 anni a laurearsi, che non ha visto una mostra negli ultimi 18 mesi perché era fuori Roma per il fine settimana e quelli sono i suoi unici momenti liberi, che si impiccia con gli stili del Novecento, che trincia giudizi su artisti che gli avete citato voi per la prima volta ieri l'altro mentre lui vi guardava con occhi come ginocchi. Se proprio volete frequentarne uno, fatelo esclusivamente per consigli edili e di arredamento, siate prudenti e rileggete le sante parole di Elena Canino ne La vera signora, da noi più volte citata come bibbia esistenziale, al capitolo Rapporti con l'Architetto: ''...Non lo tratta come un artigiano né come un amante. Non esce con lui per dare un'occhiata agli antiquari e poi 'fanno colazione' in un posticino tanto carino. Non lo esibisce alle amiche. Non esclama. 'Che belle mani!'. Non si fa fotografare con lui per il fascicolo natalizio Casa Nuova. E, a lavori ultimati, versa il dovuto compenso.''. 

Psicologi. Fatevi raccontare subito la storia dei loro reiterati fallimenti sentimentali. Scoprirete così, al primo impatto, che la psicologia in amore non serve a niente.

Tecnici informatici, Poliziotti & categorie afferenti. Pragmatici, in adorazione davanti a un'umanista, quindi gratificanti e con palpitazione costante, difettano però di alcune competenze che comportano, a loro volta, alcune necessità: per esempio il divieto assoluto di utilizzo di termini poco frequenti cui corrisponde l'obbligo di frequentazione di programmi televisivi più che popolari perché altrimenti la conversazione langue. Aggiungete a questo la pazienza di cui dovrete dare prova nel sopportare la rielaborazione di un immaginario amoroso e relazionale di una mediocrità che fa cadere le braccia, preparatevi a vedervi chiamare in un sms 'Tesoruccio' e a sentirvi chiedere via medesimo mezzo se non avete voglia di condividere con lui le emozioni della giornata. Un consiglio. Rispondete, gentilmente, che in quel momento avete voglia solo di andarvene a letto, ma da sole, perché nel corso di una, è vero, faticosa giornata di lavoro, di bagatelle (che a Roma chiamano 'frescacce', termine che compare anche sullo Zingarelli e che mi permetto di usare solo per questo) ne avete già sentite abbastanza. 

Poeti. I compagni migliori. Sulla carta (leggi: sui libri).

Sportivi (Saltatori in lungo, Calciatori, Maratoneti & categorie afferenti). C'è poco da dire, fisicamente non sono affatto male e, come si sa, anche in amore l'occhio vuole la sua parte. Forti di una forza che trascende la vostra esperienza, sono capaci di sollevarvi con una mano, ammettendo che pesiate come deve pesare una vera signora, o signorina, che evita di strafogarsi di gelati e sta attenta alla linea. Coraggiosi, talvolta audaci, animati da uno spirto guerrier probabilmente più efficace di quello che millantano i poeti, hanno, però, anche loro qualche inconveniente. Pensate soltanto a quello che dovete far trovar loro nel piatto quando li invitate da voi per una cenetta romantica (calcolate una quantità di cibo pari a 3 volte quella, già mostruosa, che ingurgita un uomo normale), alle fisime proteiche, ai calcoli di traduzione di carboidrati in muscolatura, pensate alla necessità quotidiana dell'allenamento, al lagnoso destino cui siete condannate di riposo del guerriero (soprattutto quando la gara al guerriero di cui sopra è andata male), al vero significato per loro del termine 'performance': una prestazione sì, ma su un campo di terra battuta o d'erba, ai piedi scarpette adeguate e calzini di odore intollerabile, sfinimento del corpo alla fine della tenzone, contro gli avversari o, peggio, contro se stessi. Mettete in conto stirature muscolari, strappi, fasce elastiche, spalle che si incriccano quando vi abbracciano, gridolini di dolore che sospendono qualunque approccio di tenerezza, broncio fisso per un tendine che non si aggiusta, montagne di asciugamani da lavare perché sono sempre reduci da qualche lurido posto, fisioterapia che condiziona tutto il planning degli appuntamenti, imposizione di astinenza, chiamiamola così, sentimentale da parte del loro Coach, praticamente il vostro più accanito rivale.
Considerato tutto questo, vedete voi se non vi convenga ammirare gli atleti dal bordocampo piuttosto che invitarli nel campo vostro.

Intellettuali, Scrittori, Filosofi, Critici letterari e cinematografici, Storici dell'Arte. Praticamente, la concorrenza.

Giornalisti. Convinti, a torto, di far parte della Categoria precedente.

Uomini di cinema (detti Cinematografari). Affascinantissimi, intrepidi, visionari, abituati a donne (che appaiono) bellissime, spesso sono (stati) ricchi e hanno repertori inesauribili di fatti da raccontare. Ne ho frequentati alcuni che erano miei colleghi di Accademia e ne conservo un ricordo schietto di avventura e di romanzo. Uno di loro, incrociato di recente in una situazione ospedaliera e con il quale ho fatto quattro chiacchiere, mi scrive ancora mail impareggiabili in cui mi chiama 'Carissima stranissima' e in cui mi dice che si sente 'come un marine in Vietnam in  procinto di andare in pattuglia di notte forse senza ritorno che riceve la posta da una attrice affermata di Hollywood incontrata un giorno per caso dall'oculista e che comunque si ricorda di lui'. Ditemi voi se non siamo di fronte a un caso raro, uno di quelli da me auspicati come necessari per rendere la vita meno amara e il vivere quotidiano più sopportabile, grazie, come andiamo da tempo predicando, al cinema e a tutto quello che ci sta dentro.

Ingegneri. Un dulcis in fundo. In teoria, gli unici consigliabili. Solidi, quadrati, con le idee chiare, ottimi guidatori capaci di parcheggiare una macchina con soli 3 giri di volante (io ce ne impiego una decina di troppo), appassionati di calcio come si addice a un vero maschio, fanno calcoli a mente, dominano il computer e vedono subito il lato meccanico del mondo, quello che a me sfugge costantemente. Ottimi matematici, empiristi, strateghi dell'esistenza, apprezzano ciò che loro non sono forse per mancata vocazione o forse per fortuita contingenza, ragionano trasversalmente, sanno di cose economiche e maneggiano agevolmente anche il disegno, fosse pure quello tecnico.
Tranne poi, all'appuntamento n° 10, stimolati dal confronto con il diverso, tirare fuori un lato creativo che stava lì a sonnecchiare da sempre, perdere con gusto i punti di riferimento, tirare tardi in chiacchiere avvolgenti, immergersi nell'Arte, che consideravano da sempre un passatempo per inetti, e cominciare a comprenderne gli ingranaggi, rivelando così sensibilità e morbidezze che li perdono e che li collocano nella prima categoria che abbiamo analizzato in questo nostro giochino estivo, per niente innocente e che tale per niente voleva essere.

In questo modo, come dicono i Francesi, 'la boucle est bouclée', cioè il cerchio si chiude e il caso fa lo stesso. E allora,  amiche mie, cui questa puntata era rivolta, nella scelta del partner estivo, sbrogliatevela da sole. Anzi, se proprio volete darmi ascolto, tornate alle riviste femminili da cui eravamo partiti, studiatevi l'oroscopo oppure dategli solo un'occhiata poco impegnativa, ricordando che i Sagittari sono superficiali, i Pesci strambi e i Leoni prepotenti e prendetevi l'amante che vi manda il Cielo. Perché tanto, con gli uomini, non c'è scampo.
Buone vacanze e, soprattutto, buoni amori estivi.     
 

Claude Monet, Ritratto di Camille sul letto di morte, 1879

Jack Vettriano, Her Secret Life

Carlo CarrĂ , L'amante dell'Ingegnere, 1923