229 Elogio della vita attiva

La contemplazione non fa per me, io amo il ritmo, anche indiavolato, mi piace andare di fretta, vedere la gente a Londra e a Parigi che si scapicolla sulle scale mobili per fare prima, quando sento 'qualità della vita' mi si formano subito davanti le immagini di Piazza del Duomo a Ferrara in inverno alle 5 del pomeriggio, nebbia, gelo, deserto, nemmeno un'anima con la quale fare due chiacchiere per tirare l'ora di cena, oppure quelle dei paesi non lontani da Roma, niente servizi, nemmeno un negozio decente, l'autobus che ti lascia come ultima fermata al Cimitero.
Uno dei giorni più tremendi della mia vita fu quando tentai, al seguito di un insigne filosofo passato ad altro, una giornata intera di meditazione, il tempo non passava mai, quando, per sbaglio, mi addormentai durante una delle sessioni, mi parve fosse quello lo scopo, tutti intorno a me in posizioni prevalentemente yoga e con gli occhi chiusi a riflettere sul nulla, a me non mi riusciva, se sto in quella situazione, o penso ai fatti miei e mi faccio le mie liste di cose da fare oppure sto per passare al sonno.

Mi annoiano i panorami in montagna, riesco a stare a guardare una valle per non più di 10 secondi, poi mi scoccio e se non ho dietro qualcosa da leggere, mi viene voglia di buttarmi in un dirupo, io Milarepa, chiuso per un'eternità in una grotta, non lo capisco e pure la logica degli Stiliti, tutta la vita fermi su una colonna, mi sfugge; io da sola ci so stare benissimo, ma a casa mia, in una stanza d'albergo, possibilmente dotata di qualche lusso, oppure a spasso per i giardini di Palais Royal o in giro per Kensington. Pure via dei Tribunali mi sta bene, però quando ci sono tutti i negozi aperti e meglio se è sotto Natale così vedo pure i banchi con i pastori a San Gregorio.

Non mi stupisce che Marta, simbolo della Vita attiva, in contrapposizione con la sorella Maria , , . Pure via d.. .  v                                                                     ,        , simbolo, invece, del tipo contemplativo, sia la patrona delle casalinghe. 

Vi spiego.
In arte accade con una certa frequenza di incontrare la scena in cui Cristo cena a casa di Marta e Maria (Luca, 10, 38-42), che sono poi sorelle anche di Lazzaro, quello della resurrezione relativa. E mentre Marta si dà da fare per accogliere l'ospite, ovvero è ritratta in faccende, Maria siede in ozio ai suoi piedi. Marta la rimprovera, Cristo interviene e dice che quel ruolo lì, di quella che sta e ascolta, è necessario e più importante.

(A nessuno è venuto in mente di chiedere a Nostro Signore che cosa avrebbe trovato nel piatto se anche Marta se ne fosse stata accoccolata ai suoi piedi come il gatto di casa, che pure è probabile che non dorma 18 ore al giorno ma che mediti come i seguaci del filosofo di cui sopra).
 

Insomma, nel Vangelo Marta è sempre occupata a fare qualcosa.
Per esempio, è ancora lei che chiama Cristo perché strappi Lazzaro alla morte; se fosse stato per Maria, probabilmente, Lazzaro sarebbe rimasto nella sua tomba zitto e buono e di lui non si sarebbe saputo più niente. Peccato per Caravaggio, che non lo avrebbe ritratto, e pure per noi che non avremmo visto mai il dipinto.

La Legenda Aurea, inesauribile fonte di storie, ci fa sapere che i 3 fratelli andarono a evangelizzare la Francia  e che Marta (sempre lei) liberò la città di Tarascona, in Provenza, da un terribile drago aspergendolo con acqua santa.
Il drago, dunque, è l'attributo di Marta. Certe volte lei ha in mano un mazzo di chiavi, a indicare che è la Regina della casa (succede a tutte le casalinghe, prima o dopo, di essere chiamate così da qualche repubblicano in vena di blandizie).
Dicono i miei testi, però, che accade anche che lei sia ritratta con in mano un aspersorio oppure, ascoltate bene, con un 'mestolo o schiumarola' (che, a quanto mi risulta, sono cose diverse, ma tant'è, o, come si dice in gergo, 'sic').
Non ho mai visto un simile attrezzo in mano a un santo, me ne sarei certamente ricordata, ho anche fatto una rapida ricerca e ho trovato solo draghi e dintorni. Ma i miei libri non mentono e vi prometto che, appena rintraccio l'immagine, vi troverete su Opera Soap, per la prima volta delle nostra storia, una creatura divina armata, oltre che della sua fede, anche dello sgommarello.

 

Santa Marta (gesso)

Jan Vermeer, Cristo nella casa di Marta e Maria, 1654-55 

Sgommarello