240 Coi guanti bianchi

L'avevo detto, io.
Indossati una sola volta, anche in situazioni non del tutto heavy duty, i guanti bianchi devono essere mandati al lavaggio.

Me lo conferma il delizioso The Art of Being a Well Dressed Wife, pubblicato per la prima volta nel 1959 e ristampato a cura del Victoria & Albert nel 2011. L'autrice, Anne Fogarty (1919-1980), American fashion designer, ha lavorato, fra gli altri, da Saks Fifth Avenue prima di fondare la propria etichetta. Brillante scrittrice, moglie d'acciaio, Anne ci fa capire come si trattano i matrimoni: coi guanti bianchi. Lei, che molto li apprezza, dichiara senza mezzi termini di essersi sempre pensata in primo luogo come moglie nonostante una vita professionale indaffaratissima, considera le nozze un traguardo vincente nella vita di una donna ma sottolinea come al momento dell'anello fatto scivolare nel terzo dito della mano sinistra la battaglia sia appena iniziata. Dice che il Wife-Dressing è molte cose: 'Un'arte. Una scienza. Un'impresa di amore. Un mezzo di auto espressione. E, soprattutto, un fattore determinante per un matrimonio felice'.

Come altri puntano sulla bravura in cucina, e qui basta rileggere tutti i classici gastronomici del passato per rendersi conto di quanto sia deficitaria oggi l'educazione delle fanciulle, mediamente incapaci di rigirare una polpetta nel pangrattato, lei combatte la sua guerra con le sue armi, considerando l'atto, diciamo meglio, il concetto di abbigliarsi un 'military exercise'.
Torneremo sull'argomento, per ora accontentatevi del suo suggerimento di lavare le calze arrotolandole una mezz'ora avvolte in 'Turkish towels' e stendendole un'altra mezz'ora prima di toglierle di mezzo risparmiando al consorte la vista sgradita di quel 'display of inanimated legs in the bathroom'.

(A pensarci bene, mai mi verrebbe in mente di lasciare in caso di visita, diciamo così, privata di un uomo le mie calze, pur trattandosi di quelle, sublimi, austriache, appese in bagno, a meno che non fossero pendant della biancheria che, quella sì, mi capita di dimenticare stesa in qualche evocativo allestimento. Forse anche con i mariti bisognerebbe ragionare come si fa con gli amanti).

Se il vostro matrimonio sta, come dicono i francesi, battendo le ali, e si capisce perfettamente che cosa significa, e non sapete a che santo votarvi perché non vi sono chiari i motivi della catastrofe che sentite nell'aria, date retta, invece di percorrere le solite strade banali di una distrazione di interessi, provate a prendere in considerazione, se preferite metaforicamente, il problema delle calze. E anche se dovete eclissare una rivale, puntate su di esse, il tema è particolarmente sensibile per una donna, sia che le indossi, sia che segua quelle tipette modaiole che a ottobre cominciano a battere i denti e a prendersi le congestioni perché non le portano.

Ma ritorno ai guanti bianchi, che Anne Fogarty definisce tali solo se 'snowny, glisteningly WHITE': essi vanno lavati ogni volta che si indossano, allontanando l'impulso di metterne via un paio indossato perché 'they don't look too dirty'.

Lo sono e ve ne accorgerete non appena li metterete di nuovo, quello che dico sempre anch'io.

E qui ci vuole un omaggio a una donna che ha indossato come nessun'altra i guanti bianchi: Grace Kelly.
Anzi, da parte mia più che un omaggio è un risarcimento. Ammetto di averla considerata per anni una babbea ma, a mia parziale discolpa, chiarisco che la vedevo soprattutto come moglie, come scrive Angie David di 'ce prince de carton-pâte' (aggiungendo come la sua perdita per Hitchcock fosse stata, proprio in quest'ottica, causa di sofferenza, visto che lei già aveva rimpiazzato Ingrid Bergman, che pure lo aveva abbandonato, ma almeno per un altro cineasta, capace di suscitare una rivalità maggiore ma anche un mutuo rispetto).
C'è voluta una mostra molto ben fatta al Victoria & Albert Museum di Londra, cui è seguito un periodo di studio sfociato in alcune lezioni più la rinnovata visione dei suoi film per apprezzarla completamente: bella di una bellezza sana e atletica, lucida, determinata, piena di buona volontà e capace di salutare la folla con la mano guantata di bianco con un magistrale movimento del polso che invano abbiamo cercato di riprodurre con i miei studenti, Grace Kelly viveva in guanti bianchi al punto che un cronista ebbe a dire che si capiva il livello di eleganza di una serata dal fatto che l'attrice cambiava i guanti corti in lunghi. 

Anne Fogarty, visto che la malizia è donna, chiosa che 'anche' lei è passata alla posterità in 'white gloves' avendo vinto un premio per il Twentieth Century Design e che il Philadelphia Museum (notate che Philadelphia è la città natale della Principessa e il suo museo ha ricevuto in dono l'abito da sposa da lei graziosamente offerto dopo le nozze celebrate nel 1956) le ha chiesto il vestito da sera da lei indossato in occasione del conferimento del premio. Fu preparato un manichino con le sue misure per metterci sopra abito, 'headdress', stola di volpe bianca e 'long white gloves'. Ma quale fu il disappunto, che si coglie perfettamente nella gradevolezza delle righe, quando la stilista si accorse che era impossibile chiudere l'abito! Le sue misure, di cui va fiera, sono accuratamente annotate: giro vita 18 pollici. Vi aiuto io: dopo la conversione, fa cm 45,7.
(Se state pensando che queste donne erano tutte matte, vi capisco. Però, per favore, cerchiamo di distinguere la mania del vitino di vespa da quella di essere una moglie coi fiocchi).

Anne si augura che un giorno le proporzioni possano essere ristabilite.

(Si affaccia in me la memoria di certi pomeriggi passati in bagno a chiacchierare con le cugine più giovani di mio padre venute in visita con i genitori. Con i seni più che perfettamente formati che facevano esplodere le camicette, le trecce e i calzettoni bianchi - la moda per i teenagers era di là da venire - passavano in rassegna faccende matrimoniali e di fidanzamento con una ferocia che lasciava me, bambinetta, stupefatta per quanto era cattiva e pungente, la femminilità fatta pettegolezzo, accusa, vituperio nei confronti delle altre donne, nessuna delle quali si salvava, né nel corpo né nello spirito, figuriamoci nell'abbigliamento). 

Poche storie. Come se non bastasse lavare i guanti ad ogni utilizzo, si suggerisce al battaglione di mogli in cerca di suggerimenti, disciplina e conforto, di portarne con sé 'almeno' un paio extra pulito. Si faranno buona compagnia con le indispensabili calze di ricambio, il rotolo di Scotch che si può usare per togliere le macchie, una piccola spazzola per abiti e un'altra di pelle scamosciata in caso di e finanche un ultimo aggeggio a batteria che dovrebbe svolgere la funzione di aspirare lo sporco.
Il 'grooming', traducibile con la governatura, la strigliatura dei cavalli, la toletta per i cani ma anche per la cura di una carriera (ditemi voi se l'inglese non è sintetico fino all'osso e oltre ogni possibile previsione), conclude l'autrice, è un 'continuing job', come lo sono, lo avrete capito, il vivere, il fare arte, l'essere moglie.
Continuare a essere well-dressed e anche tutto il resto, certo non è cosa da poco ma con qualche suggerimento azzeccato si può pure pensare di farcela.

 

Grace Kelly 1929 - 1982, una donna in guanti bianchi

Anne Fogarty, The Art of Being a Well Dressed Wife, 1959

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