256 Il post di FB del 25 giugno 2012 che non voglio perdere

Due giorni fa ho fatto mettere il decoder. Cose che ho visto in televisione negli ultimi tempi: 1. I funerali di Lady D, 1997. 2. La caduta delle torri, 2001.
Sono alle prese con le istruzioni per il suo buon uso e ne approfitto oggi per fornirvi le mie rivelazioni calcistiche.
Trovo gli uomini italiani fascinosissimi ma non ho mai tifato Italia. Perché? Perché durante gli Europei e i Mondiali mi prendo una vacanza. Da che cosa? Dallo scuro, dal moro, dal velluto, dal morbido, dall'avvolgente, dal familiare, dai nomi che finiscono in vocale, dai buoi nati nel mio medesimo quartiere, dagli occhi negli occhi senza che quasi mai mi venga il torcicollo o la cervicale, dal cocco di mamma, dai piatti messi in lavastoviglie sempre dall'altro verso, dal caffè espresso in tazza piccola, dal che cosa si mangia stasera con un impersonale che è un capolavoro e che esclude tutto il processo, mercato, pulitura, preparazione, cottura, che mette il cibo in tavola, insomma, evado, innocentemente. E vado verso altre nazioni, anzi, verso altre Nazionali: Svezia, Danimarca, Norvegia, Inghilterra, piuttosto spesso Germania, Olanda, certamente, anche se lì uno (una) si aspetta una squadra di atleti alti m 1,90 con la pelle di latte e occhi verdi grandi come uova fritte e se li trova invece davanti tutti volentieri neri. I miei campionati più simpatici sono stati quelli di quando, ragazzi nella casa paterna, mio fratello, pur di non vedere la partita da solo, sopportava stoicamente di avere accanto un Traditore della Patria e, già che ci si trovava, faceva pure una scrematura e mi segnalava questo e quello, prendendoci sempre perché conosceva perfettamente i miei gusti in fatto di innocenti evasioni. Poi la vita è diventata più complessa e tutte le volte che seguivo una partita concentrandomi, lo ammetto, un po' troppo sul campo avversario, fioccavano occhiate di compatimento e commenti per niente innocenti, dai quali uscivano fuori difetti fisici che io, poco esperta di calcio, non riuscivo a vedere e certe volte anche tare ereditarie, evidentemente rivelate dalla stampa specializzata che io non seguivo. Ma tant'è. Il calcio è un gioco bellissimo perché, come ci insegnano gli antropologi e come capisce pure chi, come me, di calcio capisce poco o niente, in campo ci sono guerrieri che seguono una palla, che può essere milionaria ma pure pezzentella, come se inseguissero il cammino del sole. Dunque, siccome l'incolumità fisica mi sembra, per vivere, indispensabile, vinca il migliore, anzi: W e vinca l'Italia.  

Andy Carroll, English Footballer (1989-)