260 I figli so' piezz'e core

Una premessa. Questa è una puntata riservata esclusivamente alle donne. Se qualche uomo, riconoscendosi nei modelli di seguito descritti, volesse fare un commento, cortesemente si astenga. Grazie.

I matrimoni scricchiolano, le separazioni fioccano, le vite, come si dice, da rifare sono tante, quindi capita facile facile di uscire con un uomo con dei figli. Siccome i figli non sono vostri ma di un'altra donna, ecco qualche piccolo suggerimento per cavarvela con eleganza in situazioni che facile facile vi capiteranno.
La prima cosa da sapere è che i ragazzini di oggi spesso sono ciucci, e sono ciucci, cosa, questa, che personalmente trovo parecchio divertente, secondo una logica, e la logica è quella del contrappasso (se volete, di p potete anche metterne una sola). Funziona così: i figli degli ingegneri sono ciucci in matematica; quelli dei docenti universitari di chimica, in scienze; quelli di laureati in Lettere (questo lo scrivo maiuscolo perché è la mia categoria e la sostengo) sono diffusamente ciucci in italiano, ma questo è un male comune. Se voi provate a dire al papà di un ragazzino bocciato due volte in seconda media che il figlio è ciuccio, quello vi risponderà che dovreste considerare che forse è il suo karma, per cui evitate di farlo, tanto non serve a niente.

La seconda cosa da dire è che il caso più esiziale è rappresentato dalle figlie femmine adolescenti, che sono tutte fidanzate con il padre, lo considerano l'uomo più bello del mondo, il più intelligente e che contano, appena possibile, di sposarlo. Quindi sono sempre all'erta per cercare di capire quando lui esce con un'altra donna, un'altra perché quella legittima, la loro mamma, è, al momento, fuori concorso. E scoprire quando lui ha un impegno, chiamiamolo, galante è semplicissimo, perché lui, invece di far perdere le sue tracce, è passato da casa precocemente dopo lo studio e si è profumato come una cocotte della Terza Repubblica. Quella francese, trovate esempi in tutta la pittura del periodo (parte del 1870 e per 70 anni va avanti). Siccome sono all'erta, sono anche molto acute nel fare calcoli. Ed ecco come procede la serata.
Lui vi ha invitato in un ristorante in centro, l'atmosfera è perfetta, le bollicine fanno le capriole nei bicchieri, la conversazione monta e lui vi ha piantato gli occhi in faccia. Come antipasto hanno portato del finger food, per cui è giocoforza che lui vi chieda se può imboccarvi. Lasciatelo fare, è un giochino assolutamente innocente e vi darà anche la possibilità di assaggiarlo senza che lui capisca che dal sapore della punta delle sue dita voi state traendo conclusioni diverse.

Siete a lume di candela, lui è visibilmente affascinato, voi pure: da quel momento in poi tutto può succedere.

E infatti succede. Arriva un messaggino della figlioletta che, con tempismo perfetto, avverte che si è staccato l'interruttore generale della luce. La colpa è della lavatrice che, lui si scusa, fa contatto. Per tirare su il dispositivo, escludendo l'elettrodomestico, è necessaria una successione di sms.
La serata riprende scricchiolando, se siete brave e se siete anche parecchio dotate di charme, potete pure far dimenticare al vostro ospite le ambasce in cui si trova la signorinetta.
(Inutile dire che voi, all'età di quest'ultima, nel caso vostro padre una sera avesse lasciato libero il campo, avreste fanno tutto tranne il bucato; evitate, i tempi sono cambiati e voi sembrereste subito una donna troppo disinvolta).

Cambio di scena.

Lui vi accompagna a casa in macchina e, una volta arrivati, gira la chiave nel quadro e lo spegne. Un gatto ritardatario si ritira frettolosamente, il lampione oscilla in una lieve bava di vento, la palma sotto cui siete parcheggiati manda ombre lunghe e suggestive nell'interno dell'abitacolo. La conversazione ormai (al ristorante avete fatto fuori un'intera bottiglia, prima c'erano state le bollicine e dopo un altro paio di bicchieri) monta come un soufflé. Visto che siete reduci da una cena, è il primo paragone che vi viene in mente: gonfia, morbida, profumata, piena di colori e di sfumature. Da quel momento in poi tutto può succedere.
E infatti succede. Arriva un messaggino della figlioletta: in lavatrice è rimasto il panda.

Meglio così. Meglio, alla prima uscita, salutarsi prudentemente e non accelerare la conoscenza, c'è scritto su tutte le riviste femminili e se lo consiglia la carta stampata, vuol dire che è vero.

Siate forti e rassegnatevi all'evidenza: la faccenda andrà avanti così, scricchiolando, con sms che arriveranno nei momenti sensibili, tutti portatori di notizie importanti: la figlioletta ha lasciato il libro di inglese dalla mamma e domani ha interrogazione (inutile dire che alle 23:00 della sera precedente l'evento i giochi sono ormai fatti); non ci sono più fazzoletti di carta; è entrato in casa un pipistrello (se pensavate che alle ragazze piacesse farsi mordere sul collo come ci insegna tutto il cinema contemporaneo, vi sbagliavate, le eccezioni sono sempre tante).
Quando lui vi dirà che è un papà chioccia, evitate di avviare una conversazione che abbia come oggetto il potenziale erotico del pollo, vi guastereste la serata malamente.

Sopportate, fate astrazione, siate pronte a tutto: al figlio undicenne che ha il mal di pancia perché non ha studiato l'aritmetica e ha compito in classe; al figlio tredicenne che picchia l'undicenne in maniera selvaggia, sganassoni, calci, pugni in testa, inutile suggerire di portarlo più spesso agli allenamenti della scuola di pallone perché così i calci li dà all'avversario, voi avete già capito che il vero avversario è il fratello più piccolo, il cocco di papà di cui è gelosissimo, ecco perché va pestato regolarmente.

Una delle umiliazioni più cocenti della mia vita di donna la registrai quando mi feci venire un'idea che si rivelò fuori posto: nel corso della canonica settimana di luglio al mare in Puglia con i figli, proposi a un uomo che frequentavo di vederci una sera per un paio di ore: io sarei scesa in treno, avrei preso una bella stanza in albergo, lui avrebbe comprato ai tipetti un chilo di gelato e li avrebbe messi davanti al televisore. Siccome cerco di pensare a tutto, avanzai anche l'ipotesi di una baby-sitter che, nel mio immaginario, si sarebbe ridotta a partecipare alla clamorosa scorpacciata con video, visto che i ragazzini mi sembravano in un'età in cui potevano guardarsi da soli.
Il no che rimediai fu talmente stentoreo che ci rimasi malissimo, passai una settimana d'inferno, non risposi mai al telefono perché ero sicura che le chiamate mi arrivassero da un angolo del bagno con l'acqua della doccia aperta, in una situazione di clandestinità e di colpevolezza di cui non capivo il senso.
(Il senso è nel titolo di questa puntata, ci voleva poco a capirlo).

 

Siate pronte ai piccoletti, 3 o 4 anni, che vi guardano con aria poco raccomandabile dal display del cellulare vestiti da Uomo Ragno. Qui la tecnica è una sola, congiungete le mani, alzate gli occhi al cielo e, in tono enfatico, dite come è bello, è tutto la mamma. Come fate a saperlo? Semplice intuito, però ci avete preso e lui, neutralizzato, riterrà più opportuno riporre il telefono e cambiare discorso.

Se proprio vi siete scocciate di queste situazioni e se non volete uscire con un uomo senza figli perché pure lì i problemi sono parecchi (i figli lui li vorrà da voi), vi propongo una soluzione un tantinello maliziosa, quindi squisitissima.
Uscite con un uomo che abbia un figlio già grande, diciamo 22-23 anni. Lui, quasi sicuramente, si lamenterà di non capirlo. Voi, per confondere le acque, potete consigliare di proporre la sua amicizia paterna e un passaggio in macchina andando a prenderlo la sera del martedì alla partita di pallavolo. Offritevi di accompagnarlo e date un'occhiata: può darsi, anzi è più che probabile, che sia un bel ragazzo, casomai assomiglia anche al padre ma con 25 anni di meno, senza un filo di pancia e con in testa ancora tutti i capelli.
Non devo dirvi io che il mondo è pieno di giovani uomini che apprezzano le donne più grandi, lo insegna la letteratura, lo racconta il cinema e lo dice forte e chiaro l'esperienza.
Alla prima occasione noiosa, fate il cambio.
Lui ci resterà malissimo, si mortificherà, cercherà di riconquistarvi proponendovi mari, monti e doratissimi ponti.
Invano.
Siete presissime da un'inconsueta avventura, è andata così, avrebbe dovuto pensarci prima invece di ammorbarvi con i suoi discorsi.
E voi, almeno finché il vostro boy non sarà pure lui in età da prender moglie, ovvero di fare figli (calcolate almeno 32-33 anni), vi sarete assicurate un lungo periodo vivace e divertente, libero da lavatrici, compiti di aritmetica, calci negli stinchi, inutili e incomprese montagne di gelato e, soprattutto, libero da prole di diversa provenienza.  

 

David & Harper (ogni tanto i polli il potenziale ce l'hanno)