262 Punto, linea e uova al tegamino

A casa mia i pasti funzionano così: o c’è un punto, che è, per definizione, una cosa astratta ma esistente e che viene sempre indicato con una lettera maiuscola, A, B, C; oppure c’è una retta, che è una cosa che unisce due punti (e attraverso questi due punti passa una e una sola retta, il che qualcosa deve pur significare), che viene di solito indicata con una lettera minuscola a, b, c (e pure questo deve voler dire qualcosa).

Insomma, a casa mia, i pasti, sono o per uno o per due.

Da qualche tempo è esclusa qualunque altra figura geometrica, triangoli, quadrati, pentagoni (che orrore), nemmeno cito il dodecagono: a parte il 12 +1 dell’Ultima Cena che, appunto, fu l’ultima, alzi la mano chi è capace di sentire quello che si dice dall’altro capo del tavolo quando si è in tanti (nel mio vocabolario, troppi). D’accordo che in ‘The Dark Night’ in discoteca lei dice a lui tu non senti quello che ti dico e lui risponde apposta ti ho portato qui, a me piace la conversazione vera e quella vado cercando.
La cena da soli sta nell’ultimo atto del Don Giovanni di Mozart, quando lui canta le donne e il vino, consuma un pasto sontuoso e ha pure l’orchestrina che lo intrattiene, quindi mi sembra una cosa magnifica e poco mi importa se pure quella cena lì sarà l’ultima, almeno si chiude, stavolta, in bellezza.

La cena in due è, per definizione, romantica e interlocutoria, uno dei luoghi dell’esistenza in cui tutto può succedere, si parla, ci si studia, ci si annusa, ci si racconta.

Ora, visto il mio ultimo acquisto, c’è da chiedersi se il tegamino per l’uovo da 14 cm di diametro sia fratello della caffettiera da uno di Troisi in ‘Scusate il ritardo’, una cosa tristissima, che sigla una solitudine senza via di uscita, o se sia, come dice la confezione, ‘un piccolo ma prezioso gioiello…lo strumento più utile e versatile della vostra cucina’.

Lascio da parte l’aspetto demente della frase ‘piccolo ma prezioso’, con quel ‘ma’ che è il segno dei tempi: non sono forse le cose piccole, da sempre, a essere preziose? I tempi, quelli di cui stiamo parlando, volgono al sintetico, il tegamino cuoce benissimo, niente impedisce di ripetere la cottura dell’uovo, ma ne entrerebbero anche due, un’altra volta, e poi, vogliamo mettere, è proibito, e ci sto, metterlo in lavastoviglie, ma sotto il rubinetto con l’acqua calda e il detersivo si lava benissimo, in un minuto secco è pulito e asciutto e nuovamente pronto per l’uso.

Alzi la mano chi, con una pentola da battaglione o da campeggio fra le mani, proprio quelle che mi fanno orrore per l’impossibilità di  alloggiarle in un normale lavello di cucina e che impediscono il concetto di ritrovarsi veramente occhi negli occhi, nell’esercito o sotto la tenda, sarebbe in grado di dire altrettanto.