263 Warm Bodies

Ben mi sta.

A forza di flirtare con il gotico, amoreggiare con il dark, esprimere simpatia nei confronti del grunge, frequentare cimiteri, coltivare il mio pallore (che per una come me, mediterranea fino all'osso, significa l'impiego industriale di schermo totale Anthelios XL e, in estate, la reclusione in luogo chiuso almeno fino al tramonto, praticamente i tre mesi che tutti trascorrono arrostendosi su una spiaggia trascorsi, da parte mia, a imprecare contro il cielo ineluttabilmente azzurro), è successo: mi sono trasformata in una zombie (non so se il nome sia declinabile al femminile ma così mi sento di impiegarlo).
Lo dice la mia temperatura corporea, misurata, visto che pensavo di essere stata fulminata dall'influenza, dal termometro elettronico: 35° e 2.
Avevo conservato in un cassetto un vecchio termometro tradizionale e anche quello si è fermato sui 35.
(Ora, è probabile che quest'ultimo sia rotto, nel senso che ricordo perfettamente una caduta rovinosa, che pure misi per iscritto, che mi gettò nello sconforto perché non sapevo più come procurarmi un dispositivo atto a misurare la febbre. Possibile che l'abbia ricomposto e messo da parte come una reliquia? Vai a capire).

In ogni caso, tutto è chiaro. Cammino, agisco, assumo le compresse effervescenti che mi hanno dato l'altra sera alla stazione per tenere sotto controllo i sintomi ma ho 35 e 2, quindi c'è poco da discutere, sono passata, quasi senza accorgermene, a un altro stile di vita.
Basta con il nutrimento intellettuale mio consueto, comincerò a nutrirmi di carne umana, mi scuso già con tutti coloro che mi verranno incontro inconsapevolmente, non è per cattiveria, è solo a causa della mia nuova natura, radicalmente mutata e bisognosa di ben altro nutrimento.

Mentre impazza la pubblicità di un film in cui lui e lei si guardano su un cartellone e lei scoppia di vita e di salute e lui ha qualcosa di strano, la testa come staccata dal corpo, l'occhio in tralice, la maglia sporca e consumata dalla permanenza sottoterra, mi ritrovo anch'io a condividere il destino di coloro che, fra me e me, da sempre considero romanticissimi.

Stamattina, in un ultimo sussulto di speranza, sono andata alla farmacia mia consueta e la farmacista ha ascoltato, benevola, la mia storia. Mi ha proposto un altro termometro, questo autodefinentesi 'ecologico e senza mercurio', però l'ha fatto scuotendo il capo, dicendo che tanto nemmeno quello funziona, che solo per riportarlo allo stadio di partenza di solito ci si sloga il polso.
(Ora, non capisco il vantaggio di venire a sapere se si ha l'influenza se poi ci si ritrova con un altro danno fisico di gravità senza dubbio superiore).

In un mondo che non riesce più a conoscere la temperatura dei corpi, una cosa serissima, basta pensare a tutte le patologie che si manifestano mediante un'alterazione della medesima, lascio un'eredità penosa e approssimata: non ho finito gli esami in Accademia, il mio studio è tutto per aria, abbandono nella mia cantinetta alcune bottiglie che mi sarebbe piaciuto consumare e che chissà nei bicchieri di chi finiranno e devo ancora ritirare dalla lavanderia una delle mie vestaglie più belle e un superbo foulard di Lagerfeld che ho indossato solo poche volte.

Se qualcosa dovesse accadere, qualcosa, intendo, di legato a un perduto calore che, se potessi ritrovare, sarei pure disposta a vedere alterato a causa di tutti i disagi di un'indisposizione stagionale, darò notizie.

Se poi qualcuno fosse ancora in possesso di un termometro tradizionale, uno di quelli che da ragazzini abbiamo tutti messo almeno un volta attaccato alla lampada sul comodino per vedere prima la colonnina di mercurio salire fino a scoppiare e, subito dopo, la faccia di nostra madre farsi livida dal terrore di fronte alla sua scottante creatura, per favore dia notizie a me e, se proprio vuole farmi una cortesia, me lo presti, almeno in questa estrema circostanza.
Grazie.

 

 

Warm Bodies, Jonathan Levine, 2013. Il film di cui vedo i cartelloni ogni volta che prendo la metropolitana, un richiamo cui è difficile resistere