282 BIRDS, ancora

Come molte altre persone, riservo i tovaglioli di stoffa alle cene con tovaglia bianca in soggiorno. 

Per il resto, uso tovaglioli di carta, pratici e igienici. Certo, vado a fare spedizioni apposite per procurarmeli: cm 40 x 40, 3 veli.
(Insomma, a casa mia, quei tovagliolini da bar che servono solo a sporcarsi le mani non trovano asilo e, di solito, nessuno se ne lamenta).

Tovaglioli di carta rigorosamente bianchi. 

Da un po' di tempo mi è venuta voglia di movimentare narrativamente la situazione, per cui mi sono data alla ricerca e all'aggiunta di tovaglioli decorati paralleli: rose, sempre e non appena le trovo; motivi adatti all'ora del pasto, la teiera con l'orologio solo a colazione, a cena elegante rigore, i limoni quando è tempo di limoni, le righe colorate che sembra di stare al mare in estate, in inverno le arance. 
I pacchetti di tovaglioli paralleli sono sistemati in cucina in un contenitore a vista, quindi chi si siede a tavola può fare la sua scelta a seconda dell'umore. 
In questo modo e con poco affanno, hanno trovato spazio da me molti colori e sentimenti, anche quelli ingombranti che a tavola bisogna tenere sotto controllo, che so, l'allegria, il desiderio di un'altra stagione, il richiamo alle porcellane di Prussia, la tenerezza.
A proposito di quest'ultima, che ha quasi sempre la capacità di irritarmi, a meno che non sia distillata e servita in dosi minime e solo di tanto in tanto, mi era sembrata plausibile la coppia di uccellini dentro il loro nido fatto a casetta con il tetto coperto di neve ambientati in un contesto natalizio di pigne, rami e ciondolino luccicante. 20 pezzi di concezione tedesca, per cui, in sé, tendenzialmente rigorosi: in Germania fanno solo gente seria.

Mi sono detta perché no, vanno benissimo in questo scorcio di dicembre, tanto poi finiscono al secchio.

Come è noto, i tovaglioli di carta sono venduti in confezioni di cellophane sigillate, per aprire le quali bisogna mettercela tutta: una cosa che non sopporto è avere in giro per casa scatole e pacchetti aperti di traverso, fosse per me, la Sciatteria dovrebbe entrare a far parte dei peccati capitali e se non c'è più posto, si potrebbero togliere, a scelta, l'Ira o la Lussuria, che più che peccati mi sembrano aspetti dinamici dell'esistenza.

Ma torniamo ai tovaglioli.

Ero lì che li guardavo nella mia cucina per vedere l'effetto che mi facevano fuori dal negozio, consapevole che certe volte la visione decontestualizzata dell'oggetto è parecchio deludente. L'altro giorno citavo, ad esempio, la giacca di lana cotta con i bottoni d'argento che, appunto, in Sud Tirolo portano tutti e a tutti sta benissimo e sembra solo simpaticamente etnica quando uno, avendola acquistata, la mette accuratamente in valigia per il trasporto. 
Tranne poi vederne tutto l'orrore e l'importabilità non appena la giacca tirolese sbarca in guardaroba e, come si dice, fa violentemente a pugni con tutti gli altri abiti non da montagna.
Ma l'effetto degli uccellini non era cambiato: loro stavano lì, tutti gonfi di piume calde, come sono gonfi gli uccelli quando sentono freddo e si rannicchiano, e nella mia cucina non stonavano affatto.
Bene.
Li metto a tavola. 
Per usare la salvietta di carta, come sappiamo bisogna aprirla.
Ora, una cosa che fanno spesso questi designer e di cui mi sono accorta a un certo punto della caccia, è inserire più di un motivo decorativo (in inglese si chiamano pattern) in modo da proporre loro stessi una vicenda: cupcakes che si sdoppiano, limoni interi che rivelano spicchi, barattoli di cacao che dall'altro lato si aprono, insomma, secondo me questi si divertono come matti e pensano nella loro testa, anche se stanno in Germania e sono gente seria, adesso guarda che ti combino, stai bene attento.

Sorpresa.

Dall'altro lato rispetto a quello in mostra della salvietta di carta parallela, ovvero dalla parte verso cui guarda l'uccellino maschio, che è riconoscibile, come sempre succede con gli animali (con gli umani, di rado ci si prende), perché è più grosso e più protettivo, sta in un'identica casetta con la neve sul tettuccio e l'ambiente natalizio di pigne, rami e ciondolino luccicante, un'uccellina solitaria che, pure lei e giustamente, guarda verso il maschio che la guarda.

Ho pensato che le uccelline derivassero da un identico pattern. 
Manco per niente. Una, quella che sta con l'uccellino maschio che la protegge, ha l'aria beota e le piume lisce lisce; l'altra, quella oggetto dello sguardo, è tutta eccitata, ha lo sguardo vivissimo e anche una specie di piccola cresta punk sulla capoccetta, come se nel girarla un colpo di gelido vento le avesse mandato per aria tutto il piumaggio.

Tu vatti a fidare: della gente seria di Germania, della casetta con il tetto innevato, della tenerezza e pure degli uccelli.

 

I tovaglioli di carta in oggetto fotografati alla come va va per via delle risate che hanno accompagnato la scoperta dell'intrigo ornitologico