39 Sound & Colour Track

7 agosto 2008, la giornata si annuncia a colori rutilanti, alle 7 del mattino il caldo è già fisso. Per vendicarmi dell’insipienza estiva montante cambio la mia colonna sonora consueta (Bach, Variazioni Goldberg, Glenn Gould) e metto i Pooh.

Vado alla Biblioteca Nazionale in macchina con l’intenzione di parcheggiarmici dentro. Dagli altoparlanti dello stereo escono voci acute e chiare, testi maliziosetti e ricordi di balli in cui qualcuno mi teneva stretta, oh quanto stretta! in una embricatura che convincerebbe qualunque salsero della vanità dei suoi sforzi, doppia fatica per ottenere la metà di quel risultato.

A terra un mangiadischi arancio.

Mi ferma un addetto al varco. Apro il finestrino (’Entrasti come arriva un uragano / successe come quando passa il vento’), mi dice che sono 0,70 centesimi l’ora. Mostro la tessera, mi danno la chiave di una cassetta, non posso portare borse, libri, cibo, acqua (lo champagne è permesso?). Sistemo in bilico sulla mia cartelletta mauve l’astuccio, il portafogli, i fazzoletti (mi cadrà tutto a turno, un pezzo alla volta). 
L’armadietto è sporco, sull’esterno polvere epocale si stratifica (’la pioggia batteva sui balconi / rispose: ci penserò domani’). Passo davanti al bar (’c’è fumo e odore caldo qui / di dolci e di caffè / ognuno pensa a sé / è il giorno più normale / ma io sto male, male’).

Cerco Le Corbusier, Polycromie architecturale: Farbenklaviaturen von 1931 und 1959 / Color Keyboards from 1931 and 1959 / Les claviers de couleurs de 1931 et de 1959, pubblicato a Basilea da Arthur Rüegg, 3 volumi, prezzo su Amazon $ 524,26, sintesi della raffinata teoria cromatica dell’artista-architetto.
Mi aiuta una signorinetta gentile che in Corbu si muove a stento.
I volumi alla Biblioteca Nazionale di Roma non ci sono. Catalogo generale dell’Italia intera. Li troviamo alla Biblioteca Campus Durando del Politecnico di Milano. Qui stanno per chiudere per ferie (15 giorni nel mese di agosto. Nessuno deve studiare, finire la tesi, soddisfare una curiosità, passare un po’ di tempo fra i libri? Nessuno).
Mi segnalano l’Interscambio, posso inoltrare la richiesta e vedere se.
Vado all’ufficio indicatomi, mi danno anche una sedia. Ricominciamo con il catalogo. Mi chiedono quanto sono disposta a spendere.
Non afferro subito, capisco dopo un po’, si riferiscono alla raccomandata. Trattandosi di un libro da 500 dollari non mi sembra grave se supereranno i 5 euro circa consueti. Opto per un tetto di 50 euro, è sempre meglio abbondare.

Compiliamo la domanda. Già ho visto che la Biblioteca che possiede Corbu e che lo definisce disponibile è chiusa dal 1 al 31 agosto. Nessuno deve studiare, finire la tesi, toccare con mano uno dei più raffinati testi sul colore che mai abbia visto la luce? Nessuno (’Dammi solo un minuto / un soffio di fiato / un attimo ancora / stare insieme è finito / abbiamo capito / ma dirselo è dura / svegliati svegliami dai / come fai?’).
Scrivo su suggerimento del bibliotecario che chiedo di inoltrare la domanda alla riapertura.
Firmo. Sosta in un bagno negletto, il personale di pulizia sarà in ferie pure lui.
Per non pensare di aver buttato la mattina (detesto buttare le mattine) faccio un giretto nella sala di storia dell’arte (’Far l’amore non ti basta mai / ma il segreto resti qui fra noi’), opto per un catalogo, quando riesco a inoltrare la richiesta sono le 12 e 2 minuti, il sistema è bloccato, la Biblioteca Nazionale già è a mezzo servizio, dopo le 12 tutto si ferma (’Come mai i tuoi occhi ora stanno piangendo / dimmi che era un sogno e ci stiamo svegliando’).
Mo’ basta, come si chiamava il collettivo fondato in Accademia da Pepp’ u Dragone, allievo del mio primo anno a Napoli che mi salutava facendo volteggiare come un moschettiere il suo cappello e inginocchiandosi ai miei piedi (mai accaduto altrove).
Mi riprendo la macchina, è alla sua prima estate.
Nel luglio dello scorso anno dovetti scegliere fra il grigio ferro (consegna immediata) e il blu oriental (due mesi e mezzo di attesa). Realizzai in quel momento che avevo avuto in vita mia solo macchine blu.
Sono molto abitudinaria, mi aiuta a fare ordine nel caos della mia anima. Fu per questo che attesi, per via del caos.

Pago il parcheggio, tornano a uscire dalle casse voci e odori di campagna e di sudore su magliette di bucato (’ Son quello che respira piano / per non svegliare te / che nel silenzio / fu felice di aspettare / che il tuo gioco diventasse amore / che una donna diventassi tu’).

Decido di andarmi a comprare riviste e vino. Nel traffico residuo intorno alla stazione, sotto un cielo implacabilmente china blue cantiamo la mia canzone preferita (’Cena all’alba, soli tu ed io, / ciò che resta da fare domani / devo farlo io. / Si risveglia in fretta la città / nei tuoi occhi un po’ stanchi ritorna / la tua giusta età’).
Non trovo la rivista, anche il distributore sarà in ferie. Vado a cercarmi un dvd usato da Mel. Incontro ’Ingannevole è il cuore più di ogni cosa’ , J. T. Leroy e Asia Argento non sono tipi da vacanza in agosto, lei ha i capelli platinati, le occhiaie indelebili, il corpo a disposizione (’Strana amica di una sera / io ringrazierò / la tua pelle sconosciuta e sincera’).

Auchan: parcheggio giallo, mi scrivo la sezione perché altrimenti perdo la macchina. Hanno finito lo Chablis, sono in ferie anche i viticoltori della Borgogna. Compro insalata e mollette bianche immacolate. Decido di rientrare ( ’Adesso, mi spiace, signora, / non è più il segreto pensiero / l’hai fatto davvero’), la città ha assunto toni ibisco, fucsia e papavero. Scale (’la porta è socchiusa / non devi nemmeno inventare una scusa’). Chiavi (’c’era un silenzio che gelava il cuore / era un deserto il luogo tanto amato / più niente intorno più nessun rumore / ed inciampai nell’ombra di me stesso / in quella casa era tutto a posto’). La prima cosa che vedo, come sempre, è la cartolina sullo sportello del contatore: THERE’S NO PLACE LIKE HOME.
Probabile che con Glenn Gould al piano la mia giornata sarebbe stata diversa.

Nella puntata n° 40 di Opera Soap sono state citate le seguenti canzoni dei Pooh:

www.pooh.it

Winnie the Pooh

Le Corbusier, Policromie architecturale