46 Ferragosto Blues

’Odio l’estate
Che ha dato il suo profumo ad ogni fiore
L’ estate che ha creato il nostro amore
Per farmi poi morire di dolor...’ (B. Martino, 1960)

Assicuro l’acqua ai bonsai e il cibo ai pesci rossi, chiudo il bagaglio e prendo un AV per Napoli.

Trovo la città vuota, non l’ho mai vista così, le strade hanno dimensioni insospettate, le architetture sono ancora più nobili. Stabilisco il mio quartier generale a piazza Amedeo, pulizia accettabile, basta non guardare sotto l’armadio, il letto è buono, mi chiedono un supplemento per l’aria condizionata e un altro per il doppio della biancheria, taglio corto e garantisco tutti i pagamenti. Se fossero più attenti ai dettagli (’God is in details’, Mies van der Rohe), il luogo sarebbe paradisiaco. Non lo è. Faccio una cena al chiaro di luna piena sul mare e un’altra affollata e ottima con discorsi che avrei voluto sentire dappertutto in questi giorni, che fatica capire l’arte contemporanea, lo pensa  (lo dice) il Ministro della Cultura e  non c’è stata alcuna levata di scudi di intellettuali, tutti alle Galapagos oppure attablés davanti a gigantesche fette di anguria?

Vado a visitare il PAN www.palazzoartinapoli.net, vedo cose che mi fanno sorridere e respirare, come sempre quando c’è di mezzo l’arte contemporanea, scendo a piazza Martiri e da Feltrinelli mi fermo davanti ai manga ed è così che passo mezza giornata con la mangaka Ebine Yamaji, bellissimo il tratto, netto, raffinato, mi perdo un po’ a guardare i suoi ambienti, mobili rettilinei, solo una candela sul tavolo da notte, libri, letti che rimangono in ordine anche negli amori di Rutsu con Ryuji e di Rutsu con Tamaki, tazze di tè fumanti, cocktail nel bicchiere e anche champagne in flûte, corpi sottili e balloon che raccontano giovani protagonisti impegnati nella professione (Rutsu scrittrice; Ryuji editor; Tamaki redattrice di una rivista d’arte) e negli incontri, un mondo delicato ed essenziale nel quale non c’è sporco e le case sono pulite senza fatica, i manga si leggono da destra verso sinistra e le pagine sono rilegate a destra, mi confondo un po’ all’inizio, è un disorientamento che bene illustra la situazione, ferragosto altrove, Indigo Blue e un manga.

Mangio una pizza mediocre nell’unico posto aperto sulla Riviera di Chiaia, poi vado all’Acquario Comunale e qui si chiarisce il senso delle cose.

Spero che lo abbiate visitato, è quel posto di dimensioni ridotte, di forma quadrata, con un numero limitato di vasche e una fondazione storica (1872) importante ad opera di Anton Dohrn, naturalista e zoologo tedesco, quello, per intenderci, dal quale, come racconta Curzio Malaparte ne La pelle, il Generale Cork aveva dato ordine di pescare il pesce per la sua tavola, facendo fuori in questo modo anche l’eroico pescespada dono di Mussolini (servito lesso con contorno di patate bollite), il tonno regalato da Sua Maestà Vittorio Emanuele III e le aragoste dell’isola di Wight che aveva mandato Giorgio V. 

L’Acquario è in restauro, polveroso, buio, i rari visitatori si aggirano come spettri, però il polpo è vivace e le cernie intrecciano danze gentili e la cosa che mi sta a cuore dirvi è che esso si pone al polo opposto rispetto agli acquari spettacolari stile luna park che stanno dappertutto, Londra (quello del film Closer), Genova, Valencia, luoghi del turismo più insano in cui il viaggio si risolve a dorso di delfino avendo anche dimenticato il mito del musico e poeta Arione, che proprio cavalcando un delfino sacro ad Apollo si salvò dall’agguato dei marinai sulla nave al ritorno dalla Sicilia.

Napoli, nel suo giorno indaco di mezza estate, si conferma come il luogo del possibile e accoglie nelle vasche antiche pesci che altrove sarebbero tappe psichedeliche di percorsi didattici. Vedo artisti amici e amici di artisti, il Vesuvio ha accanto una strisciata di nuvola fatta con il pennello, verso sera le strade si riempiono, compro pane e rientro a notte alta.

Il blues di Ferragosto è più nell’aria che in testa, un po’ allentato, dissolto, abbassato di volume dal colore della città e dalla sua gente.   

Ebine Yamaji, Indigo Blue, 2002-2007

L'Acquario di Napoli