47 Splash!

’...Siccome l’appartamento non sarebbe stato libero prima di settembre, tornammo a Los Angeles per passarvi l’estate. In California imperversava l’ondata di caldo più spaventosa del decennio. Arrivammo due giorni prima di San Giovanni e ci rifugiammo nel freddo sepolcrale della stanza d’albergo - con aria condizionata - a guardare un incontro di boxe in televisione. Quella sera cercammo di fare una passeggiata fino a un cinema lì vicino. Il caldo ci piombò addosso come una parete di cemento.

Il giorno successivo telefonò Barbra Streisand e ci domandò se volevamo prendere con noi dei costumi da bagno per un piccolo party in piscina. Ringraziai per la cortesia, mi rivolsi a Ingrid e le dissi: adesso torniamo immediatamente a casa, a Färo, e ci restiamo per tutta l’estate. Le risate di scherno le sopporteremo. Qualche ora più tardi eravamo in viaggio. Arrivammo a Stoccolma la sera di San Giovanni. Ingrid telefonò a suo padre che aveva riunito famiglia e amici nella sua fattoria vicino a Norrtälje. Ci ordinò di andare immediatamente da lui. Erano le undici passate di una serata dolce. Tutto era bellissimo e profumava. E poi la luce.

Verso mattina mi trovavo in un bianco letto, in una stanza che odorava di casa d’estate e di pavimento appena lavato...’ (Ingmar Bergman, Lanterna magica, 1987)

David Hockney, A Bigger Splash, 1967