50 Keep Cool

Il mio frigorifero all’interno è calvinista, rigoroso, ordinato, molti cibi bianchi, latte, yogurth, anche uova candide che sembrano quelle ritratte da Velázquez nel suo dipinto con la vecchia che le frigge, la mia scorta di cosmetici, sempre una bottiglia di champagne. Per il suo esterno sono, invece, ancora lontana dalla perfezione: mi obbligo a tenerlo sgombro, certo non ci sono magneti con la paella o la baguette, evito di attaccarci i post-it (che, altrove, stanno dappertutto. E li leggo, fra l’altro) o la lista della spesa, mi sono data delle regole, per esempio ’o’ Mick Jagger ’o’ David Beckham, non tutti e due insieme (li sottopongo a turni, come si fa quando si ha più di un amante e bisogna stabilire delle alternanze), poi solo una settimana di esposizione per le mail carine, al ritorno da un viaggio, approfittando della lontananza che ha dato profondità e prospettiva alle cose, almeno 15 minuti di riflessione su ciò che può essere eliminato, insomma una tortura, il risultato della quale è, però, un insieme di oggetti che parlano e raccontano una storia, almeno a me. Un tema è ricorrente, quello del There’s No Place Like Home (non state a lambiccarvi il cervello, vi dico io dove lo avete già incontrato: puntata n° 40, Sound & Colour Track, stava all’ingresso), declinato in molti modi. Ci sono poi un paio di cose simpatiche: una placchetta di metallo con magnetino con la scritta ’A woman like me is Hard to Find (...interruzione di deliziosi mucchietti di frutta e verdura) but the Kitchen (evidenziato in giallo, il resto della scritta è blu) is a good place to look’ (davanti a questo messaggio un paio di persone si sono fatte una bella risata, fa piacere che gli ospiti si divertano quando vengono in visita. Non ho avvertito sarcasmo nello sghignazzo, oppure lo sfrigolio della padella della mia  famosa omelette - 3 uova a testa, disfatte e non sbattute, ’baveuse’ comme il faut, erba cipollina di complemento - ha coperto tale sfumatura); poi una citazione da As You Like It, ’When I was at home I was in a better place’ (è Touchstone che parla e Shakespeare ci sta sempre bene).

Ciò che, però, rappresenta al meglio la vita domestica è una cartolina della Bizarr Verlag con l’augurio ’have a nice time’: il dettaglio importante è che ’time’ è sbarrato e c’è al suo posto ’cleaning attack’. Il solo guardarla mi riempie di energia e, complici le signorinette anni ’50 che sorridono poco più sotto in una foresta di detersivi, finisce che accetto l’invito. Il premio finale è riportato in basso: ’Then relax. Sit down...put your feet up and rest for a while’. Fatemi sapere (io non guardo mai la tv, con l’eccezione di qualche partita di calcio dei Mondiali e degli Europei) se c’è uno spot, un programma, un animatore, una showgirl in grado di  infondere tanto utile coraggio nell’attaccare una nuova giornata, se dal televisore, invece che dal frigorifero (tutti e due, ve lo ricordo, sono elettrodomestici) arriva qualcosa di meglio per pensare rosa e positivo, combattere il blues mensile e anche quello stagionale, ritrovarsi, nella peggiore delle ipotesi, perlomeno con la casa rimessa in ordine. Grazie.

Materiale Bizarr Verlag, Monaco di Baviera www.bizarverlag.de