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Ho segnato con una pietra bianca sul calendario la giornata di oggi, 29 agosto. La colf è rientrata dalla villeggiatura dopo 27 giorni di assenza. Intorno alle dieci è entrata, mi ha abbracciata, mi ha portato pomodori sott’olio, un pecorino che promette bene e i biscotti del paese. Era abbronzata e commossa.

Dopo lo scambio di informazioni consuete lei ha impugnato stracci e detersivi, io ho imboccato la porta di casa. Me ne sono andata a spasso, al vivaio e a comprare lo Chablis. Il rumore dell’aspirapolvere, che veniva da casa mia senza che io ci fossi dentro e che ho sentito fino al piano terra, mi ha dato le medesime sensazioni di felicità e pienezza che di solito mi vengono solo dallo Steinway di Glenn Gould.