61 Fino all'ultimo bicchiere

Sto leggendo un manga magnifico, Les Gouttes de Dieu, sceneggiatura Tadashi Agi, disegni Shu Okimoto (occhio! La sceneggiatura è in prima posizione e sta molto bene ad indicare il tono letterario dell'opera), parla di vino e me lo ha segnalato Stefano de L'Aventure, che ringrazio da questa schermata. Ne parlavo un paio di giorni fa con i miei studenti, rimproverandoli nemmeno troppo fra le righe di essere distratti riguardo al loro talento laddove i loro coetanei giapponesi narrano storie in cui alla divina bevanda si intreccia, come spesso accade da loro, il tema della realizzazione di sé attraverso la professione.

Ieri sono andata a comprare i volumi 2 e 3 e Monsieur Jakie, francese e appassionato di fumetti, cioè persona speciale, titolare della libreria di via del Vantaggio, mi ha augurato mentre uscivo 'Bonne dégustation'.

Era appena sorta la luna, il tempo stava cambiando e la città aveva assunto linee nitide. La mostra di Jean Prouvé all'Ara Pacis mi è sembrata bella nel suo asciutto tecnicismo.

Poco più tardi, all'enoteca ai Banchi Vecchi, la conversazione come una meringa era montata ed era ugualmente appetitosa. Al quarto spumante (buono quasi quanto uno champagne) mi sono alzata per chiedere a Anna come lavava i bicchieri. 'Con la macchina', mi ha risposto. Ma era una lavabicchieri. 'E a casa?', le faccio. 'A mano, perché non ho la lavastoviglie'. Tre figli e, su sua ammissione, cinquanta persone a pranzo a Ferragosto al mare non l'avevano convertita alla tecnologia, riservata alla bottega.

Il vicolo che avevo imboccato era cieco e probabilmente anche sordo. Perché i miei Nachtmann, messi in lavastoviglie, erano diventati opachi e i Riedl stavano, invece, benissimo? Perché i trent'anni di televisione commerciale, quelli che hanno atrofizzato i desideri dei miei studenti, non sono stati interrotti da un programma in cui un fisico, invitato, insegnava finalmente la gestione dei cristalli di casa? L'unico ad avere tentato una risposta al mio interrogativo con qualche senso era stato in passato un tecnico che, appiattito sotto allo sportello nella mia cucina, aveva bofonchiato qualcosa a proposito della temperatura. E perché, allora, i costruttori di lavastoviglie non pensavano a macchine più versatili, affini alle lavatrici nelle quali si mette il collant da fare svelto da solo a freddo e le lenzuola, anche a 90°?

Impostiamo un biglietto per il nostro blog nascente. Fateci sapere come lavate i bicchieri a casa vostra. Astenersi utilizzatori di bicchieri di vetro (troppo facile), di plastica (inaccettabile) e astemi non utilizzatori di bicchieri.

 

 

 

 

 

 

Tadashi Agi & Shu Okimoto, Les Gouttes de Dieu, Giappone 2005-Francia 2008

Librairie L'Aventure, via del Vantaggio 21 Roma