8 Polvere di stelle

’L’Arte lava via dall’anima la polvere della vita di tutti i giorni’ (Picasso)

Nel 1977 l’artista di Fluxus Robert Fillou (l’inventore della formula ’l’arte è ciò che rende la vita più interessante dell’arte’) pulì accuratamente lavori di Brancusi e di Malevich e conservò la polvere in un piccolo straccio trasformandola nella materia dell’opera d’arte.
Polvere come traccia del passare del tempo e come inevitabile compagna dell’oggetto tridimensionale nello spazio museale (non solo, dunque, nelle nostre case. Arte come consolazione).

Erwin Wurm (Austria, 1954) ha fatto di più. Scultore radicale e ironico, ha prodotto le Staub-Skulpturen (sculture di polvere), esposte in questi giorni (gennaio 2007) al Mumok di Vienna.
Sono dei parallelepipedi in tutto simili alle teche che si utilizzano per esporre oggetti, con base in legno e vetrina in plexiglas; l’unica differenza è che le sculture non ci sono, o meglio, ci sono in quanto hanno lasciato di sé una traccia ben visibile nella polvere che stava intorno alla loro base, come accade per il quadro che si stacca dalla parete per un trasloco, per la cucina a gas che si sposta per le pulizie di fondo o per il bicchiere bagnato che imprime sul tavolo il suo segno (termine tecnico: ’culaccino’, raro, dice lo Zingarelli, ma indubbiamente grazioso).
Grado zero della scultura, opera assente, riflessione sulla caducità degli oggetti, vanitas del quotidiano. Una passata di aspirapolvere e scompare l’opera d’arte.
Per fortuna essa è sigillata dentro la teca, altrimenti una colf pignola nell'esercizio delle sue funzioni potrebbe farla sparire.
Come accadde alla mitica porta di Duchamp che, sporca di colore, graffiata e messa da parte in attesa di essere esposta, fu diligentemente riverniciata da alcuni imbianchini solerti al lavoro per l’inaugurazione di una Biennale veneziana.

Vinsero la causa mossa dal collezionista perché la ragione sta dalla parte di chi possiede la Virtù, ce lo insegna il giovane David che sconfigge Golia armato solo di essa e il voler far pulito intorno a sé fra tutte le virtù è la più encomiabile, esige energia, organizzazione e un candore di spirito non comune.

Suggeriamo a Jeff Koons (USA 1955) di ritornare sugli Hoover dei giorni iniziali della sua carriera e di metterne uno in mano a un David: armato di aspirapolvere sarebbe un eroe ancora più dotato di glamour e di appeal, moderno, nell’aria del tempo, in dialogo con Wurm e con il mercato dell’arte tutto intero.

Erwin Wurm al Mumok di Vienna, un Attack! in grande stile

Jeff Koons, New Hoover Convertibles, 1981-86