80 Warning Artist at Work

Ho conosciuto Nicko Straniero a Londra nel giugno scorso e siamo in un contatto epistolare frequente e caldo. A breve inaugureremo nella Galleria de Il sole al guinzaglio, qui sul sito, la sua stanza, dove sono già in parte collocate le sue opere che io ho visto in mostra, foto di dimensioni tutte uguali, 10 x 15, complesse, elegantissime, trasfigurate da un processo di lavorazione che mi sta rivelando, una delle cose, come gli ho detto, di sapore più contemporaneo che abbia visto negli ultimi anni. Nella Tenderpixel Gallery al numero 10 di Cecil Court, uno spazio di dimensioni raccolte, grintosissimo, le Phototoxins di Nicko Straniero mi hanno precipitata in un mondo a metà fra Blade Runner e Enki Bilal, dove le parole d'ordine che ci si scambiano sono possibilità di cominciare di nuovo, avventuraopportunità, il tutto in un mood malinconico e romantico.

Stiamo organizzando qualcosa, ci siamo incontrati anche sul piano del fare, nell'arte così importante. Per ora vi offro, come in un'anteprima e con il medesimo gusto, la ricetta segreta, tratta da una mail del 13 ottobre scorso, dei suoi lavori. Leggete con attenzione, godetevi il precipitare dei pensieri, il movimento incessante del progetto in marcia, l'energia creatrice che tutto travolge e che a tutto dà forma e senso.

Da parte mia confesso l'iniziale disorientamento dello storico dell'arte che ne ha scoperta una nuova di cui non sospettava l'esistenza (sto parlando della tecnica, ma anche dell'idea) e il leggero brivido che mi è corso lungo la schiena al pensiero di come un artista è capace di conciare la sua cucina quando frigge in padella le sue opere e, in assoluta disinvoltura, le mette ad asciugare sulla carta come facciamo noi con le patatine e di come il risultato, in entrambi i casi seppure con qualche differenza, faccia venire fame (anche di nutrimento intellettuale) solo a vedere l'artefice in azione e consoli di tutta la fatica e dell'heavy duty che ci vogliono dopo per pulire.

'...Le immagini che hanno queste caratteristiche sono successivamente selezionate, stampate su carta fotografica e sottoposte a diverse manipolazioni non-digitali. Prima fra tutte..la 'frittura'.. in padella.. con olio, aceto ect.. che, pur dandomi un certo livello di controllo, rimane comunque più incentrata nel creare degli effetti casuali sulle foto, micro esplosioni che arricchiscono la superficie di texture, particolari che spariscono, colori che cambiano ect. Questo processo non ha sempre successo, a volte l'immagine è troppo deteriorata e già non più interessante. In caso positivo la foto viene invece asciugata premendola tra fogli di giornale anche per settimane, in modo da eliminare l'olio che impregna la carta.
Una volta che la foto è appiattita e asciutta... inizia la fase di osservazione ed intervento. E' qui che, diciamo tramite 'tecnica mista', mi riapproprio dell'immagine, accentuandone o ricostruendo particolari, ma anche immaginandone di nuovi. Immagino di lavorare su uno spazio vero.. quasi un'installazione se non fosse per il chiaro fatto che siano delle foto nelle mie mani. E' l'istinto che a questo punto ha la meglio. Con fili di cotone, perforazioni, strappi, vinile colorato ect, l'immagine finale nasce poco a poco. Quando anche per me diventa impossibile capire la vera natura dell'immagine e la sua complessita' mi soddisfa..mi fermo ed osservo il risultato. Ci sono comunque foto sulla quali dopo la 'frittura' non applico assolutamente niente in quanto l'immagine è autosufficiente e non chiede altro.'.

Nicko Straniero è nato a Oristano, Sardegna, Italia, nel 1978. Ha vissuto a Berlino, Tokyo e in California e dal 2000 risiede a Londra, dove studia presso la Metropolitan University per conseguire la laurea in Fine Arts www.nickostraniero.com

Nicko Straniero

Nicko Straniero, Tokyonoid, 2007, carta fotografica fritta

Nicko Straniero, Costume per Urban Geisha