83 Solo per te la mia canzone vola

La mamma (persona cui sono dedicati i versi che costituiscono il titolo di questa puntata tratti dalla canzone di Bixio-Cherubini del 1940. Poi non venitemi a dire che sono prevenuta nei confronti degli uomini italiani, con questi presupposti) dell'immenso Robert Rauschenberg, uno dei massimi artisti del XX secolo, inventore del New Dada e di parecchie altre cosette, morto nel maggio di questo anno 2008, sembra che non fosse del tutto contenta dell'idea che aveva avuto il figlio di cambiarsi il nome di battesimo, Milton Ernst, in quello di battaglia con il quale sarebbe passato alla storia.


Inoltre, come ci racconta in un articolo di introduzione alla mostra che sta per inaugurare al Madre di Napoli (Robert Rauschenberg, Travelling '70-'76) A. Barina sul solito Venerdì di Repubblica (comprato, come sapete, per via della posta del cuore di Natalia Aspesi), nutriva dubbi sul talento del figlio e quando lo andava a trovare e vedeva la sua opera Bed, un vero letto appeso verticale sul quale il colore è colato violento come il sangue in un efferato omicidio, insisteva perché fosse portato a lavare.

Pare che dicesse: 'Milton, non vorrai che qualcuno pensi che hai dormito in lenzuola così sporche'. 

Probabile anche che aggiungesse la frase che pronunciava la madre del mio amico Astolfo quando guardava il figlio più giovane, Tommy, un ragazzetto pieno di peli e di capelli che, anche tenendo conto dell'eccentricità dei tempi, faceva e diceva cose decisamente strambe: 'Ho partorito un mostro'.

Trattasi di un altro caso di amore unilaterale: da una parte lui che intona dichiarazioni che adombrano Edipo e tutta la tematica dell'incesto, dall'altra lei che si rende conto dell'errore commesso mettendo al mondo un artista. O qualcosa di simile, almeno aspirante tale.

Robert Rauschenberg, Bed, 1955, combine painting, New York, MoMA

Mamma Orsa e Orsacchiotto