86 La strana coppia

Ieri è morto Brick, il mio pesce rosso preferito. Credo che si fosse preso la Saprolegnosi, i sintomi erano quelli, aveva filamenti che gli decoravano le branchie e da 10 giorni non aveva più voglia di niente. Le mie ricerche in internet erano chiare e non offrivano vie di scampo. Ho provato con un disinfettante sciolto nell'acqua ma, dopo la cena sul medesimo tavolo e una mia assenza di 28 minuti causata da una telefonata, l'ho trovato che non respirava più sul fondo della vasca.

La sera è stata malinconica, inquieta la notte.

Stamattina sono uscita per tempo per andare a cercare un altro pesce. Strip célibataire non mi piaceva affatto, non c'era nulla di buono in quella sua solitudine, nemmeno il gusto, come mi aveva detto una volta un amico americano che era stato lasciato dalla compagna, di allargarsi nel letto e dormire diagonally.

Ho preso tempo, fatto un paio di commissioni prima di andare al negozio. Quando sono entrata ho salutato e ho detto che andavo alla vasca dei pesci. Mi hanno lasciata in pace.
15 minuti accucciata lì davanti a guardare le danze, gli incontri e gli scontri, gli scivolamenti progressivi. Ho osservato con attenzione. Fatica sprecata, perchè l'avevo già visto: rosso fuoco acceso come il cuore di un incendio, coda lunga almeno 4 centimetri, allure sontuosa ed elegante.

Il negozio di animali è uno dei posti più sporchi che ci siano sulla terra, non so se sia un luogo di tormento o di estasi, però la memoria di Joseph Cornell (1903-1972), artista fra i più affascinanti che abbia incontrato nella mia professione, quello, per intenderci, delle scatole costruite con frammenti di memoria, immagini, ritagli messi da parte, che ha iniziato la sua carriera esattamente da un pet shop e dalle sue suggestioni (posso capirlo. Abbondano), mi stava davanti.

Quando il tempo che mi ero imposta è trascorso (sono molto impaziente e cerco continuamente di sottopormi a controllo), ho chiamato perché qualcuno venisse a confezionarmi il pesce. Con € 2,50 si è conclusa la trattativa, certo non c'era un aggravio della pesante situazione finanziaria.

Strada percorsa con attenzione evitando i traumi.

Casa. Rituale di immersione del sacchetto nella vasca. Attesa di 15 minuti. Liberazione del pesce, cura a non mescolare le acque.

Completamente TOC ho spiegato a Strip che avevamo un ospite e li ho lasciati da soli a discutere gli spazi e i tempi dei pasti.
Tutta la giornata è stata vibratile, ansiosa, intenerita dalla nuova presenza. Cento volte ho lasciato la mia postazione di lavoro per vedere come andavano le cose, se respirava, se nuotava aprendo le pinne, se aveva toccato il cibo che avevo somministrato alla pariglia.

Eccola lì, assortita come da copione. Uno, il pesce più bello del mondo, se supererà la fase di acclimatazione si chiamerà Manga; l'altro, un pesce rosso normale, tendente all'arancio come una triglia pallida, la coda che, a confronto, sembra un mozzicone. Mi fanno venire in mente lo stallone e la capretta che vidi una volta in un maneggio: lei, piccina, gli stava fra le zampe; lui, con le narici fumanti (giuro), scalpitava ma non la urtava nemmeno per sbaglio.

Prima cena insieme, certo meglio dell'Ultima. Manga e Strip si danno botte con le pinne, scendono a raccogliere i residui di cibo, risalgono.

Darò notizie della strana coppia.

Pesce rosso tipo Manga

Pesce rosso normale tipo Strip

Joseph Cornell, Hotel Eden, 1945