15 Il cocktail del mese di febbraio: il Rose

 

'...una spiaggia di serenità prima di affrontare le avventure...Un po' di dolcezza, molto lusso, un'oncia di maestosità': questo mélange si chiama il Rose e siamo alle prese con un cocktail bello e probabilmente femminile.

Messo a punto nel 1919 da Johnny, bar dello Chatham di Parigi, locale oggi scomparso, esso fu così concepito:
- un sesto di kirsch
- un sesto di sciroppo di ribes
- due terzi di vermouth bianco
Mescolare e aggiungere una ciliegia all'acquavite

Questa è la versione originale ma da essa, come è facile intuire, sono nate tante varianti, la più diffusa delle quali vuole che lo sciroppo di ribes sia sostituito da Cherry brandy.
Importante anche un'altra variazione, stavolta proveniente dal mitico Ritz di Parigi, proposta da M. Bigot con il nome di César Ritz.
In questo caso bisogna mescolare nel bicchiere apposito due terzi di vermouth rosso, un sesto di cherry brandy e un sesto di kirsch.

Insomma, invece di aspettare il mese di maggio, abbiamo voluto offrirvi adesso sotto forma di cocktail un'interpretazione della regina dei fiori: sempre simile a se stessa ma sempre diversa per aspetto e colore, riteniamo che possa essere ben rappresentata anche dai tantissimi artisti che a essa si sono ispirati per addolcire e dare lusso all'esistenza e al mondo.

Per non parlare di coloro che del colore che dalla rosa deriva hanno fatto una bandiera: Tiepolo e Baudelaire in testa.

Al primo posto l'interpretazione del nostro Lorenzo Rocco.

Inoltre. Desideriamo mettervi in guardia: se son rose, pungeranno.
Cercate di non dimenticarlo.

 

L'interpretazione del Rose di Lorenzo Rocco

Henri Fantin-Latour, Cesto di rose, 1880

Kim Naumann, Rose